Forlì-Cesena, il bilancio di Confcooperative: 3,3 miliardi di euro di produzione

Forlì-Cesena, il bilancio di Confcooperative: 3,3 miliardi di euro di produzione

Forlì-Cesena, il bilancio di Confcooperative: 3,3 miliardi di euro di produzione

FORLI' - I risultati che Confcooperative presenta in relazione al 2010 confermano che anche con l'acuirsi della crisi, il sistema sostanzialmente tiene. Rimane invariato il numero di cooperative aderenti (237), sono in aumento i soci, in lieve crescita gli addetti, in leggero calo il dato relativo al Valore della produzione, che comunque si attesta sui 3.327 milioni. "Anche le nostre cooperative hanno risentito della situazione economica, ma sono riuscite a mantenere la propria vitalità", commenta il presidente Amedeo Scozzoli.

 

"Inoltre hanno fatto emergere spesso la propria funzione sociale - commenta il presidente di Confcooperative Amedeo Scozzoli - Hanno continuato ad investire nel proprio territorio, garantendo sviluppo e soprattutto occupazione. Solo per fare un esempio le nostre cooperative sociali, gestiscono in provincia, nei vari ambiti di attività 8 strutture in più dello scorso anno. E ancora: la cooperazione di abitazione per anni ha consentito a tante famiglie di potersi comprare una casa a prezzi accessibili, ma si potrebbe anche citare il comparto agroalimentare, una delle eccellenze del territorio che qui si è sviluppato in forma cooperativa".

 

I dati per ciascun indicatore Andando ad esaminare nello specifico ognuno degli indicatori emerge che il numero di cooperative, 237, (230 più 7 BCC), è inalterato rispetto allo scorso anno, al netto delle nuove adesioni e di quelle sciolte o escluse. Tra le aderenti, 103 hanno sede nel comprensorio Cesenate, le altre in quello Forlivese. I comparti più rappresentativi dell'Unione per numero di cooperative, sono il sociale con 67 cooperative, i servizi con 51, l'agroalimentare con 50 e a seguire gli altri. Sono aumentate le cooperative, il cui presidente è donna (51) e il settore più rappresentativo in tal senso, è quello sociale.

 

I soci, sono aumentati di 1616 unità rispetto al 2009, passando da 42.227 a 43.843, con un aumento del 3,83% ; gli aumenti più significativi si sono avuti nel settore sociale. L'occupazione registra  complessivamente un lieve aumento dello 0,63% passando dai 12.712 occupati del 2009, ai 12.788 del 2010. Di questi le donne sono 7580, il 59,28% del totale, di cui il 23% nel settore avicolo e il 21% nel settore sociale, il 9% in quello ortofrutticolo. I comparti che hanno influenzato positivamente l'andamento occupazionale, sono stati il settore sociale, sanitario, industriale e agricolo, mentre i settori che hanno registrato maggiori difficoltà sul piano occupazionale, sono quello avicolo, forestale, culturale e servizi.

 

Nel valore della produzione il dato è in lieve flessione: - 0,68%, passando dai 3.349 milioni di euro del 2009 ai 3.327 del 2010. Il risultato è condizionato principalmente da alcuni settori, quali, l'avicolo, il vitivinicolo, il forestale, i trasporti, la distribuzione, quello culturale, abitativo e turistico. Bene invece l'ortofrutticolo, la pesca, i servizi, industriale, il sociale e la sanità.

 

A questi dati tradizionali sono state aggiunte alcune analisi che permettono di valutare meglio la consistenza del movimento cooperativo associato a Confcooperative. Sono il dato che riguarda il capitale sociale che raggiunge 66 milioni di euro, il patrimonio netto (488 milioni di euro), le retribuzioni erogate nel corso del 2010, che ammontano a 314 milioni di euro e gli oneri finanziari sostenuti nel 2010 che hanno raggiunto la cifra totale di 13 milioni di euro. Infine le imposte pagate nell'esercizio 2010, che sono state 6 milioni di euro, un dato questo che evidenzia come anche il sistema cooperativo, contrariamente a quanto viene spesso sostenuto, contribuisca direttamente al

bilancio pubblico, oltre a farlo con il minor utilizzo di ammortizzatori sociali e con l'inserimento occupazionale di fasce deboli.

 

Infine i risultati delle sette Banche di Credito Cooperativo, della nostra Provincia, che mantengono il trend positivo degli ultimi anni, pur essendo più contenuti rispetto agli anni precedenti. Gli sportelli complessivamente, sono saliti a 111; aumentano i soci del 9,71 % (da 16563 a 18172), aumentano i depositi del 6,48 % ( da 3.717 a 3.958 milioni di euro) e aumentano gli impieghi del 3,47% (da 3.894 a 4.029 milioni di euro).

 

"La cooperazione dimostra nei fatti, che le caratteristiche distintive della mutualità e l'attenzione verso i propri soci si traducono in ricchezza collettiva ­ dichiara il direttore dell¹ Unione Pierlorenzo Rossi - Una ricchezza che va considerata e preservata anche nei confronti del territorio e delle Istituzioni. Nel fare sindacato d'impresa, noi cerchiamo di non limitarci a denunciare problemi e i limiti delle scelte, ma proponiamo ipotesi di soluzione, dopo averle verificate con le imprese associate. Purtroppo spesso le nostre imprese sono esasperate dalla burocrazia e dal mercato e di contro tra gli amministratori in troppi vedono il mondo della rappresentanza come un interlocutore scomodo e inutile. Invece mai come in questo momento di crisi e di sovvertimento di un mondo si avverte il bisogno delle Istituzioni e di una rappresentanza forte delle categorie economiche, che sappia difendere gli interessi e assumersi anche le responsabilità necessarie di fronte alle emergenze. Ma ancora di più serve un modello di società diversa, che metta al centro le persone e meno la finanza o la speculazione fine a se stessa².

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