Forlì-Cesena: il 2009 dell'economia, metalmeccanico a -21%

Forlì-Cesena: il 2009 dell'economia, metalmeccanico a -21%

Forlì-Cesena: il 2009 dell'economia, metalmeccanico a -21%

FORLI' - Il 2009 è stato un anno di segni negativi, e non poteva essere diversamente nell' "annus horribilis" della crisi economica. La Camera di Commercio di Forlì-Cesena ha diffuso i dati sull'andamento dell'economia provinciale nell'anno passato: uno dei pochi segni più è quello, non lusinghiero, della disoccupazione, passato dal 3,2% del 2007 al 6,1% dei primi tre trimestri del 2009. I disoccupati sono aumentati del 19%, le assunzioni sono calate del 9,9%.

 

La crisi morde ancora

In generale, sono circa 700 le imprese provinciali piegate dalla crisi, con 14 mila lavoratori coinvolti. Sono i numeri di una crisi che non smette di mordere in provincia, "anche se ci rasserena il fatto che si possa ipotizzare dalla fine del 2010 un miglioramento", rileva il vice-presidente vicario Alberto Zambianchi (il presidente Tiziano Alessandrini è "congelato" per la candidatura alle Regionali per il Pd).

 

Numero delle imprese stabile

Le imprese attive ammontano a 40.650, lo 0,15% in meno rispetto all'anno prima: la flessione più consistente è nel settore dei trasporti (-3%), poi nelle manifatture (-2,3%). Quindi l'analisi per i singoli settori economici : "Anche quest'anno è in calo il reddito degli agricoltori", spiega Zambianchi riferendosi al settore primario, dove la produzione lorda vendibile è scesa dell'8,3% (malissimo le colture da frutto, con -34,9%).

 

Industria ancora a capofitto

Il settore industriale è in calo del 2,3%, con numeri da bollettino di guerra: produzione -6,3%, fatturato -8,5%, occupazione -2,4%, ordinativi interni -2,6%, ordinativi esterni +1,8%. E' il metalmeccanico il più colpito dalla crisi: il 2009 ha segnato un -21%. "E' un dato particolarmente doloroso, perché è il settore con più hi-tech e più internazionalizzato dell'economia provinciale", commenta Zambianchi. L'intera manifattura ha visto un calo medio dell'11,3%. Non meglio va al settore delle costruzioni: qui la fotografia della crisi la dà la diminuzione dell'8,1% dei dipendenti impiegati.

 

Male l'export

Non migliorano i dati sul fronte dell'export: in provincia di Forlì-Cesena è sceso del 28,3%, assestandosi a quota 2 miliardi di euro: qui il dato è peggiore della media nazionale (-22,8%) e regionale (-24,5%). A risentirne maggiormente sono stati gli apparecchi meccanici (-45%), il tessile (-20,7%) e le calzature (-18%). "Bisogna cercare nuovi mercati", è la ricetta di Zambianchi.

 

Turismo stabile

Se va male l'industria, tuttavia, non si lamenta il turismo, che ha segnato un sostanziale pareggio, con un +1,2% sugli arrivi e un -1% sulle presenze (che sfiorano i 6 milioni di cui 5 sul tratto di costa di Cesenatico). Infine, il credito: "E qui la situazione non è pessima", sintetizza il vice-presidente vicario Zambianchi. La raccolta bancaria ammonta a 6 miliardi e 959 milioni di euro, con una variazione positiva del 7,3%, meglio della media regionale 5,5%) e di quella nazionale (6,7%).

 

Insomma, un quadro a tinte fosche, ma come rileva, concludendo, Zambianchi, il peggio è finito: "L'anno appena trascorso e l'inizio del 2010 mostrano un rallentamento dei ritmi di caduta e qualche indicatore di segno positivo". Cosa farà la Camera di commercio per contrastare questa situazione. La strada è ormai tracciata: sostegno al credito e alla finanza di impresa, internazionalizzazione e marketing del territorio.

 

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