Forlì-Cesena, giovani disoccupati: "La vita tra colloqui e contratti di 2 mesi"

Forlì-Cesena, giovani disoccupati: "La vita tra colloqui e contratti di 2 mesi"

Forlì-Cesena, giovani disoccupati: "La vita tra colloqui e contratti di 2 mesi"

Una infinita serie di contratti a tempo determinato, colloqui, attesa di telefonate, speranze, centinaia e centinaia di curriculum mandati. In quattro anni questa è stata la vita di Riccardo e Maurizio, forlivesi di 26 anni, entrambi diplomati al'Istituto superiore Ruffilli, rispettivamente come tecnico dei servizi turistici e tecnico di gestione aziendale. Ora sono alla ricerca di un impiego, disponibili ad imparare nuove mansioni e ad adattarsi a tutto ciò che il mercato offre.

 

"Sono fermo da novembre 2010 - racconta Riccardo - da allora ho spedito circa 150 curriculum in tutta la Romagna (oltre 500 in 4 anni) e sono stato chiamato per 15 colloqui da gennaio ad aprile. Dopo ognuno di questi incontri mi è stata detta la classica frase 'In ogni caso le facciamo sapere', spesso con brevissime scadenze. Invece nulla. Solo da un negozio mi hanno chiamato per dirmi che non avevano bisogno". Riccardo è disposto a qualunque tipo di mansione.

 

Da quando si è diplomato ha avuto esperienza, sempre con contratti di precariato, come allestitore di fiere, per 1 anno, chiamato e pagato a servizio, poi per 6 mesi, sempre con contratto a tempo determinato, nell'ambito dell'accoglienza nei servizi culturali. Due anni di apprendistato come impiegato, poi altri 6 mesi, in un'altra azienda, con la stessa mansione, assunto tramite agenzia interinale. Gli stipendi viaggiavano dai 900 ai mille euro. Dopo una lunga serie di assunzioni e licenziamenti, ora è fermo.

 

"Da quando mi sono diplomato ho inviato circa un migliaio di curriculum, in tutto il territorio di Forlì-Cesena e Ravenna - spiega Maurizio - mi sono comunque rivolto subito anche alle agenzie interinali. Ho trovato lavoro come magazziniere in un'azienda del settore ortofrutticolo, con contratto stagionale, per 3 mesi". Poi è stato richiamato per altri 6 mesi. Nel frattempo ha consegnato pasti nelle scuole, con contratto a tempo determinato per 2 mesi, part-time. Ha fatto un corso di informatica per il conseguimento della patente europea, poi ha lavorato come commesso in un negozio di abbigliamento per 2 mesi e come magazziniere, lasciato a casa dopo un periodo di prova. Adesso continua a cercare. "Spero si muova qualcosa dopo Pasqua".

 

Chiara Fabbri

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di FrancoSe
    FrancoSe

    In bocca al lupo a Riccardo e Maurizio e a quel 22% di ragazzi non occupati. Anzi, su questo dato bisognerebbe fare dei distinguo. Fra questi ce ne sono molti che oltre a non studiare nè lavorare, l'impiego neppure lo vogliono cercare. E qui sarebbero da responsabilizzare i genitori. A tutti gli altri, un sentito in bocca al lupo. Mettetevi in gioco, formatevi, continuate ad insistere, guardatevi intorno. Anche perché la politica, tranne qualche eccezione, ha altro di cui occuparsi.

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