Forlì-Cesena, in Consiglio provinciale si discute di rifiuti, violenze e nucleare

Forlì-Cesena, in Consiglio provinciale si discute di rifiuti, violenze e nucleare

FORLI' - Il Consiglio Provinciale, nel corso dell'ultima seduta, ha approvato una serie di ordini del giorno. Il primo è stato quello proposto dai gruppi consiliari del Partito Democratico e Italia dei Valori, relativo al nucleare. Dopo il dibattito e alcuni emendamenti l'ordine del giorno ha trovato il voto favorevole di Pd, Idv e Rifondazione Comunista. Hanno votato contro, invece, PdL, Lega Nord, Udc e Gruppo Misto-Fli.

 

In base all'ordine del giorno il Consiglio "esprime un giudizio fortemente negativo sul Ddl Sviluppo approvato dal Senato il 9 luglio 2010 e ritiene che la decisione dell'attuale Governo di investire nella costruzione di centrali nucleari, quale reale soluzione ai problemi energetici italiani, sia una scelta superata e poco lungimirante". Inoltre "dichiara di essere favorevole alla ricerca di base in fisica nucleare, in Italia e in Europa, incrementando l'importante contributo scientifico finora profuso a livello nazionale e internazionale. Dallo studio di fenomeni nucleari fondamentali sarà possibile, in futuro, realizzare centrali nucleari a zero emissione o produzione di scorie radioattive (nucleare di ultima generazione), eliminando i rischi ambientali legati all'attuale generazione di energia nucleare e rompendo la catena di proliferazione nucleare". Quindi nell'ordine del giorno si "osserva come, ai referendum dell' 8 Novembre 1987, l'80% dei votanti (65% degli italiani) si espresse a favore dell'abolizione del nucleare. Questo risultato ha dato inizio ad un processo di de-nuclearizzazione sul territorio italiano e creato una diffusa cultura anti-nucleare. Ne consegue che il Governo per procedere dovrà prima interpellare il popolo italiano". La richiesta alternativa al Governo è "di assumere con urgenza scelte chiare, coerenti e di promuovere forti investimenti per la razionalizzazione e l'efficienza energetica, sfruttando pienamente le fonti già disponibili ovvero valorizzandole e aggiornandole a dovere; la ricerca e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, a cominciare dal solare e dall'eolico e la ricerca e l'innovazione tecnologica". In particolare, si propone "l'approvazione di un programma nazionale, di una vera e propria strategia per l' "economia verde", che in tempi più brevi consentirebbe di abbattere le emissioni che alimentano i mutamenti climatici; ridurre sensibilmente la dipendenza energetica del Paese dall'importazione di petrolio; accrescere la competitività delle imprese italiane;  alleggerire le bollette a carico delle famiglie". Infine si ribadisce "la volontà - a livello locale - di sostenere i programmi della Provincia per l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili".

 

Nell'ultima seduta di Consiglio Provinciale è stato votato all'unanimità un secondo ordine del giorno, proposto dai gruppi consiliari del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori, relativo allo sviluppo di adeguate politiche per la riduzione della produzione dei rifiuti e degli impatti in termini di produzione di CO2 conseguenti alla produzione e gestione di rifiuti. Dopo alcune modifiche, il testo ha visto l'approvazione di tutti i gruppi consigliari. L'ordine del giorno premette che "il Consiglio dei Ministri del 18 novembre 2010 ha licenziato definitivamente lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 98 del 2008 sui rifiuti, che definisce la dettagliata gerarchia delle politiche per una corretta gestione, secondo il quale tutti gli Stati membri dovranno dotarsi di un piano nazionale per la prevenzione e riduzione dei rifiuti". Inoltre, si premette che "la Provincia di Forlì-Cesena ha aderito a un protocollo per la riduzione dei rifiuti, promosso dal Comune di Cesena, a cui hanno aderito la grande distribuzione organizzata, le associazioni del commercio e dell'artigianato e quelle dei consumatori. Il documento "impegna  la Giunta a promuovere politiche adeguate per la riduzione della produzione dei rifiuti, attraverso la definizione di politiche e azioni condivise con la grande distribuzione organizzata e il commercio, e mettendo in atto quanto è di competenza dell'amministrazione per ridurre la produzione di rifiuti derivante dalla attività dell'amministrazione stessa (sostituzione dei bicchieri di plastica con bicchieri di vetro o in materiale biodegradabile in tutte gli uffici e le sedi provinciali, abolizione  dell'utilizzo delle stoviglie di plastica in tutte le feste e le fiere promosse dall'ente, promuovendo la raccolta differenziata in tutte le sedi provinciali  e le scuole del territorio)". Inoltre, l'impegno è "a coordinare e coinvolgere in questa campagna di sensibilizzazione i comuni del territorio e a farsi portavoce presso i consiglieri regionali, i parlamentari, e gli europarlamentari del territorio, affinché vengano inserite nelle normative regionali, nazionali ed europee specifici criteri volti a incentivare la riduzione dei rifiuti e a promuovere la raccolta differenziata ed il recupero inserendo indicazioni più restringenti nel campo della riduzione degli imballaggi dei prodotti, della semplificazione delle indicazioni in merito al conferimento del rifiuto prodotto (da indicarsi sullo stesso), premiando quei soggetti che producono prodotti a basso impatto ambientale, o vendono prodotti con minori imballaggi (inerendo una premialità fiscale/tariffaria)".

 

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Il terzo ordine del giorno, proposto dai gruppi consiliari Unione di Centro, Partito Democratico, Popolo Della Libertà e Italia Dei Valori, tratta l'argomento della prevenzione e della repressione della violenza contro le donne e i bambini. Questo il testo: "Premesso che nel nostro Paese i casi di violenza nei confronti delle donne e dei bambini sono gravi, mostruosi e ricorrenti; le vistose violazioni dei diritti delle donne e dei bambini sono sempre più intollerabili, offendono la dignità della persona e rinnegano tutte le diverse deliberazioni internazionali e nazionali in materia, in particolare la Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea; la violenza fisica, sessuale e psicologica nei confronti delle donne e dei bambini costituisce un attentato al loro diritto alla vita, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità; la tratta di esseri umani e la prostituzione coatta costituiscono alcune delle  peggiori calamità dei nostri tempi, il Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena chiede alla Giunta di attivarsi direttamente e di intervenire presso la Regione Emilia- Romagna, il Parlamento ed il Governo per affrontare con determinazione, urgenza ed efficacia il problema della violenza contro le donne e i bambini".

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