Forlì-Cesena, monito delle associazioni: "Territorio diviso e debole, lavoriamo insieme"

Forlì-Cesena, monito delle associazioni: "Territorio diviso e debole, lavoriamo insieme"

Forlì-Cesena, monito delle associazioni: "Territorio diviso e debole, lavoriamo insieme"

FORLI' - "La crisi e il taglio di risorse non possono indurci all'immobilismo, ma dobbiamo coglierle come spinta per il cambiamento". E' l'appello che le associazioni di categoria del territorio della provincia di Forlì-Cesena lanciano nei confronti delle istituzioni locali. Senza mezzi termini definiscono il territorio provinciale "oggi diviso e quindi debole". "L'occupazione è l'obiettivo primario di ogni Comunità, a cui va affianca la riorganizzazione e semplificazione del sistema pubblico".

 

Inoltre, affermano i rappresentanti delle imprese provinciali, "la sussidiarietà praticata e la privatizzazione di alcuni servizi, sono il percorso da seguire". Le associazioni di categoria "sono la realtà indispensabile per la caratterizzazione della identità del nostro territorio; oggi diviso e quindi debole".

 

"Per questo, non possiamo sottrarci alla responsabilità di garantire l'equilibrio e la crescita della nostra Comunità, affinché essa possa uscire dai problemi che la indeboliscono - aggiungono le imprese -. Né possiamo sottrarci dal definire un piano di sviluppo per contrastare una generica idea di area vasta, pensata esclusivamente per cercare di ridurre alcuni costi. Senza politiche finalizzate e senza una strategia condivisa, si rischia diconsegnarci al ruolo di semplici e passivi fornitori di ricchezza".

 

"È indispensabile che i Comuni della nostra provincia rendano omogenee le loro procedure amministrative e burocratiche - esortano le associazioni -; i sistemi di aggiudicazione degli appalti; i piani regolatori industriali e commerciali. È necessario fare massa critica dei fondi pubblici per investirli in opere infrastrutturali, ambientali e sanitarie che interessano l'intero territorio".

 

"Definiamo una nuova politica per impegnare le imprese in quelle attività che ancora, impropriamente - aggiungono le imprese -, sono esercitate dalla pubblica amministrazione. Creiamo regole di sviluppo che garantiscano alle Istituzioni il compito d'indirizzo e di controllo e alle imprese il compito di progettare, realizzare e gestire".

 

"Liberalizzare non significa trasformare un monopolio pubblico in uno privato - ammoniscono i rappresentanti del mondo economico locale -, ma aprire un "dialogo competitivo" grazie a una pluralità di soggetti; unica vera condizione per sviluppare l'innovazione e rispondere con la qualità alle esigenze economiche e sociali del nostro territorio. E ciò vale per i principali ambiti gestionali della nostra Comunità; dalla logistica, alla sanità, alle infrastrutture, alla cultura. La crisi e il taglio di risorse non possono indurci all'immobilismo, ma dobbiamo coglierle come spinta per il cambiamento". 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di extra
    extra

    Speriamo di continuare ad essere divisi....ma veramente però !

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