Forlì-Cesena, le banche creditrici approvano il piano di ristrutturazione di Sapro

Forlì-Cesena, le banche creditrici approvano il piano di ristrutturazione di Sapro

Forlì-Cesena, le banche creditrici approvano il piano di ristrutturazione di Sapro

FORLI' - C'è il via libera delle banche creditrici al piano di ristrutturazione di Sapro: a darne l'annuncio è stato il sindaco Roberto Balzani, questo pomeriggio relazionando sull'argomento davanti alla prima commissione consigliare. Ne rivendica il merito il sindaco: "Come soci pubblici abbiamo sottoscritto il 15 marzo un atto decisivo, una sorta di road map di quanto si doveva fare: noi finanziamo subito la società con 3,4 milioni e le banche ci mettono 5 milioni".

 

Prosegue Balzani: "Abbiamo poi dato la disponibilità alla creazione di una società di trasformazione urbana e a valutare l'ipotesi di alienare le aree residenziali ad un fondo immobiliare, con la possibilità in futuro di un ulteriore finanziamento garantito da fideiussioni nostre". Senza questo, spiega Balzani, "la società non si sarebbe salvata". Come contropartita le banche, esposte per 93,6 milioni di euro, hanno concesso la moratoria sui mutui fino alla fine del 2011 e l'abbassamento del tasso di interesse.

 

Questo, aggiunge il primo cittadino, "ha impedito un effetto a catena negativo che il fallimento avrebbe provocato sul territorio". Le banche esposte, infatti, sono in gran parte banche locali (27,4 milioni di Cariromagna, 24,1 milioni di Carisp Cesena, 12,8 milioni di Carisp Ravenna, 7,3 della Banca di Forlì e altre) e un tale default avrebbe comportato una revisione delle politiche del credito sul territorio. Ma l'ombra del fallimento non è ancora allontanata: il 18 maggio si terrà l'udienza decisiva davanti al tribunale fallimentare, in cui Sapro chiederà l'omologa del piano di ristrutturazione. Solo a quel punto, quindi, gli enti soci ci metteranno il loro contributo di 3,4 milioni.

 

Per il Comune di Forlì sarà un milione di euro, "tecnicamente un prestito di soci con implicita previsione di conversione in capitale sociale", spiega Balzani. Il sindaco giustifica questa scelta tecnica con la necessità di "non aggirare il patto di stabilità, cosa che potrebbe suscitare i rilievi della Corte dei Conti". Un altro milione arriverà dal Comune di Cesena, 500 mila euro a testa da parte di Camera di commercio e Provincia e 200 mila euro ciascuno dei comuni di Forlimpopoli e Bertinoro. Ma contrarietà all'operazione di rifinanziamento proviene dall'opposizione.

 

"Il sindaco si è impegnato in una spesa senza sentire il consiglio comunale, siamo chiamati a votare una decisione già presa e rischiosissima", attacca Fabrizio Ragni (Pdl). "Perché, invece, non aspettare che la magistratura faccia il suo corso? Sarà il curatore fallimentare a meglio tutelare gli interessi dei cittadini", rincara Alessandro Spada (Pdl). Posizione diversa, invece, di Francesco Aprigliano (Lega Nord), che non invoca il fallimento, ma chiede "una commissione di inchiesta del Consiglio comunale", rivolgendo la richiesta ai gruppi di maggioranza. Proposta però bocciata dal sindaco stesso: "A cosa serve una commissione d'inchiesta, se per il Pdl è preferibile un veloce fallimento? Si chiarisca prima le idee l'opposizione". Alla fine il sindaco ha aperto a "informative riservate ai capigruppo sull'evoluzione della vicenda".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Il PM aveva preso l'iniziativa corretta negli interessi della popolazione, iniziando d'ufficio la procedura per il fallimento di SAPRO. Banche e enti pubblici, a cui della popolazione non importa nulla se non per i soldi che da essa provengono, hanno fatto muro per continuare a farsi gli affari privati propri, in un rapporto incestuoso, con SAPRO. Da parte mia, un grazie lo stesso al procuratore Santangelo per averci provato.

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