Forlì-Cesena, i consigli all'unisono: Sapro vada alla liquidazione

Forlì-Cesena, i consigli all'unisono: Sapro vada alla liquidazione

Forlì-Cesena, i consigli all'unisono: Sapro vada alla liquidazione

FORLI' - Il consiglio provinciale di Forli'-Cesena e il consiglio comunale hanno deciso: si proceda alla liquidazione di Sapro. Questo l'indirizzo scelto dall'aula, alla vigilia dell'assemblea dei soci in programma martedì. La delibera, dopo un dibattito durato oltre due ore e mezza, e' stata approvata dai gruppi di maggioranza (Partito Democratico, Italia dei Valori e Rifondazione Comunista), mentre si sono astenuti i gruppi di minoranza Pdl e Lega Nord. L'Udc e' uscito dall'aula. Diverso il voto in comune: la Lega ha votato a favore e l'Udc si è astenuto.

 

"Siamo giunti ad un punto dirimente - spiega Castagnoli -. Alla fine del mese di agosto si è fatta presente una nuova e grave situazione: il capitale sociale di Sapro è al di sotto del minimo di legge, e la società si trova nell'impossibilità di agire. Per questo l'unica via che si trova di fronte agli enti pubblici è la liquidazione volontaria". Per l'assessore Castagnoli, quindi, "il CdA è stato obbligato a convocare senza indugi l'assemblea per far scegliere ai soci o la ricapitalizzazione o la liquidazione. E in una situazione di questo tipo, i nostri consulenti hanno precisato, come era ovvio, che un ente pubblico non può investire soldi pubblici. Si tratta di una cifra molto elevata e non sostenibile. La scelta che sottoponiamo al Consiglio è quindi la liquidazione volontaria della società".

 

L'assessore, tuttavia, indica anche un ulteriore passaggio: "Intendiamo dare al liquidatore il più ampio mandato di esperire tutte le vie per un accordo ancora possibile con i creditori, con una dismissione delle aree strategiche a un minor impatto possibile sull'economia e sulla società. Crediamo che sia possibile giungere ancora ad un piano con i creditori ed evitare che aree importanti per lo sviluppo produttivo possano correre il rischio di cadere in mani poche sicure e poco trasparenti". Infine sul liquidatore la promessa di Castagnoli è di una scelta "in base al curriculum e la conoscenza delle leggi per essere all'altezza del compito".

 

La delibera, dopo un dibattito durato oltre due ore e mezza, è stata approvata dai gruppi di maggioranza (Partito Democratico, Italia dei Valori e Rifondazione Comunista), mentre si sono astenuti i gruppi di minoranza PdL e Lega Nord. L'Udc è uscito dall'aula. Queste le posizioni espresse dai gruppi:

 

Giovanna Perolari, capogruppo Idv

"Il nostro è un voto a favore della liquidazione volontaria, un voto di responsabilità nei confronti del territorio, valutiamo esclusivamente cosa può danneggiare l'economia locale. Apprezziamo inoltre l'emendamento della giunta che dà mandato di  individuare le responsabilità degli amministratori".

 

Maria Grazia Bartolomei, capogruppo Udc

"Per il mio gruppo la migliore soluzione sarebbe un nuovo piano di risanamento credibile. Sembrano esserci i margini per un nuovo piano di salvataggio che non veda gli enti locali troppo teneri verso le banche, ma neppure intenzionati a scaricare su di esse lo stato drammatico in cui si trova Sapro. Gli enti locali potrebbero già ora acquistare le aree maggiormente strategiche e affidarle a società di trasformazione urbana. Rispetto alla liquidazione, ci sembra una soluzione più convincente se si vuole veramente evitare un danno al livello di benessere di questo territorio. Ho apprezzato infine che il presidente Bulbi abbia recentemente convocato i sindaci di Forlì e Cesena per discutere di questa problematica, dal momento che queste decisioni non vengono prese in autonomia di questo ente, ma sono di un concerto di soggetti. Tra l'altro ho la forte impressione che il sindaco di Forlì sia tentato di vedere la liquidazione un prodromo del fallimento".

 

Stefano Gagliardi, capogruppo PdL

"La nostra è stata un'astensione sofferta, non ci divertiamo a vedere fallire gli interventi del centro-sinistra sul territorio, ma temiamo cosa possa accadere domani: avremo perso ulteriore tempo e creato ulteriori difficoltà per la società. Inoltre chiediamo che venga definito prima il pagamento del liquidatore unico, perché potrebbe essere un conto salatissimo. Questa vicenda non è che la conferma dell'impossibilità della società Sapro di svolgere l'oggetto sociale, cioè quello che dicevamo noi da mesi: nonostante l'accusa di sfascismo e di fare il gioco degli speculatori, siamo arrivati alla stessa conclusione. Sarebbe stato meglio fare questo passaggio prima dell'azione della magistratura e prima del rifiuto del piano di risanamento".

 

Luciano Minghini, capogruppo Pd

"Bisogna anche ricordare cosa ha fatto Sapro: tutti gli imprenditori che hanno comprato aree da Sapro credo che siano rimasti insoddisfatti di quell'acquisto. Sapro ha svolto in gran parte bene il suo lavoro. Ora questa situazione crea disagi principalmente alla nostra economia, perché il fallimento comporterebbe un rischio di paralisi e ingessamento del territorio, e questa dovrebbe essere una preoccupazione di tutti. Inoltre, nella delibera, ci assumiamo le responsabilità a tal punto che diamo mandato al liquidatore di esercitare azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori. Era doveroso scriverlo".  

  

Pier Giorgio Poeta, capogruppo Rifondazione Comunista

"Valuto la situazione dal punto di vista della convenienza del territorio, dato che sulle responsabilità la politica non troverà un accordo. E la diversità di ricaduta è enorme tra la liquidazione della società e il fallimento, e questo nessuno lo può negare. E' innegabile che Sapro abbia calmierato il mercato e abbia permesso l'insediamento di tante piccole aziende, componenti di un tessuto economico che tiene ancora e ha influenzato il benessere del nostro territorio. La Sapro ha portato quindi a dei benefici. Se oggi ci sia augura il fallimento intendendolo come un fallimento di una parte politica, si tenderà a non scegliere ciò che è la soluzione migliore per il territorio e la liquidazione è ad ora la soluzione che fa meno male al territorio".

  

Gian Luca Zanoni, capogruppo Lega Nord

"C'è una grande responsabilità politica delle amministrazioni ed è fondamentale oggi prendere atto di queste gravi mancanze. Sapro ha manifestato una gestione allegra. Oggi il mercato non riesce ad assorbire questo grande magazzino di aree produttive, ma chi l'ha formato questo magazzino? Chi doveva controllare? Chi lo ha fatto ha controllato poco e male. Anche noi della Lega Nord, infine, ci chiediamo come sarà scelto il liquidatore".

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Paolo1
    Paolo1

    va bhe prendo atto che il mio commento di ieri non è stato pubblicato ma ci riprovo. vergognoso apprendere da questo articolo che che anziche astenersi abbiano votato Alessandro Castagnoli ex segretario territoriale del PD forlivese e da anni dipendente Sapro, gia presidente della commissione urbanistica in comune e ora nelle commissioni provinciali 4 (Ambiente e Politiche Energetiche, Difesa del suolo, Protezione Civile, Pianificazione Territoriale) 5 (Lavori pubblici, Viabilità e Mobilità, Osservatorio sulla Sicurezza Stradale ) 6 (Politiche attive per il Lavoro, Servizi per l'Impiego, Formazione Professionale, Servizi Sociali e Sanitari, Pari Opportunità) !!! e l'amico e sodale di partito Gabriele Borghetti che siede con lui anche in commissione 4 (Pianificazione Territoriale) che da quanto apprendo da questo link https://www.provincia.fc.it/giunta/Statuto/Dichiarazione_patrimoniale2008.pdf "situazione patrimoniale degli amministratori provinciali" addirittura faceva parte del consiglio di amministrazione di SAPRO. Come facciamo poi a criticare giustamente la destra e Berlusconi quando anche i nostri se la cantano e se la suonano?

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    Un grande fallimento della politica forlivese e di chi l'ha gestita in questi ultimi anni, ma anche un grande fallimento per le associazioni imprenditoriali che con i loro uomini hanno di fatto gestito Sapro. Non vanno dimenticate queste cose.... il presidente di emanazione confindustria ed il vicepresidente di emanazione CNA. Con conflitti di interesse palesi, il vicepresidente che da una parte seguiva Sapro e dall'altra gli insediamenti delle imprese in altre aree. In una azienda "normale" questo non sarebbe stato possibile. In Sapro, considerati i risultati è stato possibile di tutto. Speriamo, come ha detto il sindaco a conclusione del consiglio comunale che si dia avvio ad un qualche cosa che accerti le responsabilità di tanto disastro.

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Piano piano, i nodi vengono al pettine, al di là del detto e non detto in politichese: I Comuni, nella programmazione urbanistica, devono tenere conto dello sviluppo futuro sia demografico che produttivo del loro territorio; Considerato che il prezzo di mercato delle aree per gli insediamenti urbani e produttivi è, a volte, esorbitante, si deduce che le aree disponibili sono nettamente inferiori alle richieste. Adesso però si paventa che l'immissione sul mercato delle aree di proprietà SAPRO, può destabilizzare l'economia locale. Dobbiamo dedurre che SAPRO è proprietaria di un quantitativo di aree produttive superiore a quelle che i Comuni hanno preventivato in base allo sviluppo economico futuro del nostro territorio? E se queste aree non sono ancora sul mercato, è perchè sono ancora rurali? E il disastro economico del nostro territorio sarà un deprezzamento generale delle aree già urbanizzate e dei terreni in generale, perchè i nostri amministratori si apprestano a ritoccare i piani regolatori in modo da rendere vendibili le proprietà di SAPRO ? Questa futura cementificazione, non scandalizza i nostri amministartori, i nostri urbanisti che sono così severi con noi cittadini comuni? E SAPRO, quando acquisiva quelle aree, come faceva a prevedere la loro futura destinazione con certezza? Nel nostro territorio ci sonoo imprese che, con profitto, esercitano attività immobiliare, meglio sarebbe stato PER TUTTI che la politica non si preoccupasse di svolgere una funzione di "incentivo allo sviluppo del territorio", noi tutti ne avremmo tratto sicuro giovamento.

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