Forlì-Cesena, la Provincia delibera l’uscita da tre società partecipate

Forlì-Cesena, la Provincia delibera l’uscita da tre società partecipate

Forlì-Cesena, la Provincia delibera l’uscita da tre società partecipate

FORLI' - Il Consiglio provinciale ha deliberato l'assestamento generale del bilancio 2010 e la relativa variazione al piano triennale delle opere pubbliche. La delibera di bilancio, presentata dall'assessore Maurizio Brunelli, è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Rif. Com. e Idv, mentre hanno votato contro PdL, Lega Nord e Udc. All'unanimità è passata una delibera di modifica del regolamento sul procedimento amministrativo, sempre presentata dall'assessore Brunelli.

 

Una terza delibera ha riguardato la ricognizione delle partecipazioni societarie della Provincia. Così è stata presentata dall'assessore alle Società partecipate: "Dobbiamo definire quali partecipazioni sono strategiche e quali no. E' stato fatto un esame con cognizione di causa, con oggettività, con una selezione delle problematiche e in base al sostegno ad alcuni settori importanti dell'economia. Per alcune partecipazioni, come nel caso di Seaf, ci viene chiesto un ultimo sforzo". Le uscite previste dalla delibera sono tre: Casa Europa società consortile, Centro ricerche produzioni animali Spa, Centro ricerche produzioni vegetali società cooperativa. Per ‘Terme Sant'Agnese', invece, la Provincia prevede di ridurre la partecipazione del 5% del capitale sociale nel 2011 e di un'ulteriore 5% nel 2012.

 

Nel corso del dibattito, Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL ha criticato: "La Provincia si è mossa con poco coraggio, il mio giudizio è netto e tranciante sulle partecipazione a molte di queste società". PdL e Lega Nord hanno quindi presentato un emendamento, con cui si è chiesto di uscire da ulteriori società partecipate: Alimos, Centuria Rit, Cesena Fiera Spa, Fiera di Forlì Spa. Da parte sua ha aggiunto Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell'Udc: "Anche io credo che ci sia stato poco coraggio. Le partecipazioni possono essere strumenti utili per addivenire ad integrazioni sul territorio, per abbattere i campanili almeno nella provincia. Ma questo spesso non è successo: il tema delle fiere cade ad hoc,  qui il policentrismo è stato sconfitto". Sulla partecipazione in Terme Sant'Agnese, infine, Bartolomei ha presentato un ordine del giorno di indirizzo per impegnare la giunta a destinare al territorio di Bagno di Romagna le somme derivanti dalla cessione delle quote azionarie.

 

Da parte sua ha aggiunto Pier Giorgio Poeta, capogruppo di Rifondazione Comunista: "Ho perplessità sulla fusione delle due fiere perché non porterebbe a nulla, e non sarei per niente convinto sulla permanenza in Seaf se non fossimo a ridosso del bando pubblico. Inoltre, sono ancora meno convinto per l'uscita da Terme Sant'Agnese. Qui non riesco a comprendere la dismissione parziale della partecipazione della Provincia, dal momento che abbiamo investito molto per rilanciare quelle terme ed oggi che abbiamo una delle poche partecipazioni che dà un utile, si decide di dismetterla".

 

Quindi è intervenuto Piero Gallina, Pd: "Non riesco a capire il senso dell'uscita dalle fiere, non sono strategiche per il territorio? Dove ci sono delle fiere tutte le amministrazioni pubbliche ci sono. Alimos non è strategico? Questo è l'ex Osservatorio agro-alimentare che ha ottenuto consistenti contributi europei e che ha lanciato importanti idee commerciali. Centuria? Io la considero strategica per il territorio e una società che funziona". Sulle fiere ha preso la parola anche Gian Luca Zanoni, capogruppo della Lega Nord: "Abbiamo due fiere e ci domandiamo se abbiamo la possibilità di sostenere fattivamente questi due realtà, che restano piccole se si tolgono Fieravicola e Macfrut". Quindi Giovanna Perolari, capogruppo dell'Idv: "Condividiamo la scelta equilibrata della giunta di ridurre le partecipazioni. Speriamo in futuro una dismissione graduale di altre partecipazioni non necessarie per la Provincia. Sulle due fiere, poi, serve una valutazione ad ampio raggio, dato che le due strutture non viaggiano sullo stesso binario".

 

L'emendamento di PdL e Lega Nord non è passato, trovando solo i voti favorevoli di PdL e Lega Nord (che si è inoltre astenuta sull'uscita dalle due fiere) e l'astensione di Udc e Rif. Com. Non è passato neanche l'ordine del giorno di indirizzo di Bartolomei (votato a favore da Udc e da Roccalbegni del PdL, astenuto PdL, Lega Nord e Rif.Com.). La delibera invece è passata con i voti favorevoli di Pd e Idv, l'astensione di Rif. Com. e il voto contrario di PdL, Lega Nord e Udc. Il Consiglio, infine, ha votato all'unanimità il recesso dall'Istituto Alcide Cervi di Reggio Emilia.

 

Voto all'unanimità sull'ordine del giorno di Pier Giorgio Poeta (Rif. Com.) che chiede al Marocco il rispetto dei diritti umani nel territorio del Sahara Occidentale, dove si trovano le popolazioni Saharawi.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    E poi. noi stiamo ancora aspettando l'abolizione delle province, che quando e se si farà, dovrà essere festa nazionale per tutti noi che li manteniamo !!!

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Quante SAPRO ci saranno ancora dentro al pentolone della provincia??? L'elenco delle partecipate è lungo come il rosario!!! Quando ne usciranno sarà sempre troppo tardi, infatti quelle che sono nate per supportare l'iniziativa privata, si sono rivelate strumenti con cui la politica condiziona il privato e le sue iniziative, con l'aggravante che, il privato paga di tasca sua, e questi invece pagano coi sodi nostri. via, via , viaaaaa.

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