Forlì-Cesena, la Camera di commercio: "Il territorio ha retto alla crisi meglio di altri"

Forlì-Cesena, la Camera di commercio: "Il territorio ha retto alla crisi meglio di altri"

Forlì-Cesena, la Camera di commercio: "Il territorio ha retto alla crisi meglio di altri"

CESENA - La Nona Giornata dell'Economia, promossa dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena assieme al Sistema Camerale venerdì 6 maggio, fornisce l'occasione per diffondere una serie di informazioni che, approfondendo alcuni aspetti della complessa realtà locale, completano il quadro delineato dal recente Rapporto sull'Economia della provincia. L'evento si è svolto a Cesena, nel quartiere fieristico di Pievesestina. Ha aperto i lavori il Presidente della Camera di Commercio, Alberto Zambianchi.

 

"Anche il nostro territorio - dichiara Alberto Zambianchi Presidente dell'Ente Camerale - ha subito gli effetti negativi della crisi e, tuttora, permangono criticità, già evidenziate in occasione del Rapporto 2010, per determinati settori produttivi; ora però si intravedono segnali positivi in uno scenario per alcuni aspetti "alleggerito". Si avverte sempre la necessità di una crescita economica anche qualitativa. Riguardo al mercato del lavoro osserviamo come, anche a livello locale, vi siano "sofferenze", soprattutto alla luce del fatto che la tenuta fino ad oggi registrata è stata possibile grazie all'ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Sottolineo tuttavia che nel confronto con le altre province italiane, pur in un Sistema Paese che perde competitività, il nostro territorio ha dimostrato finora una buona capacità di tenuta, per questo occorre intensificare le iniziative per superare quegli aspetti di fragilità che continuano a distanziarci dal modello di riferimento medio regionale".

 

Per Zambianchi "Fondamentale, in questa fase complessa, è il ruolo di tutte le componenti della "governance locale", per promuovere azioni condivise e di lungo respiro, nella valorizzazione di quel rapporto sinergico tra società ed economia che ci ha contraddistinto positivamente negli ultimi decenni. Proseguirà quindi, e non solo nel 2011, il nostro impegno per alleviare le situazioni di difficoltà e per agganciare la ripresa, in particolare, attraverso il sostegno al credito, l'internazionalizzazione, l'innovazione e tutto ciò con speciale attenzione alle imprese più piccole che sono quelle che stanno ancora soffrendo in misura maggiore".

 

Considerazioni in sintesi su alcuni temi strategici: ol tessuto imprenditoriale provinciale è stabile, (la variazione del numero delle imprese attive nel 2010, rispetto al 2009, è pari a -0,3%); la densità imprenditoriale che caratterizza la nostra provincia si conferma elevata (17° posto nella graduatoria crescente nazionale). In termini di attrattività, il "bilancio" per la provincia si conferma positivo, infatti i posti di lavoro creati nel nostro territorio da imprese italiane con sede fuori provincia, superano quelli creati nel territorio nazionale da imprese con sede in provincia. Il tessuto produttivo provinciale si conferma tuttora scarsamente strutturato: infatti l'incidenza delle società di capitale è il 14,2% rispetto al 17,9% regionale e al 17,6% nazionale.

 

Scambi con l'estero. Dopo i risultati nettamente negativi del 2009, il ritmo degli scambi con l'estero è in ripresa (rispetto al 2009, esportazioni +14.8%, importazioni +25%). Propensione all'export 2010 (Export/valore aggiunto): per Forlì-Cesena 22,2% (Emilia-Romagna 34,9%); grado di apertura dell'economia 2010 (Import+export/valore aggiunto): Forlì-Cesena 35,7% (Emilia-Romagna 56,7%). Gli indicatori di struttura confermano un gap negativo rispetto agli altri livelli territoriali, gap che però risente del nostro mix produttivo. I dati 2010 confermano la minore incidenza a livello provinciale di prodotti specializzati e high tech.

 

Ricchezza prodotta. La nostra provincia cresce, infatti la variazione media annua del PIL dal 1995 al 2010, a prezzi correnti, è pari a +5,5% (Emilia-Romagna +4,1%). La ricchezza prodotta a Forlì-Cesena rappresenta il 9,4% della ricchezza prodotta in regione (5°posto) e lo 0,8% della ricchezza prodotta in Italia (34° posto). La ricchezza per abitante prodotta dalla provincia, nel 2010 (32.306 euro, 7° posto a livello nazionale), è stata superiore a quella regionale, del Nord Est e nettamente più elevata di quella italiana. Anche il reddito per abitante relativo alla provincia (20.988 euro, 5° posto nella graduatoria nazionale) nel 2009 (ultimo dato disponibile) è stato superiore a quello regionale, del Nord Est e nettamente più elevato di quello italiano.

 

Mercato del lavoro e occupazione. La partecipazione al mercato del lavoro a livello provinciale è elevata, nonostante i problemi strutturali e le pesanti dinamiche congiunturali (4° posto nella graduatoria nazionale). I livelli occupazionali in provincia hanno "tenuto" nonostante la gravità della crisi. Occorre dire però che le stime comprendono, per tutti i livelli territoriali, anche i lavoratori in cassa integrazione (per il tasso di occupazione nel 2010 Forlì-Cesena,con 67,9, è al 7° posto della graduatoria nazionale). Nel 2010 la nostra provincia evidenzia un tasso di disoccupazione più elevato di quello regionale ma nettamente inferiore a quello nazionale (Forlì-Cesena 6,2, Emilia-Romagna 5,7, Italia 8,4).

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