Forlì-Cesena, cresce la disoccupazione. Quasi +10% rispetto al 2009

Forlì-Cesena, cresce la disoccupazione. Quasi +10% rispetto al 2009

Forlì-Cesena, cresce la disoccupazione. Quasi +10% rispetto al 2009

In provincia di Forlì-Cesena tornano a crescere i disoccupati: si è invertita la tendenza positiva. L'assessore provinciale al Lavoro e alla formazione professionale, Denis Merloni, ha illustrato i dati: 6.684.918 ore di Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga autorizzate da gennaio a settembre 2010, pari ad un +125,5% rispetto allo stesso periodo del 2009. Le persone in stato di disoccupazione, al 30 settembre 2010, erano 27.399, con un +9,7% rispetto al 2009 e un +3,9% rispetto al trimestre precedente.

 

In termini generali, nel secondo trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009, il PIL è cresciuto di quasi il 4% nell'area OCSE, del 3,7% in Germania, dell'1,7% in Francia e dell'1,1% in Italia. Le esportazioni hanno visto un + 13,2 % in Italia, un + 9,8 % in Lombardia e un + 11,3% in Emilia-Romagna. Sempre in Italia, il tasso di disoccupazione in un anno è passato dal 7,6% all' 8,3%, con la drammatica situazione della disoccupazione giovanile, passata nello stesso periodo dal 24,8% al 27,9%. Anche in Emilia Romagna si registrano dati negativi: nel secondo trimestre del 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, il tasso di occupazione è passato dal 69,7% al 67,9, % con un calo dell'1,8%, mentre la disoccupazione è al 5,8%. Tali dati sono ben lontani dalla media nazionale, ma pongono l'Emilia-Romagna in una situazione nuova rispetto al passato. A questi dati occorre aggiungere le 89,4 milioni di ore di Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga autorizzate da gennaio a settembre 2010 e gli oltre 47.000 lavoratori in CIGS al primo di ottobre.

 

I dati dell'occupazione in provincia di Forlì-Cesena:

 

6.684.918 ore di Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga autorizzate da gennaio a settembre 2010 pari ad un +125,5 % rispetto allo stesso periodo del 2009. I lavoratori coinvolti dalla Cassa integrazione ordinaria in deroga sono stati 4.680 e quelli coinvolti dalla Cassa integrazione straordinaria in deroga sono 1.005. A questi dobbiamo aggiungere altri 3.500 in CIGS non in deroga a seguito di accordi sindacali.

 

Le persone in stato di disoccupazione al 30 settembre 2010 erano 27.399 con un + 9,7% rispetto al 2009 e un +3,9% rispetto al trimestre precedente. Si è quindi interrotta l'inversione di tendenza registrata nel trimestre precedente quando si era registrata una diminuzione del 2,7%. Le comunicazioni di assunzione nel terzo trimestre sono state 20.125 con un + 3,5% rispetto al 2009 . Le assunzioni sono state per il 10,2% a tempo indeterminato e per il restante 89,8% a tempo determinato, delle quali solo il 5,7 % con contratti di apprendistato

Gli iscritti alle liste di mobilità sono 3.361. Dall'inizio dell'anno sul Tavolo provinciale appositamente costituito si sono affrontate 79 crisi aziendali

 

Commenta l'assessore provinciale al Lavoro Denis Merloni: "Questi dati dimostrano che siamo ancora nel pieno della crisi e che i cenni di ripresa non creano occupazione, ma danno un po' di ossigeno alle aziende che possono alleggerire i magazzini. La mancanza di una qualsiasi politica industriale rende molto più difficile l'aggancio alla ripresa e il nostro sistema può sviluppare quasi unicamente politiche difensive (pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali, ricerca di partner in caso di crisi, mediazioni con le banche, messa a disposizione del nostro sistema di formazione professionale). Le vere leve della ripresa (ricerca, innovazione, scuola, credito, infrastrutture) non sono nelle nostre disponibilità e non vengono attivate dal Governo".

 

L'assessore Merloni, in commissione consigliare, ha sollecitato l'impegno di tutte le forze politiche ad attivarsi affinché venga rifinanziato il fondo per gli ammortizzatori sociali in deroga, senza il quale sarebbe socialmente ingestibile la situazione dall'inizio del 2011. Resta, in ogni caso, molto forte la determinazione degli operatori economici a mettere in campo tutte le energie a disposizione per cogliere le opportunità che, come sempre, anche la peggiore delle crisi porta con sé.

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    In effetti il governo su questi problemi latita (come su molte altre cose ultimamente), preso solo dai lodi alfano. Anche le amministrazioni locali però hanno tenuto la testa sotto la sabbia, pensando solo a fare debiti con Sapro o litigando tra Rimini e Forlì sugli aeroporti (col risultato di rischiare di perderli entrambi). E intanto i cinesi, gente pratica e senza troppi scrupoli, se ne approfittano...

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Scusate se insisto, e chiudere un po di quei laboratori cinesi che lavorano di notte sotto il nostro naso ad un terzo del prezzo nei settori del mobile imbottito, calzaturiero, confezione, pelletteria non pensate aiuterebbe un pochino? Gli 800 divani al giorno che si fanno a Forlì e che vendono venduti a € 490 ivati al privato sono cuciti per la maggior parte in laboratori come questi, le nostre autorità non pensano che regolarizzando per esempio questa situazione un pochino di occupazione (quella emersa intendo) si potrebbe recuperare?? Difficile eh? complicato vero?

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    Un ricco penserà solo a diventare piu' ricco e non riuscirà nè a capire nè aiutare la popolazione. Continuamente si sposta l'attenzione dai problemi concreti e veri (politica industriale, investimenti, conoscenza, politica del lavoro) pensando solo ed esclusivamente al fatto che la colpa è degli immigrati, o dei panni stesi fuori casa o della pulizia o se una città è piu' brava dell'altra o una regione piu' brava dell'altra. Mi meraviglio che ancora tutti quanti non l'hanno capito

  • Avatar anonimo di Maximo
    Maximo

    Questo però il prode Bartolini non lo commenta, quando il suo premier non fa niente per gli altri ma solo per se stesso, i vari Bartolini, Pini, ecc....non si fanno sentire. Complimentoni bel servilismo.

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