Forlì-Cesena, la Provincia a tutela della bio-diversità

Forlì-Cesena, la Provincia a tutela della bio-diversità

Forlì-Cesena, la Provincia a tutela della bio-diversità

FORLI' - Recuperare i pascoli abbandonati, tutelare i cosiddetti alberi monumentali e restaurare a scopi conservativi i ruderi rurali: è il programma ambientale per la conservazione della biodiversità nell'area montana della provincia di Forlì-Cesena, nelle zone del versante romagnolo del parco nazionale, approvato nella seduta di martedì della Giunta provinciale. Si tratta di un progetto complessivo che raggruppa numerosi interventi, per un importo di 520.000 euro, di cui 80.000 a carico della Provincia di Forlì-Cesena.

 

40.000 a carico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e i rimanenti 400.000 euro da fondi regionali.

 

In particolare, la Giunta provinciale, su proposta dell'assessore all'Agricoltura Gian Luca Bagnara, ha approvato la progettazione preliminare degli interventi e un protocollo d'intesa che rende più stretta la collaborazione tra l'Ente Parco e la Provincia su questo progetto. La progettazione preliminare è finalizzata all'accesso al finanziamento regionale e già da quest'autunno potranno partire i lavori, che saranno completati entro l'estate 2011.

 

I territori interessati dall'intervento sono di proprietà pubblica (Demanio regionale, Ente Parco, Comuni) e si trovano nelle seguenti macro-aree: area Bidente di Pietrapazza, in Comune di Bagno di Romagna, area Alto Bidente-Alto Rabbi, nei comuni di Santa Sofia e Premilcuore e area Torrente Acquacheta e Monte Collina, nei comuni di Portico-San Benedetto e Tredozio.

 

Il programma vede al primo punto il recupero di habitat di prateria e la realizzazione di strutture per piccoli anfibi (abbeveratoi, vasche, pozze, ecc.). Si intende agire in prossimità della dorsale appenninica su terreni tuttora destinati all'attività zootecnica, ma in evoluzione a causa soprattutto del sottoutilizzo o dell'abbandono. In 6 siti, per un totale di 80,6 ettari, si intende procedere alla riduzione della copertura arbustiva e al recupero e manutenzione delle infrastrutture (vasche, pozze, ecc.) connesse alla gestione dell'attività zootecnica, per consentire l'esercizio di un pascolamento maggiormente razionale e regolarizzato sulle varie sezioni di pascolo, ma anche con l'obiettivo di creare e mantenere siti di frequentazione per specie anfibie (tritoni, ululone appenninico, ecc.).

 

Al secondo punto del programma, con il duplice obiettivo di conservare sia la testimonianza storico-architettonica dell'opera dell'uomo, sia un importante habitat di specie animali a rischio di estinzione, si procederà al restauro conservativo dei muri perimetrali dei cimiteri di Casanova dell'Alpe, Strabatenza e Pietrapazza (Bagno di Romagna), San Paolo in Alpe (Santa Sofia) e Castel dell'Alpe (Premilcuore), oltre al recupero del vecchio ponte in pietra di Pietrapazza, in Comune di Bagno di Romagna, all'inizio del sentiero per l'Eremo nuovo. Le costruzioni antropiche di vecchia data costituiscono, assieme alle grotte e alle cavità degli alberi, siti-rifugio elettivi per diverse specie di chirotteri (pipistrelli), al punto che tra le cause della rarefazione ed estinzione di molte colonie legate agli antichi edifici vanno annoverati anche gli interventi di  demolizione, recupero e restauro di vecchi manufatti, tanto che una notevole percentuale delle loro specie, oggi presenti nel territorio provinciale, risulta rara e minacciata.

 

Stessa finalità per il terzo punto del programma, la tutela degli alberi monumentali. Le cavità naturali presenti nel tronco degli alberi vetusti o di grandi dimensioni rappresentano, assieme alle strutture antropiche e alle grotte, un importante sito-rifugio per molte specie faunistiche meritevoli di conservazione. L'obiettivo del progetto è pertanto la salvaguardia di tali esemplari arborei, attraverso interventi diretti e indiretti. I principali interventi diretti andranno da modesti interventi di potatura delle parti secche e di alleggerimento della chioma a piccoli interventi di dendrochirurgia; quelli indiretti, invece, comprenderanno la tutela dello spazio minimo vitale, l'asportazione delle specie rampicanti e la creazione di una zona di rispetto. Tali lavori interesseranno circa una ventina di esemplari arborei, localizzati soprattutto nell'alta valle di Pietrapazza (Bagno di Romagna), nella zona di S.Paolo in Alpe (Santa Sofia) e nell'area Monte Collina-Alto Tramazzo (Tredozio). Tale ubicazione consentirà inoltre di realizzare tre percorsi didattico-divulgativi, in altrettante zone del Parco, per una più corretta conoscenza ed apprezzamento di tali patriarchi della foresta.

 

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