Forlì-Cesena, inno in Consiglio? La Lega approva ma si smarca

Forlì-Cesena, inno in Consiglio? La Lega approva ma si smarca

Forlì-Cesena, inno in Consiglio? La Lega approva ma si smarca

FORLI'- Ha suscitato ampio dibattito, nel corso del Consiglio Provinciale  la proposta di ordine del giorno del gruppo consiliare Italia dei Valori che ha chiesto l'esecuzione dell'inno nazionale all'apertura dei lavori del consiglio provinciale, nell'anno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Parere favorevole anche da Isabella Castagnoli (Pdl): "L'inno indica un'unità di fondo" del Paese. Anche la consigliera del Pd Antonella Greggi ha accolto con favore l'ordine del giorno.

 

Recita il documento: "Il Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena, premesso che il 17 marzo 1861 la Legge n. 4671, approvata dal Senato il 26 febbraio 1861 e dalla Camera il 14 marzo 1861, sanciva l'unificazione politica della penisola Italiana e che il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche, ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese; considerato che il 150° anniversario dell'Unità d'Italia è l'occasione per festeggiare l'unificazione del Paese, onorare la memoria di chi è caduto per la Patria, promuovere la coscienza di ciò che siamo e da dove veniamo, rinnovando il senso dell'appartenenza all'Italia e dell'essere Italiano; ritenuto che la celebrazione dell'anniversario è un momento storico importante e nella consapevolezza della nostra identità culturale e non possiamo esimerci dall'obbligo morale di adottare l'Inno Nazionale per rinsaldare il legame con la propria patria e radicare, là dove manca, la coscienza, e infine che non c'è futuro senza passato; si chiede che nell'anno 2011, anniversario dell'Unità d'Italia, si inizino le sedute del Consiglio Provinciale sulle note dell'Inno di Mameli".

 

Numerosi gli interventi in assemblea. Giordano Anconelli, capogruppo del Gruppo misto-Fli, ha sottolineato il concetto storico di "riunificazione dell'Italia che viene prima dell'Unità d'Italia, dal momento va ricordata anche un'unità culturale e storica" della penisola. Per il Pd, la consigliera Antonella Greggi ha accolto con favore l'ordine del giorno: "i'Inno servirà a ricordarci da dove veniamo e che ruolo ogni Consigliere ricopre in quest'assise. Infine, l'inno ci ricorda che l'Italia è una e indivisibile". Parere favorevole anche da Isabella Castagnoli (PdL): "L'inno indica un'unità di fondo" del Paese.

 

Critico, invece, l'intervento di Gian Luca Zanoni, capogruppo della Lega Nord, che pure ha annunciato un voto favorevole: "Non abbiamo nulla da obiettare: se questo rito commemorativo vi piace noi della Lega Nord lo rispettiamo. Ma se, come dite, suonare l'inno vi serve per rinsaldare il rapporto che avete con la patria allora vuol dire che questo rapporto è debole. Da parte nostra siamo interessati ai problemi dei cittadini, il resto non ci appassiona. Per questo siamo favorevoli a questa vostra proposta, ma preannunciamo un nostro ordine del giorno, in base a cui, se si apre il Consiglio con l'inno, allora chiederemo che i lavori dello stesso Consiglio si chiudano con un altro inno di tutti noi, che evoca le radici della nostra terra, che è ‘Romagna Mia'".

 

Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell'Udc ha richiamato anche la necessità di evidenziare le  "radici cristiane del Paese, che sono un tratto culturale comune: per questo dovremmo ribadire in ogni seduta anche valori caratterizzanti come la sussidiarietà, la solidarietà e il sentirci appartenenti all'Unione Europea". Infine Giovanna Perolari, capogruppo dell'Idv, ha fatto un riferimento storico e cioè "ai federalisti del Risorgimento, che riconoscevano che esisteva un'italianità dai tempi di Dante, articolando le diverse identità in un'unità nazionale".

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Hanno preso posizioni personali i consiglieri Pd Piero Gallina e Gabriele Borghetti. Così Gallina: "Per educazione famigliare e per formazione politica, per me l'inno e la bandiera sono entità quasi sacrali: per questo motivo, non vorrei che in quest'aula, logorassimo l'inno nazionale nel suo uso, quando poi nel seguito dell'assemblea non corrispondiamo negli atteggiamenti a quell'unità di fondo che è rappresentato dall'inno nazionale". Da parte sua Borghetti: "Non mi appartengono le manifestazioni esteriori, preferisco entrare di più nelle vicende storiche e approfondirle, come ha fatto il sindaco Roberto Balzani nella sua lezione al teatro Fabbri, alla presenza del Presidente Napolitano".L'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità, con le astensioni dei consiglieri Pd Gabriele Borghetti, Piero Gallina, Alessandro Castagnoli e Giorgio Faedi.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    L'idea di Zanoni di suonare "Romagna mia" non mi dispiace affatto, io la approverei. Un po' risibili invece le motivazioni dello stesso Zanoni sul fatto che l'inno sia funzionale a rinsaldare un debole rapporto con la patria: gli si potrebbe chiedere se a suo pare anche il crocifisso nelle aule e nei tribunali serve a rinsaldare il debole rapporto col cristianesimo, e lo stesso per i simboli "padani" del suo partito. Ma vabbe', non solleviamo polveroni.

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -