Forlì-Cesena, la Provincia si dedica alla cucina: ecco il ricettario romagnolo

Forlì-Cesena, la Provincia si dedica alla cucina: ecco il ricettario romagnolo

La Provincia di Forlì-Cesena ha appena completato la stampa di un interessante ricettario della cucina tradizionale romagnola, assai peculiare perché abbina alla ricetta il ricordo, anche lontano nel tempo, di chi l'ha tramandata, in una fusione compiuta di gastronomia e tradizione. Ne esce un lavoro che va oltre la sola indicazione su come preparare perfettamente il piatto desiderato, mentre rivive la vera e propria preparazione della nonna, con le variazioni in base agli ingredienti disponibili. Il libro sarà presentato domenica 19 dicembre alle 16, presso il palazzo Morattini (via Armelino 33) di Pievequinta, alla presenza dell'assessore all'Agricoltura Gian Luca Bagnara.

 

Il ricettario si intitola ‘Fam da magnè' ed è stato stampato in 4.000 copie dalla Provincia, che saranno distribuite ai partner dell'iniziativa e alle biblioteche. Fattorie didattiche, aziende agrituristiche, osterie e ristoranti si sono alternati per due anni all'interno della trasmissione "A treb" di Videoregione, in un angolo dedicato alla tradizioni gastronomiche locali. Le ricette che ognuno ha scelto liberamente di presentare sono tutte legate alla tradizione della famiglia, del luogo, ai ricordi dell'infanzia, ai prodotti locali e, comunque, legate dal filo conduttore "Romagna". Da parte sua il gruppo Videoregione ha appoggiato fin dall'inizio il progetto "I mangiari dimenticati", un format quasi unico nel panorama delle televisioni locali.

 

Nel volume, sono 67 le ricette proposte dalle 28 aziende coinvolte, fra queste 8 a produzione biologica, 13 fattorie didattiche, 15 agrituristiche, 13 aderenti alla Strada dei Vini e dei Sapori di Forlì-Cesena, 5 a Terre del Sangiovese e 8 fra osterie e ristoranti. È così che, fissati sulla carta in ricette, i profumi e i borbottii che uscivano dal tegame misterioso della nonna potranno rivivere nelle cucine, mentre i racconti, autentici e spontaneamente proposti, potranno risvegliare nella memoria tradizioni e ricordi assopiti. La trasmissione è sempre andata in onda in diretta da ottobre a maggio negli ultimi due anni (2008-2010).

 

Spiega l'assessore provinciale alle Politiche agro-alimentari Gianluca Bagnara: "La tradizione locale è la sintesi collettiva dei ricordi individuali. Grazie al fatto che i ricordi si ravvivano, il valore delle tradizioni continua ad essere il collante dell'identità locale. Una ricetta può essere ripetuta o copiata dovunque ma il ricordo di famiglia che l'accompagna la rende unica. Questo è anche sinonimo di sviluppo e competitività sui mercati. Infatti, il grande sforzo che il nostro sistema agroalimentare deve sostenere è proprio quello organizzativo, cioè di collegare una rete di piccole imprese ai grandi mercati attraverso l'integrazione della catena del valore. Solo in questo modo potremo far capire al consumatore che gli ingredienti di queste ricette non sono il prodotto di uno scaffale di supermercato, ma di un territorio fatto di tradizione, ambiente, di benessere e, soprattutto, di lavoro e competenza dei nostri imprenditori".

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