Forlì-Cesena, fotovoltaico. Il Pd: ''Correggere storture''

Forlì-Cesena, fotovoltaico. Il Pd: ''Correggere storture''

Forlì-Cesena, fotovoltaico. Il Pd: ''Correggere storture''

FORLI' - E' stato proposto dal Partito Democratico, Italia dei valori e Rifondazione comunista l'ordine del giorno in difesa delle fonti energetiche rinnovabili nel corso del Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena. L'ordine del giorno invita "la Giunta provinciale ad intervenire presso il Governo nazionale perché venga rivisto il contenuto del decreto sugli incentivi rispettando le indicazioni giunte dal Parlamento e dalla Conferenza delle Regioni, correggendo storture e sottovalutazioni e riaprendo il dialogo con le istituzioni e le parti economiche interessate" e chiede che "si diano immediate certezze ad un settore che non può essere lasciato senza direttive chiave e programmazioni certe fino al 30 aprile prossimo".

 

Nell'ordine del giorno, inoltre, si rileva che "tutte le associazioni di imprenditori del settore delle rinnovabili (tra cui Anev, Aper, Anie-Gifì, Assosolare, Assoenergie Future), tra i pochi che in questo periodo di crisi hanno visto un aumento occupazionale, hanno espresso fortissima preoccupazione per quanto licenziato dal Governo, inviando nelle ore immediatamente precedenti l'approvazione del decreto oltre 14mila mail di protesta" e che "molti imprenditori, sulla base della vigente normativa, avevano già contratto impegni finanziari e stipulato mutui con le banche al fine di investire nella realizzazione del fotovoltaico entro la scadenza del 31/12/2013, tanto che il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti".

 

Ha illustrato il documento il capogruppo del Pd Luciano Minghini: "Oggi come oggi ancora non si sa cosa succederà e restano in forte difficoltà le imprese del settore delle energie rinnovabili. Per altro, questo accade in uno dei pochi settori che è in crescita e che dà lavoro a professionalità elevate. E' stato deleterio interrompere il meccanismo che ha determinato un forte incremento occupazionale e un aumento della capacità di produrre energia da fonte rinnovabile. Le proteste sono arrivate anche dalle associazioni imprenditoriali ed ora il Governo cerca di metterci una piccola pezza. Ci auguriamo che prima del 30 aprile si arrivi alla regolamentazione che permetta agli incentivi di continuare a dare la spinta, anche se in forma minore. Ne ha bisogno l'ambiente, il sistema economico e l'occupazione".

 

E' intervenuto anche Valerio Roccalbegni (PdL): "Il Governo ha fatto un'operazione logica. Questi incentivi andavano a beneficio solo di grandi gruppi o di privati con grosse disponibilità finanziarie. Meglio era se ci fossero stati incentivi solo agli enti pubblici a sostegno di progetti che danno beneficio all'intera collettività". Da parte sua è intervenuta anche Maria Grazia Bartolomei che ha spiegato che "l'invito all'introduzione di una forma di incentivazione mi trova favorevole". Alla fine hanno votato a favore Pd, Idv e Udc; contrari PdL e Lega Nord, nessuno astenuto.

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