Forlì-Cesena: il 'boom' delle esportazioni (+16%) traina l'economia

Forlì-Cesena: il 'boom' delle esportazioni (+16%) traina l'economia

FORLI’ – L’economia di Forlì-Cesena ‘tiene’ e guarda al futuro con fiducia, puntando su coesione sociale, innovazione e qualità. Il dato più positivo arriva dall’aumento del 2 per cento del Pil provinciale. “Il 2006 – sottolinea il presidente della Camera di commercio Forlì-Cesena, Sergio Mazzi (foto) – ha segnato una ripresa nel settore manifatturiero, agricolo e turistico”. A trainare l’economia provinciale il boom delle esportazioni (+16%).


Per quanto riguarda l’agricoltura è segnalata, rispetto all’anno scorso, una diminuzione delle imprese attive del 3 per cento. L’industria manufatturiera ha avuto un aumento di fatturato del 7,8 per cento, in particolare nei settori delle calzature, del legno e dei mobili, in quelli metalmeccanico e della chimica e della plastica. Le costruzioni registrano un incremento positivo, del 2,5%, per numero di imprese. Il commercio sembra in lieve ripresa, nonostante le imprese attive siano calate dello 0,3 per cento. Nel commercio al dettaglio, l’andamento delle vendite ha infatti visto un aumento dll’1%.


Un dato fortemente positivo è quello che riguarda le esportazioni, con un incremento di oltre il 16 per cento. “Questo a sottolineare – continua Mazzi – l’aumento di competitività dell’imprenditoria locale”. Buona anche la stagione turistica, con il 6,1 per cento in più di presenze. Il neo più grosso nella nostra provincia è quello della disoccupazione, il tasso provinciale è del 5,5 per cento. Viene attribuito, però, in buona parte al calo di imprese nel settore agroindustriale e avicolo.


L’analisi che ha portato al rapporto è stata svolta dalla Camera di commercio, in collaborazione con Unioncamere regionale. “Il territorio di Forlì-Cesena è una terra di sperimentazioni per le nostre indagini – ha spiegato il responsabile dell’area ‘Studi e ricerche’ Guido Caselli - perché rappresenta sempre meno un’economia di crescita e sempre più di trasformazione. Si tratta di un modello di sviluppo incentrato sulla creatività, sull’innovazione sulla sostenibilità e sulla resposabilità”.


Dunque l’individuo al centro dello sviluppo economico. “ Numerosi studi – continua Caselli – hanno dimostrato che il concetto di felicità è direttamente proporzionale al reddito fino ad una certa soglia, oltre la soglia di benessere , ragginta nel territorio provinciale, non è nell’incremento di ricchezza che va cercata la fellicità”. Questo a spiegare come l’analisi sul nostro territorio si sia basata su fattori ”insoliti”, che hanno comunque confermanto una stabilità dell’economia locale.

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Chiara Fabbri

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