Forlì-Cesena: imprese, CdoDay tra crisi e innovazione

Forlì-Cesena: imprese, CdoDay tra crisi e innovazione

FORLI'-CESENA - Fare rete e aprirsi al mercato, innovare e specializzarsi. Parte di qui la risposta delle aziende del territorio alla crisi economica. Al CDO DAY erano oltre 200 i rappresentanti dell'imprenditoria locale. Attraverso esempi virtuosi del fare impresa la CDO di Forlì-Cesena chiede al tessuto produttivo di essere attore positivo rispondendo alla difficoltà del momento con fiducia, umiltà, determinazione.

 

"Il nostro sistema economico, caratterizzato da una importante filiera agroalimentare e dalla scarsa propensione ai mercati esteri è riuscito sinora a tenere, ma temo che non godremo di questa protezione ancora a lungo". E' una lettura allarmante quella tracciata dal Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Tiziano Alessandrini, nel salutare i soci della CDO. Invita le imprese ad imboccare la "via alta" dello sviluppo, quella della conoscenza e dell'innovazione, della qualità della formazione del capitale umano. Guarda alle piccole imprese, quelle più a rischio e chiamate fare rete, perché "solo collaborando si valorizzano le competenze". Chiede di dare respiro e prospettiva allo sviluppo, senza dimenticare il benessere del cittadino. A proposito, anticipa i contenuti del Rapporto sull'Economia, che verrà presentato lunedì prossimo: "Lo sviluppo economico e il benessere sociale stanno viaggiando a due velocità. Sono sempre più le fasce di cittadini a rischio di esclusione, in primo luogo, le donne e i migranti. Per mandare veloce il benessere, dobbiamo far sì che la ricchezza venga distribuita".

 

Il bene comune, dunque, come obiettivo del fare impresa. A ricordarlo è anche il Presidente della Compagnia delle Opere di Forlì Cesena, Carlo Battistini: "Il bene comune coincide con il bene dell'azienda. La responsabilità che portiamo è forte e proprio quando c'è crisi dobbiamo reagire con l'apertura, il confronto, il dialogo".

 

Lasciarsi contagiare dalla fiducia: lo chiede il Presidente della Compagnia delle Opere, Bernhard Scholz: "C'è crisi perché per troppo tempo si è pensato solo a fare profitto nel breve termine. L'azienda sta in piedi quando risponde veramente al desiderio dell'uomo, che è quello di costruire e di creare, nel lungo termine. Una impresa impostata bene e che risponde all'impeto positivo di ognuno sa corrispondere anche al bene comune".

 

Parlano le aziende, quelle che ancora non vivono la crisi o che hanno trovato un modo per reagire. Con un fatturato di 190milioni di lire e 600 dipendenti solo in Italia, la Soles di Forlì è una impresa di costruzioni che ha scelto l'innovazione come arma contro la recessione. Ed è Roberto Zago, Presidente Soles, ad indicare tre strade: saper osservare la realtà, essere disponibili al cambiamento, condividere le idee in un lavoro di squadra. "Per noi è stato fondamentale saper diversificare i settori di intervento, perché uno qualifica l'altro - ha detto - poi, formare le nuove generazioni investendo in ricerca e sviluppo e, ancora, avere l'umiltà di imparare dagli altri, stringendo alleanze".

 

Dunque l'innovazione, ma anche il sapersi distinguere grazie all'eccellenza. E' il segreto del successo del Gruppo Orogel. "L'agroalimentare - ha spiegato l'amministratore delegato del gruppo, Bruno Piraccini - è un settore che sta resistendo alla crisi, perché abbiamo scelto la via della qualità. Orogel, dedicherà per i prossimi tre anni il 10% del fatturato ad investimenti produttivi tecnologici, per il miglioramento della qualità". Piraccini chiede coesione fra le imprese e attenzione ai rapporti con le organizzazioni sindacali nella difesa del lavoratore, "che ha diritto ad una giusta remunerazione". Invita a guardare alla crisi come ad una opportunità: "Chi ha la fortuna di essere parte attiva di questo momento, deve dare il meglio, pensando alle generazioni future".

 

Il gusto di costruire e inventare qualcosa di bello. E' la passione che muove Sergio Sperotto, titolare della Seret Dimetior, che produce finestre. "Il lavoro non deve essere concepito né come un diritto, né come un dovere, ma come un bisogno: con il lavoro partecipiamo alla creazione di qualcosa ed è questo che ci rende felici". E per la Seret anche il progetto "Usa le tue rotelle". Nella falegnameria, infatti, lavora personale in sedia a rotelle: 5 dipendenti abili e 6-8 disabili per turno. Sperotto insiste sulla necessità di fare rete: "Per avere successo c'è bisogno di amici. Tutto quello che facciamo va condiviso, le capacità e le debolezze".

 

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Proprio dall'idea di fare rete, all'esterno e all'interno dell'azienda, muovono le conclusioni di Scholz: "Quando c'è crisi bisogna definire obiettivi precisi, coinvolgendo i nostri collaboratori. L'impresa sta in piedi quando c'è una squadra e tutto sanno dove si deve arrivare". Poi ribadisce i temi cari alla Compagnia delle Opere: deburocratizzazione per le imprese, che ogni anno sopportano un peso amministrativo di 16mila euro in media; poi defiscalizzazione (almeno, per le operazioni di ricapitalizzazione e le iniziative di innovazione e di internazionalizzazione); infine, dialogo con le banche, cercando di accompagnare le imprese nei momenti di difficoltà.

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