Forlì-Cesena, mattanza di motociclisti: sette morti in meno di due mesi

Forlì-Cesena, mattanza di motociclisti: sette morti in meno di due mesi

Forlì-Cesena, mattanza di motociclisti: sette morti in meno di due mesi

FORLI' - Motociclisti, è una vera e propria mattanza. Il tragico incidente di ieri di Cusercoli in cui è rimasta uccisa una coppia di coniugi è solo l'ultimo in ordine cronologico degli incidenti che hanno funestato i centauri nella provincia di Forlì-Cesena dal 30 giugno ad oggi. Sette motociclisti morti in meno di due mesi: molti, se si pensa che i morti complessivi sulle strade in questo lasso di tempo sono stati 12. Colpa delle infrastrutture ma anche dei comportamenti di tutti gli utenti della strada.

 

"Alla data del 30 agosto - dice l'Asaps di Forlì - gli incidenti mortali in provincia sono stati 29 con 30 vittime così distribuite: 8 conducenti e trasportati su autovetture, 6 ciclisti, 5 pedoni e ben 11 motociclisti. I dati parlano chiaro e ci dicono esattamente dove sono i rischi. Non è una novità dopo i mortali del muraglione della primavera scorsa, ora il dramma tocca di nuovola Bidentina con 2 centauri che perdono la vita, in concomitanza con un altro mortale a Ravenna. La scia di sangue si è allungata e si avvicina pericolosamente alla solita media degli ultimi 5 anni di 54 morti l'anno nella provincia".

 

Quello dei motociclisti è ormai un carnaio con cifre assurde che ci fanno contare in alcuni fine settimana di primavera anche oltre 20 morti fra i dueruotisti. Siamo ad  oltre 300 morti ad oggi nei soli week-end. Il parco moto, è vero, è cresciuto molto. Da noi le moto sono un vero culto. Alla data del 31 dicembre 2008 il parco nazionale era di 5.859.094 moto su un parco totale di 47.936.938 veicoli. In pratica si tratta del 12,2% del parco veicoli complessivo. Si consideri che le moto percorrono il 3-4 % del chilometraggio totale della mobilità nel nostro Paese. Purtroppo però i motociclisti (e ciclomotoristi) rappresentano il 29% del totale delle vittime della strada (1.380 su 4.731)" prosegue la nota di Giordano Biserni, presidente degli Amici e Sostenitori della Polizia Stradale.

 

"Si pensi che in 10 anni dal 1998 al 2008  sulle strade italiane hanno perso la vita 14.293 motociclisti e ciclomotoristi, mentre 860.520 sono rimasti feriti. Alcune decine di migliaia in modo irreversibile con amputazioni e paraplegie. I risultati di una guerra. Non crediamo che le truppe americane abbiano contato altrettante vittime nei due conflitti  in Iraq e in Afganistan. Eppure tutto rimane praticamente fermo, quasi immobile. Circolano moto con potenze da brivido. Paragonabili a quelle di Valentino Rossi, guidate da ragazzi e  da signori più maturi che non hanno certo le capacità di un pilota da pista".

 

"Le strade  - dice Biserni - rimangono sempre le stesse, anzi peggiorano. Buche, avvallamenti, guard rail micidiali come affettatrici, vie di fuga occupate da cartelli stradali. Insomma un costante contributo a farsi molto male. Anche in un incidente come quello di Cusercoli dove sembra, dalle foto dei veicoli, che la velocità non fosse molto elevata, sono bastati i paletti dei guard rail per determinare la tragedia. Il solo peso di un corpo proiettato anche a 60 km/h è più che sufficiente per spegnere una vita contro una lama e un paletto di un guard rail, che se fosse protetto fino alla base potrebbe in alcuni casi salvare delle vite."

 

E i controlli? Rari. Sporadici. Spesso vanificati da targhe troppo inclinate, da atteggiamenti comprensivi di qualche Giudice di pace. Alla fine rimangono troppi lenzuoli bianchi stesi sulle strade. Il nuovo codice porterà risultati decisivi? Risposta: assolutamente no se non ci saranno seri e più frequenti controlli su strada. Qui dobbiamo tutti farci un lavaggio delle coscienze, ognuno assumendosi le proprie responsabilità. Siamo il paese d'Europa col maggior numero in assoluto di vittime fra i motociclisti. La Romagna contribuisce a questo dramma in modo pesante. Ci sarà un motivo. Non possiamo cavarcela con un applauso e con un coro di moto accelerate che salutano il feretro di un amico davanti a una chiesa durante il suo funerale. No non basta. E' ora di fare sul serio".

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