Forlì-Cesena, le iniziative per il Giorno del Ricordo

Forlì-Cesena, le iniziative per il Giorno del Ricordo

Forlì-Cesena, le iniziative per il Giorno del Ricordo

FORLI'-CESENA - Giovedì 10 febbraio si celebra anche sul territorio della provincia di Forlì-Cesena il "Giorno del Ricordo" dedicato, con una legge del 2004, alla commemorazione delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. Gli obiettivi della "giornata", così come per il "Giorno delle memoria" dedicato alla Shoah, coincidono strettamente con gli scopi del "Coordinamento provinciale per i luoghi della memoria"

 

che la Provincia di Forlì-Cesena ha istituito anche con l'intento di non far cadere nell'oblio le esperienze dei singoli - anche le più dolorose - che danno vita, nel loro insieme, alla memoria collettiva, indispensabile soprattutto alle nuove generazioni per la costruzione della propria identità sociale.

 

 

Nel territorio i Comuni hanno segnalato le seguenti iniziative:

 

 

Cesena celebrerà la ricorrenza alle 10,30 di domani giovedì con una cerimonia: il sindaco Paolo Lucchi poserà una corona nel giardino dedicato alle "Vittime delle Foibe" di San Mauro in Valle, all'incrocio fra via Della Valle e via Certaldo. Alla cerimonia interverranno  Angelo Trovato, prefetto di Forlì-Cesena, e l'assessore provinciale Gianfranco Francia. Il Comune di Cesena, inoltre, ha patrocinato una serie di iniziative organizzate dall'associazione culturale "Il Dialogo", in collaborazione con il circolo culturale Ugo La Malfa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, che ha visto incontri e la proiezione del film "Porzus".

 

 

A Forlì alle 11,30 di giovedì 10 febbraio in via Martiri delle Foibe si terrà la deposizione di una corona d'alloro alla tabella stradale alla presenza del sindaco Roberto Balzani. Domenica 13 febbraio, in Sala Randi (palazzo municipale, ingresso da via delle Torri 17), alle 10 si tiene l'incontro "Memorie e confronto", con le testimonianze di due esuli istriani, Arpad Bressanello ed Edda Marchese. Segue un dibattito, conduce l'incontro l'assessore comunale Katia Zattoni. L'iniziativa è promossa dal Comune di Forlì, in collaborazione il ‘Comitato unitario per la difesa e lo sviluppo delle istituzioni democratiche'.

 

 

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A Meldola, l'assessorato alla Cultura del Comune e la biblioteca comunale "F. Torricelli" organizzano la manifestazione "Giorno del Ricordo", giovedì alle 20,45 nella sala del Punto di informazione turistica dell'Arena Hesperia, con la proiezione della versione ridotta del  documentario "Esodo - La memoria tradita", realizzato da "Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Centro studi padre Flaminio Rocchi", comitato di Bologna. Conduce la serata Nello Bacchi. L'ingresso è libero

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di luca.p
    luca.p

    x albatros... e questo per te è un giudizio storicamente equilibrato? a sém més bén

  • Avatar anonimo di Albatros
    Albatros

    Sulla questione delle foibe non è mai stata fatta veramente ricerca storica. Altrimenti, come prima cosa, non si parlerebbe di una "questione foibe", perché le persone che veramente sono morte per essere state gettate nelle foibe istriane o carsiche sono pochissime, rispetto non solo alle migliaia di morti (sempre per parlare del territorio della cosiddetta "Venezia Giulia", cioè le vecchie province di Trieste, Gorizia, l'Istria e Fiume) di quella enorme carneficina che fu la seconda guerra mondiale, ma degli stessi morti per mano partigiana. Voglio ricordare che la maggioranza di questi fatti si riferiscono a cose accadute in periodo di guerra: ad esempio i circa 400 "infoibati" che furono uccisi nell'Istria del dopo armistizio (settembre '43), non possono che essere inseriti in un contesto di guerra. Però è da rilevare che mentre tutti (storici e mass media, oltre a politicanti e propagandisti) si sconvolgono all'idea di questi 400 morti, non battono ciglio di fronte alla notizia storicamente dimostrata che il ripristinato "ordine nazifascista" in Istria nell'ottobre '43 causò migliaia di morti, deportati nei lager, paesi bruciati e rasi al suolo e violenze di ogni tipo. È come se ci fossero, secondo certa storiografia, istriani di serie A e istriani di serie B, cioè rispettivamente quelli di etnia italiana, la cui morte deve destare orrore e scandalo, mentre per gli altri, quelli di etnia croata o slovena, sembra essere stata una cosa "normale" che siano stati colpiti dalla repressione nazifascista. Claudia Cernigoi – giornalista e scrittrice NO PASARAN!!

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