Forlì-Cesena, il "contro-bilancio" di Gagliardi (PdL): "Cosa non è stato fatto"

Forlì-Cesena, il "contro-bilancio" di Gagliardi (PdL): "Cosa non è stato fatto"

FORLI' - Il bilancio di fine anno tracciato dal presidente della Provincia Massimo Bulbi, trova la veloce risposta di Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL in Consiglio Provinciale: "In questi anni non sono state realizzate le iniziative che avrebbero dovuto consentire il salto di qualità al nostro territorio e si ripropongono le stesse proposte: di istituire un progetto di politica culturale, di coinvolgimento dei giovani, del Patto per lo sviluppo, di realizzare project financing per attuare le grandi opere del territorio, della priorità via Emilia bis, delle due Cervesi di Forlì e Cesena della provincia integrata"

 

Rintuzzando Bulbi, dice Gagliardi: "Non si parla più concretamente del trasporto rapido costiero presente dal 1998 nel Piano Regionale del Trasporto e ricordato all'interno del PTCP. In merito a turismo e cultura, ci si limita ad una azione di sostegno su iniziative pensate, proposte e realizzate da altri, senza svolgere quel ruolo di coordinamento indispensabile per l'Ente nei confronti dei Comuni di Forlì e Cesena. Poco o Nulla in merito alla nascita di un vero distretto culturale.  Poco o Nulla che faccia pensare al passaggio da una provincia bipolare ad una provincia integrata. Poco per le zone montane".

 

"Nel campo delle infrastrutture va quasi peggio. Pensiamo all'aeroporto, che vede partecipe il comune di Cesena con appena lo 0,10%, l'assenza del Comune e della provincia di Ravenna, nonché di tutti i Comuni turistici, oppure guardiamo alle Fiere, perennemente in conflitto fra loro.

Poco o Nulla che induca a pensare al sistema Romagna, ad un sistema di offerta turistica integrato in grado di valorizzare l'intero territorio; poco o nulla in merito all'integrazione fra aeroporto di Forli, porto di Ravenna, scalo merci di Villa Selva e autoporto di Cesena".

 

"Sulle Società partecipate anche i Sindaci Revisori pongono da tempo l'attenzione sulla necessità di un maggior controllo sulle società controllate e partecipate, che tanto denaro costano alla collettività e per l'ennesima volta invitano l'ente a creare una governance tecnico-politica grazie alla quale monitorare gli andamenti delle partecipate per intervenire tempestivamente".

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