Forlì-Cesena, crescono i lavoratori extracomunitari. Per Cna sono il 12,7% degli occupati

Forlì-Cesena, crescono i lavoratori extracomunitari. Per Cna sono il 12,7% degli occupati

Forlì-Cesena, crescono i lavoratori extracomunitari. Per Cna sono il 12,7% degli occupati

FORLI' - I lavoratori extracomunitari sono ormai una componente strutturale e vitale per l'economia europea. Lo sono anche in ambito locale e questa tendenza evidente è ben dimostrata dai dati riferiti alle aziende di CNA, che associa quasi 8.000 imprese nella provincia di Forlì-Cesena. Al 31 dicembre 2010, erano 1.618 i dipendenti extracomunitari in forza presso le aziende associate a CNA della provincia, pari al 12,69% di tutti gli occupati (12.747).

 

Le ditte che occupano stranieri sono 585, dato che corrisponde al 28,7% del totale delle imprese per le quali l'Associazione gestisce il servizio libri paga (2.037). I settori nei quali i dipendenti extracomunitari sono più presenti sono la produzione con 670 unità; l'edilizia con 348; l'autotrasporto con 154; l'abbigliamento/calzature con 116; l'alimentare con 114; l'installazione impianti con 97.

 

"I dipendenti di origine extracomunitaria - commenta Alberto Matteucci, esperto dell'Ufficio Contrattualistica del Lavoro della CNA - si stanno rivelando una risorsa insostituibile per le nostre aziende, a fronte di un andamento demografico negativo che va incrementandosi. Inoltre, in realtà come le nostre in cui c'è un elevato livello di scolarità, diventa sempre più difficile trovare giovani italiani che si vogliono dedicare a lavori in cui la componente di manualità è elevata".

 

Di fatto, in pochi anni, siamo passati dai 565 dipendenti extracomunitari del 1999 ai 1.407 del 2003, ai 1.558 del 2009 fino ai 1.618 del 2010. Un altro aspetto da sottolineare, che dà il senso di quanto si sia modificato il mercato del lavoro, è che ci sono nazionalità presenti in modo più massiccio di altre, fatto legato anche alla vicinanza geografica con l'Italia o alle situazioni di crisi che i singoli paesi hanno attraversato o stanno attraversando. La banca dati di CNA registra, infatti, la presenza di ben 63 Paesi, oltre all'Italia, nella provenienza geografica dei lavoratori in forza presso le aziende associate. Facile immaginare, perciò, quante e quali difficoltà di integrazione si possano riscontrare per le differenze etniche, culturali, religiose, alimentari presenti. Basti pensare ai differenti giorni in cui cadono le varie festività religiose o alla gestione della pausa pranzo con alimenti che, per alcuni lavoratori, sono la consuetudine e per altri costituiscono un divieto!

 

"Devo ammettere - chiosa e conclude Matteucci - che quando ci confrontiamo su queste tematiche, le situazioni più positive, in termini di integrazione nella comunità locale, si riscontrano là dove, oltre al lavoratore, è presente la famiglia. Questo presuppone la soluzione di problemi fondamentali come quelli di un alloggio dignitoso e di una formazione adeguata".

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

I principali paesi di provenienza: Albania (396 dipendenti); Marocco (295); Cina (243); Senegal (107); Tunisia (69); Burkina Faso (66); Bangladesh (51); Macedonia (45); Ucraina (42)

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -