Forlì-Cesena, incontro tra Confindustria e banche

Forlì-Cesena, incontro tra Confindustria e banche

In data 29 settembre 2010, si è tenuto, presso la sede Cesenate di Confindustria Forlì - Cesena, l'ormai consueto tavolo di confronto con i principali Istituti di credito locali.

In un clima caratterizzato da una volenterosa e concreta collaborazione, si sono dibattuti alcuni tra i temi di maggiore interesse per le aziende locali, le quali, appesantite dall'attuale crisi economica, sono sempre più alla ricerca di un difficile equilibrio finanziario.

 

La Confindustria ha evidenziato tempi lunghi per le delibere bancarie, che hanno trovato conferma nella controparte, la quale, tuttavia, ne attribuisce la causa anche alle stringenti esigenze di vigilanza esercitata da Banca d'Italia attraverso la richiesta di documentazione, sempre più dettagliata, nelle pratiche correlate agli impieghi.

Diretta conseguenza dell'analisi puntuale che le banche effettuano sulle istanze finanziarie delle aziende, è la oramai generalizzata richiesta di produrre rendiconti semestrali che non rappresentavano la prassi in tempi "pre-crisi". Questo "appesantimento burocratico" può, tuttavia, essere, in alcuni casi, un vantaggio per le imprese richiedenti, in quanto gli Istituti di Credito lo considerano un possibile strumento di miglioramento del "rating"di riferimento.

 

Un altro importante tema sul quale si è dibattuto, riguarda la necessità di istituire apposite "task force" professionalmente preparate a gestire situazioni di crisi aziendali che, come noto, interessano numerose imprese del territorio. Le "linee guida" da tenere in considerazione laddove situazioni di crisi si manifestassero, passano attraverso l'applicazione di norme della Legge fallimentare che con gli articoli 67 comma 3 (piani di risanamento attestati) e 182-bis (accordi di ristrutturazione del debito), propongono soluzioni condivise dagli Istituti di credito per l'elargizione di "nuova finanza".

 

Non è passata inosservata la problematica riguardante la prossima scadenza della "moratoria", la quale, determinando il pagamento delle rate postergate, comporterà, in diverse realtà aziendali, problemi in termini di liquidità. Sollecitata da Confindustria e dall'ABI, La Banca d'Italia sta valutando la fattibilità di una ulteriore proroga che non metta a rischio il merito di credito delle imprese in ragione di una possibile segnalazione in Centrale Rischi.

 

Per ultimo, ma non certo per importanza, si è valutata l'opportunità di approfondire le caratteristiche tecniche del nuovo "Fondo Italiano d'investimento per le PMI" recentemente costituito tra Confindustria, Abi, Cassa depositi e prestiti, Ministero dell'Economia, Intesa S.Paolo, Unicredit group e MPS, al fine di verificare una possibile canalizzazione di risorse finanziarie sul nostro territorio.

 

Ancora una volta, le parti hanno confermato il reciproco impegno a trovare soluzioni di sistema per la gestione della crisi, in quello spirito di comunione di interessi dettato dalla necessità di favorire la ripresa dell'economia territoriale.

 

In questo quadro, si è, anche, espressa l'esigenza di fare sì che da questo "sistema economico" non si sottraggano le Pubbliche Amministrazioni, chiamate, come gli imprenditori e le banche, ad un ruolo di maggiore responsabilità che risulta essere di fondamentale importanza per il "bene comune".

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