Forlì-Cesena, l'Appennino frana: in due settimane 109 frane e 40 evacuati

Forlì-Cesena, l'Appennino frana: in due settimane 109 frane e 40 evacuati

Forlì-Cesena, l'Appennino frana: in due settimane 109 frane e 40 evacuati

FORLI' - In due settimane è stata una frana continua: in Provincia di Forlì-Cesena sapevano che sarebbe successo qualcosa del genere, ma che si arrivasse a 40 sfollati in pochi giorni proprio no. Il 2010 è anche l'anno della "frana del secolo" per la provincia di Forlì-Cesena, quella di Corniolo: nel territorio mai si era verificato un tale movimento franoso. Sono cinque le calamità su cui è dovuta intervenire la Protezione Civile, 109 le frane totali in provincia.

 

Tra i 109 dissesti, che hanno coinvolto 22 Comuni sui 30 della provincia, sono cinque in particolare quelli che hanno determinato l'intervento della protezione civile: il 4 marzo sul Monte Sasso (comune di Mercato Saraceno), con 5 evacuati e 2 abitazioni coinvolte, poi il 13 marzo a Roversano (Cesena), con 6 evacuati e 3 abitazioni coinvolte, il 16 marzo a Roncofreddo (con il crollo di venti metri di mura malatestiane), con 7 persone evacuate e 3 abitazioni coinvolte (inizialmente erano 23 gli evacuati precauzionalmente) ed infine il 19 marzo a Corniolo (Santa Sofia) con 7 persone evacuate e 3 abitazioni distrutte.

 

Prezioso, spiegano in Provincia, si è rivelato il sostegno dei volontari della Protezione civile, che in provincia conta su 39 associazioni e 600 volontari. Da aggiungere nel numero delle calamità c'è anche la mareggiata del 9-10 marzo a Cesenatico, che ha provocato danni per 5 milioni di euro e l'erosione di 200 mila metri cubi di sabbia dalla spiaggia. Oggi pomeriggio, su quest'ultima calamità, ci sarà un vertice, in Comune a Cesenatico, con l'assessore regionale Marioluigi Bruschini.

 

Per Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, anche la provinciale Umbro-Casentinese, sebbene non franata, è una vera emergenza, che in questo caso si chiama "eterni cantieri sull'E45": "Ci abbiamo messo 20 milioni di euro in sei anni, ho scritto al governo, ma quella strada è semplicemente da chiudere, non può sopportare quel traffico".

 

 Solo per il sale e lo spazzamento della neve dalle strade provinciali è andato via quest'inverno un milione di euro e altri quattro ne serviranno per sistemare 34 smottamenti in carreggiata e rifare gli asfalti. Una parte dei soldi è già stata promessa dalle Regione. E Bulbi plaude alla "tempestività della Regione, che ha messo subito a disposizione dei fondi per la somma urgenza e ha integrato la richiesta dello stato di emergenza le quattro calamità che si sono verificate nella nostra provincia". E l'appello del presidente, per il dopo-elezioni, è che i parlamentari e i neo-consiglieri regionali eletti "si impegnino assieme per aiutare il territorio". Anche perché il conto salato arriverà nei prossimi mesi, quando ci saranno da fare gli interventi di ripristino.

Commenti (7)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Le frane sono responsabilità sia di destra che di sinistra. Il governo riduce i fondi per fare prevenzione e manutenzione, le province usano male i propri soldi e i comuni se ne fregano finch'è non è troppo tardi...e i cittadini si lamentano ma continuano a votare come sempre, facendo il tifo per i partiti come fossero squadre di calcio anzichè giudicare sull'operato.

  • Avatar anonimo di pm
    pm

    @Alighiero per chi sale è di destra, per chi scende è di sinistra, quindi è certamente bipartisan.

  • Avatar anonimo di collina
    collina

    credo che le province ed i comuni di qualsiasi parte politica non abbiano nessuna colpa su questa frana,sono decenni che quel territorio non viene interessato da lavori quindi non modificato lo stato dei luoghi,l'importante invece è agire adesso ,primo mettere in sicurezza il bidente ,e qui guarda caso interessa anche la protezione civile,che credo non sia sotto tutela degli enti localiquindi devoni intervenire sia chi è al governo con la protezione civile,e gli enti locali con le loro autonomie,per quanto riguarda un commento dell'onorevole Pini,sulla strada della Braccina,è meglio che i soldi li investano sulla bidentina,in quanto la Braccina è e rimane una strada per le emergenze,ed assolve pienamente i suoi compiti cosi comè.modificandola servirebbe solo adesso e finita l'emergenza ritornerebbe una strada panoramica,quindi onorevole Pini,la nostra montagna non ha bisogno di proclami ,ma di fatti,per proteggere un territorio salvato solo dagli abitanti abbandonati senpre a se stessi,a parte la solidarieta preelettorale

  • Avatar anonimo di Alighiero
    Alighiero

    Decidetevi, la frana di Corniolo è di destra o di sinistra ?

  • Avatar anonimo di benni
    benni

    Uno dei ruoli delle Provincie è quello di gestire l'assetto del territorio , per questo riceve trasferimenti statali, regionali ed è ente dotato di autonomia impositiva Di chi è la colpa di questa situazione ?? Non lo so ma è ridicolo accusare dei partiti, forse bisogna andare a chiedere agli assessori alla gestione del territorio della provincia di questi ultimi 20 anni ... ... che sono tutti della solita parte che non sbaglia mai

  • Avatar anonimo di mm77
    mm77

    Caro PD vediamo di spendere meglio i soldi della Regione, e quindi anche dei contribuenti romagnoli. Ma per favore, vediamo di essere un pò più responsabili noi stessi piuttosto che dare sempre la colpa agli altri.

  • Avatar anonimo di zenn
    zenn

    CARO POPOLO DELLA LIBERTA' vedi di dare i soldi all'anas per le oprere paramassi, caduta sassi ecc. ecc. altrimenti avremo tutti la testa rotta dai sassi che ci cadono dalle montagne !!

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