Forlì-Cesena, la Provincia: "Non stiamo bloccando il fotovoltaico"

Forlì-Cesena, la Provincia: "Non stiamo bloccando il fotovoltaico"

Forlì-Cesena, la Provincia: "Non stiamo bloccando il fotovoltaico"

FORLI' - Non ci sta a fare la figura di chi sta bloccando gli investimenti del fotovoltaico e sbotta: "Non abbiamo fatto altro che rimboccarci le maniche per dare una risposta a tutte le pratiche che stanno arrivando, per risolvere tutti i problemi. Qualcun altro (e attacca Compagnia delle Opere e Cna, ndr), invece, crea confusione su una materia su cui c'è già fin troppa confusione e non per colpa nostra, ma per colpa del ministero", è l'affondo del presidente della Provincia Massimo Bulbi.

Oggetto di una critica frontale delle due associazioni degli imprenditori, Bulbi ha convocato una conferenza stampa urgente per dare la sua versione, ma soprattutto per replicare che "la Provincia è stata l'unica ad aver agito per non far perdere l'opportunità dei benefici del fotovoltaico a molti imprenditori e ci siamo trovati additati come quelli che stanno bloccando tutto, noi e solo noi".

Il problema nasce da un cambio di normativa a pochi mesi di distanza dallo scadere degli incentivi per il fotovoltaico, che stanno spingendo molti imprenditori anche a indebitarsi per realizzare le strutture del fotovoltaico prima della fine dell'anno, quando scadranno le provvidenze. In base alla nuova normativa la Provincia ha preso le competenze per rilasciare i permessi per gli impianti "a terra" superiori ai 20 kw. E per far fronte all'emergenza in Provincia ci sono ad ora nove persone che a tempo pieno stanno smaltendo le pratiche. Si tratta di circa un centinaio di richieste, di cui il 30% arrivate dopo il 25 agosto. "Oer accorciare i tempi chiamiamo al telefono uno ad uno i tecnici e dando provvedimenti anche in 10-15 giorni", rileva il dirigente del settore Roberto Cimatti.

Spiegano dalla Provincia: "In data 28 settembre, dopo aver valutato e condiviso la portata della modifica normativa coi due Comuni capoluogo, la Provincia informava, sia la Regione, titolare delle competenze, sia i Comuni  che, dal 25 agosto, la competenza per il rilascio dell'autorizzazione unica per impianti fotovoltaici "a terra" aventi potenza superiore 20 KW, era in capo  all'amministrazione provinciale.

E ancora Bulbi: "In data 5 ottobre presso la sede regionale dell'UPI, tutte la Regione e tutte le Province hanno discusso della modifica alla norma; l'interpretazione di questa è risultata analoga e condivisa da tutti i presenti. Da parte dell'Assessore Garbuglia è stato sollecitato un provvedimento regionale per permettere ai Comuni di gestire le pratiche in corso ai sensi della vecchia normativa. Mentre l'8 ottobre la Provincia formulava un quesito al Ministero ed alla Regione, sollecitando un chiarimento interpretativo che consentisse di far ultimare la pratiche in corso dagli enti che le avevano ricevute. Lo stesso ad oggi non ha avuto risposta".

Perché le pratiche sono finite in Provincia? "I Comuni hanno inviato alla Provincia le pratiche avviate dopo del 25 agosto ed anche quelle avviate prima, quando gli stessi, sulla base di autonomi approfondimenti legislativi, hanno ritenuto legittimo ed opportuno il loro trasferimento. In ogni caso, per avviare il procedimento, è stato sempre richiesto ai proponenti di formulare apposita domanda all'ente provinciale".

"Nel frattempo si sono scatenate sul tema le più svariate interpretazioni, tutte, anche quelle che non avevano alcuna paternità, quindi assolutamente prive di ogni valore giuridico, sono state valutare e approfondite dai tecnici e legali dell'ente. In data 21 ottobre, attraverso un imprenditore, è arrivata una risposta ad un interrogazione parlamentare firmata dal sottosegretario Saglia, nella stessa si precisa che si ritiene che la competenza sia trasferita alle Province per i procedimenti avviati successivamente al 25 agosto 2010 e che "il Ministero intende formulare i necessari chiarimenti esplicativi in proposito".

Proprio sulla base di quel carteggio in Parlamento è arrivata la reprimenda a Bulbi. "Prima ci hanno inviato uno scritto anonimo, senza intestazione: la firma è certezza, come si fa a dare delle autorizzazioni sulla base di pareri informali? Questo sì renderebbe i provvedimenti deboli e impugnabili, senza dare certezza agli imprenditori che si indebitano per realizzare gli impianti", rimbalza le accuse Bulbi.

E poi aggiunge: "Per altro i contenuti della citata nota, trasmessa dalla Compagnia delle Opere, oltre a sconfessare le precedenti "autorevoli" ma anonime interpretazioni fornite dallo stesso imprenditore, sono assolutamente coerenti con l'informazione che la Provincia ha inviato ai Comuni in data 28 settembre". Come dire: avevamo ragione noi. Per altro, lascia intendere il presidente, gli stessi che hanno risposto all'interrogazione parlamentare sono gli stessi che non hanno risposto ai solleciti della Provincia.

E ancora: "Non è vero che siamo l'unica provincia in Italia ad aver intrapreso questa strada. Basta andare sui siti internet delle altre Province, per trovare analoghi provvedimenti, in quella di Bologna anche prima di noi". Ma il problema resta ora quello di dare risposte ai circa cento imprenditori che stanno facendo il conto dei giorni che separano dalla scadenza degli incentivi. "Il nostro obiettivo è dare una risposta a tutti in tempi rapidi e dare il tempo anche per concludere gli interventi: solo questo permette infatti di poter chiedere i benefici di legge", conclude il presidente Bulbi.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    Consiglio per Bulbi. "...o no! contro la compagnia delle opere non si può".

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