Forlì-Cesena, in crescita del 28% le sofferenze bancarie

Forlì-Cesena, in crescita del 28% le sofferenze bancarie

Forlì-Cesena, in crescita del 28% le sofferenze bancarie

FORLI' - E' delicato il rapporto tra banche e imprese in provincia. Al 31 gennaio 2010, i "prestiti vivi" hanno fatto registrare in provincia un aumento pari all'1,1% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. A livello regionale e nazionale le variazioni annuali sul totale dei prestiti vivi hanno fatto registrare una leggera flessione: -0,9% per l'Emilia-Romagna e -1,7% per l'Italia. Le imprese rappresentano il 69,5% del totale dei prestiti.

 

In particolare sono diminuiti notevolmente i prestiti vivi alle imprese sia in regione che a livello nazionale, rispettivamente del 4,1% e del 4,2%; in provincia risultano invece in leggero aumento rispetto all'anno precedente (+0,6%) .

 

In netta crescita le sofferenze: a gennaio 2010 in provincia si registra un +28,2%, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente; valore comunque nettamente inferiore a quello registrato a livello regionale (+43,4%) e a quello nazionale (+41,5%). Anche il rapporto sofferenze/prestiti totali è peggiorato: Forlì-Cesena 2,70%, Emilia-Romagna 3,33% e Italia 3,76%; i corrispondenti valori a gennaio 2009 erano rispettivamente 2,14% per la provincia, 2,33% per la regione e 2,68% a livello nazionale.

 

L'indagine congiunturale sui rapporti imprese e banche 2010, condotta nei mesi di marzo e aprile presso le imprese, è uno strumento informativo prezioso dell'Osservatorio sul Credito del Sistema Camerale regionale. La rilevazione, realizzata dall'Unione Regionale e dalle Camere di Commercio dell'Emilia-Romagna in collaborazione con l'Istituto Tagliacarne, consente di disporre di dati confrontabili nelle varie province e a livello regionale con evidenti vantaggi informativi e di efficacia nelle modalità operative.

 

In questa delicata fase della crisi - dichiara il Presidente Alberto Zambianchi - la Camera di Commercio di Forlì-Cesena dedica una particolare attenzione al rapporto tra imprese e banche quale elemento strategico per l'equilibrio e lo sviluppo del sistema sociale ed economico territoriale. La realtà provinciale è sempre stata caratterizzata da una buona qualità relazionale tra istituzioni, banche e imprese e i risultati dell'indagine evidenziano per molti aspetti un rapporto con le banche più positivo di quanto rilevato mediamente dalle imprese della Regione".

 

"In passato le banche hanno affiancato il nostro sistema produttivo nei suoi percorsi di crescita, sostenendone investimenti e sviluppo; per superare la crisi attuale è necessario però costruire forme di collaborazione "straordinaria". E' importante quindi che il sistema bancario presti la massima attenzione alle dinamiche delle imprese in questa lunga fase recessiva, nella quale i segnali di ripresa cercano ancora conferme, mentre le difficoltà da affrontare si stanno delineando con nettezza e i risultati economici negativi dell'anno appena trascorso condizioneranno pesantemente il merito di credito delle imprese", dice Zambiachi.

 

Per il 66,9% delle imprese della provincia intervistate la crisi attuale ha prodotto e sta producendo solo effetti negativi sulle aziende (70,3% in regione).Le principali conseguenze negative riscontrate sono state: la riduzione degli ordini da parte della clientela, minore liquidità, riduzione degli ordini ai fornitori, riduzione di personale, minore competitività sui prodotti/servizi offerti, maggiori difficoltà ad incassare pagamenti dai clienti. Il fatturato del 2009 rispetto al 2008 risulta in calo per il 59,6% delle imprese, in aumento per il 14,6%, stabile per il 22,5% delle imprese. Il 35,8% delle imprese ha rilevato un esubero di personale legato al calo della produzione

 

Attualmente il 62,3% delle imprese giudica in generale l'accesso al credito adeguato. Il 37,7% delle imprese lo ritiene inadeguato. La percentuale di imprese regionali che considerano la quantità del credito adeguata (49,5%) è nettamente più bassa di quella della nostra provincia; è inadeguato per il 47,8%. I tempi di valutazione/accettazione richieste fido: per il 61,6% sono adeguati (51,1% per le imprese regionali).

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