Forlì-Cesena, disoccupazione al 6%. Crescono le imprese individuali

Forlì-Cesena, disoccupazione al 6%. Crescono le imprese individuali

Forlì-Cesena, disoccupazione al 6%. Crescono le imprese individuali

Il tessuto produttivo della provincia di Forlì-Cesena, in termini di numerosità delle imprese (40.705 nel 2010), risulta nel complesso stabile: il ridimensionamento che ha interessato un macro settore strategico come il manifatturiero non si è però ancora arrestato. Tra le varie tipologie di imprese si stabilizza il numero delle imprese individuali che avevano fatto rilevare una tendenza netta al calo. Questo quadro emerge dai dati forniti dalla Camera di Commercio.

 

Secondo l' indagine sulle forze di lavoro Istat, nel 2009, ultimi dati disponibili a livello provinciale, il tasso di occupazione 15-64 anni si è attestato al 66,3% a fronte di un 68,5% regionale (-0,2 è la variazione per il nostro territorio in punti percentuali rispetto al 2008) e di un 57,5% a livello nazionale. (Nella valutazione dei dati va considerato che la metodologia della rilevazione considera occupati anche i lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali). Il tasso di disoccupazione provinciale è passato dal 5% del 2008 al 5,9% del 2009, dato confrontabile con il 4,8% della regione e il 7,8% a livello nazionale.

 

L'annata agraria 2010 ha presentato criticità in tutti i principali comparti di produzione: le quotazioni delle produzioni vegetali sono risultate in rialzo ma i quantitativi sono stati in netto calo; tra le produzioni arboree, il settore peschicolo, dopo un avvio di stagione promettente, ha fatto registrare un netto calo della richiesta e dei prezzi per le varietà tardive; la produzione vinicola ha subito un calo delle quantità e del grado alcolemico; fra i prodotti della zootecnia le quotazioni del pollo da carne hanno subito un netto calo.

 

Le attività manifatturiere nel complesso fanno rilevare indici incoraggianti che confermano i segnali positivi in termini di andamento della produzione dei trimestri precedenti, pur con dinamiche diverse nei vari settori. Anche le esportazioni fanno registrare buoni risultati in linea con gli altri livelli territoriali.

 

L'edilizia è ancora tra i settori più in difficoltà e, come i trasporti, risente negativamente sia di problemi strutturali che di criticità congiunturali. Il basso livello dei consumi determina effetti pesanti sulle imprese commerciali che continuano a far rilevare andamenti negativi sulle vendite con indicatori però in alleggerimento rispetto ai primi mesi del 2010. I dati sulla stagione turistica, indicano arrivi e presenze stabili rispetto però alla difficile stagione 2009.

 

In generale prevale l'impressione che i segnali positivi della ripresa, già agganciati da alcune aziende driver, non siano ancora sufficientemente diffusi e di fatto non stanno producendo effetti significativi sui livelli occupazionali che risultano tuttora in sofferenza, anche se si rileva un miglioramento nella dinamica dei rapporti di lavoro in termini di assunzioni e cessazioni. Il ruolo degli ammortizzatori sociali è quindi tuttora determinante per il mantenimento degli equilibri funzionali del sistema. Il quadro generale che è possibile delineare, caratterizzato da cauti segnali di ripresa con una risalita lenta e discontinua e fortemente influenzato anche da dinamiche esterne, conferma che le fasi più acute della crisi sono in via di superamento, ma persistono diversi aspetti di difficoltà e occorre recuperare competitività. Il Sistema territoriale ha inoltre necessità di riuscire a cogliere ogni elemento di incoraggiamento con azioni finalizzate a consolidare la crescita e a progettare con una visione di lungo periodo il proprio futuro.

 

"Si potrebbe parlare di "onore ed onere" - dichiara il Presidente Alberto Zambianchi - da parte delle istituzioni, per la creazione di un territorio e di una rete di infrastrutture effettivamente orientati alla crescita e allo sviluppo delle imprese che in esso operano. Obiettivo della Camera di Commercio è offrire opportunità, dando certezze nella continuità, anche in contesti congiunturali difficili come quello attuale, in modo particolare alle imprese che hanno la capacità di progettare operazioni per l'aumento della competitività attraverso l'innovazione e l'internazionalizzazione."

 

La Camera di Commercio, nonostante chiuda il bilancio 2010 con un passivo di oltre 600mila euro e il preventivo del 2011 metta in conto un deficit che supera il milione, ha destinato nel complesso, tra risorse dirette ed indirette,  oltre 7milioni per lo sviluppo del territorio, importo che rappresenta il 62,32% dei proventi correnti previsti per il 2011, di cui 4.569.800,00 per iniziative promozionali dirette, con la condivisione delle Associazioni di categoria. L'importo restante, di circa 2,5 milioni di euro, è assorbito da alcune voci le più importanti delle quali sono le quote associative agli organismi camerali in Italia e all'estero e il sostegno alle società partecipate.

 

Col perdurare della crisi economica, la Camera conferma un significativo impegno a favore dell'accesso al credito da parte delle imprese, stanziando un milione e quattrocentomila euro per la contribuzione in conto interessi delle imprese che investono e ristrutturano il debito e l'incremento del Fondo rischi dei Confidi. Per cogliere la ripresa, l'Ente ribadisce il sostegno al Fondo per la Competitività nella misura di 200mila euro che supporteranno gli imprenditori in azioni di capitalizzazione, di innovazione, rafforzamento della competitività, trasmissione o avvio di impresa, e dal 2011 anche nelle operazioni di internazionalizzazione.

 

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