Forlì-Cesena, il 'Decalogo del Fare Bene': dieci proposte anti-crisi

Forlì-Cesena, il 'Decalogo del Fare Bene': dieci proposte anti-crisi

Forlì-Cesena, il 'Decalogo del Fare Bene': dieci proposte anti-crisi

FORLI' - Dieci proposte per uscire dalla crisi, su coesione sociale, rispetto delle regole, sussidiarietà e pianificazione dello sviluppo, ma anche qualificazione del territorio, credito, sostegno alle imprese, semplificazione, innovazione e pari opportunità. Il "Decalogo del Fare Bene" è la sintesi del manifesto unitario presentato lunedì mattina alla Fiera di Forlì da tutte le principali associazioni di categoria della provincia di fronte alle istituzioni.

 

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AGCI, CNA, Confapi, Federimpresa-Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria e Legacoop, cui all'ultimo momento si sono aggiunte, anche CIA, Confagricoltura e Copagri in rappresentanza del mondo agricolo. Un vero e proprio esempio di "stati generali dell'economia", in cui i vari settori si mettono a sistema "non per avanzare rivendicazioni - ha affermato la portavoce Monica Fantini nel suo intervento -  ma per fare proposte che siano verificabili.  Entro breve tempo, infatti, aggiorneremo l'iniziativa per verificare lo stato di attuazione con le istituzioni".

Più di 200 i partecipanti al convegno, tra cui moltissime personalità del mondo economico, sociale e politico della provincia. Dopo i saluti del viceprefetto vicario Beniamino Margiotta il dibattito moderato dal giornalista Emanuele Chesi è entrato nel vivo, con gli interventi istituzionali del presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, del Sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, dei consiglieri regionali Tiziano Alessandrini e Damiano Zoffoli e dell'assessore alle Attività Produttive del Comune di Forlì, Maria Maltoni.

Le conclusioni sono toccate al presidente della Camera di Commercio Alberto Zambianchi, che ha sottolineato «la bontà e l'importanza del metodo di lavoro che abbiamo saputo avviare e portare avanti tutti insieme». Dopo avere ricordato l'impegno straordinario delle istituzioni locali per fare fronte alla crisi, Zambianchi ha citato alcuni dati del 2009, «annus horribilis dell'economia, con cali stimabili fra i 10 e i 20 punti in tutti i principali indicatori aziendali».

 

Dopo un primo semestre 2010 ancora col segno meno, il secondo trimestre fa intravedere una prima inversione di tendenza, «anche se per tornare ai volumi del primo semestre 2008 serviranno tempi lunghi. Tutto ciò non toglie che, però, anche questa crisi passerà, come tutte quelle che l'hanno preceduta, e pertanto bene si opera in questo territorio tutti insieme - Istituzioni, Enti Locali, Banche, Sindacati, Associazioni di Categoria e Imprese - continuando a progettare e continuando a realizzare sia iniziative "anticrisi" sia iniziative che creino le condizioni per attivare nuovo sviluppo».


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