Forlì-Cesena, la Cisl: "Aprire un confronto coi sindacati sugli accorpamenti in sanità"

Forlì-Cesena, la Cisl: "Aprire un confronto coi sindacati sugli accorpamenti in sanità"

Forlì-Cesena, la Cisl: "Aprire un confronto coi sindacati sugli accorpamenti in sanità"

CESENA - "Prima di parlare di azienda sanitaria unica, tra Forlì e Cesena o addirittura dell'intera Romagna, prima di decidere smantellamenti vari di reparti ospedalieri, è indispensabile che i sindaci aprano un confronto con il sindacato confederale e nello stesso tempo i direttori generali ascoltino il parere ed il contributo dei medici e dei professionisti nonché delle rappresentanze sindacali di tutti i lavoratori della sanità sia a Forlì che a Cesena": è la richiesta che proviene da Antonio Amoroso, segretario provinciale della Cisl.

 

Precisa Amoroso: "E' necessario che l'analisi consideri con il confronto, ogni elemento utile a fondare sul benessere dei cittadini ogni decisione: elementi quali la composizione della popolazione per età, la sua distribuzione nel territorio, l'incidenza delle varie malattie, l'adeguamento costante dell'organizzazione e dell'offerta sanitaria in relazione ai progressi scientifici, alle nuove conoscenze mediche, al costo delle attrezzature sanitarie, la considerazione delle caratteristiche del territorio, della sua vastità, della mobilità dei cittadini"

 

Ed infine: "Considerando la peculiarità del nostro territorio provinciale la CISL ritiene utile chiamare in causa anche l'amministrazione provinciale quale istituzione garante dell'indispensabile equilibrio che deve rimanere tra i due ambiti territoriali nella distribuzione dei servizi sanitari salvaguardando in particolare pur nella ricerca doverosa di nuove sinergie, la pari dignità dei due ospedali, il Pierantoni-Morgagni ed il Bufalini".

 

In queste settimane si è molto parlato di interventi di riorganizzazione dei servizi sanitari, ed ospedalieri sia nel territorio cesenate che in quello forlivese, si è detto di sinergie tra le due Aziende Sanitarie Locali di Forlì e Cesena, di soppressione o accorpamento di reparti ospedalieri, c'è chi si è pronunciato per l'accorpamento delle due Aziende Sanitarie e chi non disdegnerebbe un'unica azienda per l'intera Romagna.

 

Ma ammonisce Amoroso: "Il sistema sanitario è invece un oggetto che richiede attenzioni costanti, dialogo, condivisione e quindi scelte ponderate che abbiano come riferimento primo e fondante di ciascuna decisione organizzativa la salute della persona".

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di sabrina23
    sabrina23

    La salute della persona si tutela attraveso un servizio funzionante, dotato di attrezzature all'avanguiardia e medici competenti che possano svolgere il loro lavoro nelle condizioni migliori (visto che hanno a che fare con materiale umano). Per avere questo occorrono investimenti nel capitale umano e tecnologico delle strutture e non tagli proprio dove occorre investire di più! Stiamo assistendo allo smantellamento della sanità pubblica e di qui la necessità di accorpare per non morire, ma dove finisce la qualità del servizio pubblico?!Gli ospedali, ora gestiti con criteri aziendalistici sono diventati come le fabbriche con catene di montaggio, dove non c'è neppure il controllo di qualità durante e a lavoro finito. Pochi posti letto per un turn-over sempre più veloce perchè è il numero delle prestazioni che conta (come nelle cliniche private). I poliambulatori privati nascono come funghi in tutto il nostro territorio, per quale motivo? I medici migliori, se possono se ne vanno, oppure fanno il doppio lavoro come medico di struttura pubblica al mattino e libero professionista (nei poliambulatori privati) al pomeriggio e questo impoverisce le professionalità della struttura pubblica senza contare i conflitti di interesse di vario tipo generati da un sistema così promiscuo. Ormai noi cittadini l'abbiamo capito, si potrà curare bene solo chi ha denaro per pagare, il resto sono chiacchiere!!!

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