Forlì-Cesena, fotovoltaico. Cna: "Danni per oltre 150 milioni di euro"

Forlì-Cesena, fotovoltaico. Cna: "Danni per oltre 150 milioni di euro"

Forlì-Cesena, fotovoltaico. Cna: "Danni per oltre 150 milioni di euro"

FORLI' - Sale l'allarme nel settore del fotovoltaico, in seguito al Decreto Legislativo, firmato il 3 marzo scorso, che dà attuazione alla direttiva europea sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. CNA calcola a Forlì-Cesena un danno complessivo di 150 milioni di euro. "Pensiamo infatti che sono oltre 300, in provincia, solo le imprese iscritte a CNA che lavorano nell'indotto, che comprende progettisti, produttori, installatori e commercianti" si legge in una nota.

 

"Nelle ultimissime fasi di redazione del testo del decreto, quando non erano più possibili interventi delle parti sociali, infatti, è stato introdotto un articolo che limita la possibilità di accedere agli incentivi per il fotovoltaico solo agli impianti che entreranno in esercizio entro il 31 maggio 2011. Che significa, di fatto, se consideriamo i tempi necessari alla realizzazione degli impianti (ci vogliono in media circa un mese e mezzo - due mesi solo per la connessione alla rete!) bloccare gli investimenti da subito" prosegue la nota di Cna.

 

I dati a livello di occupazione, poi, sono impressionanti: il Solar Energy Report prodotto dal Politecnico di Milano stima, a livello nazionale, un totale di 500.000 addetti. Tutti posti di lavoro ora a rischio.

 

"Ci aspettavamo che il Governo operasse considerando il mondo delle energie rinnovabili (e del fotovoltaico in particolare) come un volano di crescita del paese - spiega Fabio Mandelli, vicepresidente provinciale di CNA Forlì-Cesena oltre che imprenditore del settore - con particolare riferimento allo sviluppo e al sostegno delle medie e piccole imprese, per consolidare e far crescere la filiera nazionale. Guardiamo come modello a quei paesi dell'Unione Europea, che invece sono intervenuti con decisione in questo senso, dando futuro a un settore che in Italia ha visto in pochi anni significativi effetti positivi per l'occupazione, in controtendenza rispetto alla congiuntura generale negativa dell'economia Italiana".

 

"Invece l'azione del Governo è stata ondivaga e contraddittoria nei confronti delle aspettative di sviluppo del settore fotovoltaico - continua Mandelli - con decisioni fortemente negative che mettono in crisi migliaia di imprese di fronte all'incertezza sul futuro dovuta del repentino e ingiustificato mutare delle norme. Date queste premesse, non possiamo fare conto del termine ultimo del 30 aprile prossimo, come scadenza per emanare un nuovo decreto legislativo. È necessario, dunque, prevedere delle proroghe oppure emanare un regolamento che vada oltre il termine allaccio Enel, in quanto gli operatori del settore non sono in grado di trasmettere certezze a chi è intenzionato a realizzare un impianto fotovoltaico ".

 

"Gli operatori del settore - conclude Mandelli - hanno bisogno di certezze normative che consentano loro di programmare gli investimenti e analoghe certezze occorrono all'insieme degli acquirenti di impianti! Al contrario, ripeto, l'azione del Governo appare totalmente priva di programmazione di lungo periodo,  improvvisata e orientata prioritariamente alla riduzione dei costi degli incentivi del fotovoltaico, a prescindere dagli effetti deprimenti che questo comporta sull'imprenditoria e sull'occupazione del settore fotovoltaico".

 

CNA è attiva a livello nazionale per chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico l'immediata determinazione del nuovo decreto di regolamentazione degli incentivi,  e chiede al contempo un confronto di merito con le Associazioni Imprenditoriali, al fine di dare riferimenti legislativi certi sul lungo periodo a tutti gli operatori del settore.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di mademi
    mademi

    hanno bisogno di certezze anche le banche e le società di leasing, dato che questi investimenti vengono in gran parte finanziati da loro.

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -