Forlì-Cesena: Confartigianato, uno sportello contro i disservizi bancari

Forlì-Cesena: Confartigianato, uno sportello contro i disservizi bancari

FORLI'-CESENA - Uno sportello ad hoc per raccogliere segnalazioni e proteste da parte delle piccole imprese relative a eventuali soprusi e disservizi subiti ad opera degli istituti di credito. Lo renderà operativo Federimpresa Confartigianato ForlìCesena, che ha messo l'emergenza credito come punto prioritario dell'agenda di questi mesi, ancora contrassegnati dall'evolversi della crisi.


"Nonostante le dichiarazioni d'impegno e le rassicurazioni del mondo bancario crescono da parte delle imprese associate le rimostranze per tutta una serie di penalizzazioni -osservano il presidente e il segretario di Federimpresa Stefano Ruffilli e Stefano Bernacci - di cui si ritengono vittime, a partire da un aggravio dei costi con uno stillicidio di commissioni e oneri di varia natura. Al di là delle situazioni oggettive estremamente diversificate e di difficile interpretazione in chiave sistemica, è però evidente che il rapporto fiduciario e di collaborazione fra banche e imprese (che ha sempre rappresentato uno dei cardini dello sviluppo) si è profondamente modificato e vive una stagione di grande difficoltà. Anche per questo motivo con il sistema creditizio territoriale abbiamo avviato varie azioni per recuperare e rafforzare il rapporto fiduciario con il tessuto produttivo. Lo sportello ci permetterà di meglio tutelare le imprese raccogliendo i casi relativi alle controversie per sottoporle alle  banche stesse in un'ottica di collaborazione e non soltanto di mera contrapposizione."


"Senza l'apporto degli istituti di credito - sottolineano i vertici di Federimpresa - il rilancio dello sviluppo e l'uscita dal tunnel della crisi restano problematici. Nei mesi scorsi Federimpresa ha effettuato due indagini su un campione di oltre duecento imprese provinciali per testare le loro valutazioni sul rapporto con il sistema bancario dalle quali è emersa una situazione preoccupante, anche se in lieve miglioramento nel secondo monitoraggio: le difficoltà di accesso al credito si concretizzano in  una diffusa richiesta di riduzione dell'esposizione, un rinvio degli investimenti per mancanza di finanziamenti, elevati tassi di interesse e un aumento spropositato delle garanzie, nonostante l'azione dei Consorzi fidi. A questa stretta creditizia si accompagna un generalizzato incremento del costo del credito a danno delle imprese che aggrava ancor di più la situazione. Un imminente terzo monitoraggio ci fornirà un quadro ancora più aggiornato della situazione".


I dati parlano però chiaro: a livello regionale al primo 10% di affidatari è concesso il 75% del credito. Al restante 90% fatto di piccole imprese rimane il 25% delle risorse. La fetta di finanziamenti riservate alle imprese artigiane è scesa nel 2008 al 4,6, dal 6,7% dell'anno precedente. Nella nostra Provincia il dato è lievemente migliore ma la sostanza non cambia: la ‘fettina' si assottigliata dal 6,3% al 5,8% sebbene le imprese artigiane rappresentino oltre il 30% dell'intera realtà economica.


"Nei prossimi mesi - aggiungono presidente e segretario di Federimpresa - auspicando una ripresa economica che trascini anche artigianato e piccola impresa, riteniamo si debba operare con forza per ripristinare un rapporto più fluido e virtuoso tra banche e la nostra categoria. Per questo abbiamo apprezzato l'impegno dell'Abi per la moratoria delle scadenze dei debiti delle imprese, le iniziative concordate a livello nazionale dalle Confederazioni dell'artigianato con i principali istituiti di credito, la nuova convenzione regionale per il credito, nonché la richiesta del Governo, in sede europea, di sospendere o modificare i criteri di Basilea 2 che si non si stanno rivelando favorevoli alle piccole e micro-imprese".

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