Forlì-Cesena. Nasce l'istituto superiore per ICT, un'alternativa all'università

Forlì-Cesena. Nasce l'istituto superiore per ICT, un'alternativa all'università

Forlì-Cesena. Nasce l'istituto superiore per ICT, un'alternativa all'università

FORLI' - Lo scorso mese di dicembre la Regione ha dato il via ufficiale alla costituzione degli Istituti tecnici superiori (ITS). E a poche settimane dalla delibera regionale, in provincia di Forlì-Cesena si è già provveduto a costituire la Fondazione che darà vita all' "Istituto tecnico superiore per le Tecnologie dell'informazione e della comunicazione", con sede legale a Cesena, presso l'Itis Blaise Pascal, e valenza regionale.

 

La caratteristica degli ITS è che realizzeranno i percorsi formativi mettendo assieme gli istituti di istruzione secondaria superiore appartenenti al sistema degli istituti tecnici e professionali, gli enti di formazione accreditati dalla Regione per l'alta formazione, le imprese, atenei e altri organismi appartenenti al mondo della ricerca scientifica, e gli enti locali, tutti assieme per un'economia ad alto valore aggiunto basata sulla conoscenza trasferita alle piccole e medie imprese. Quello di Forlì-Cesena sarà il primo ITS che sarà istituito nel territorio romagnolo.

 

Presidente della fondazione è l'assessore provinciale al Lavoro e alla formazione professionale Denis Merloni. Le materie che saranno approfondite dall'ITS di Forlì-Cesena sono relative all'ICT (Information e communication technology), con particolare riferimento al settore grafico. I soci fondatori della fondazione sono: l'Itis Pascal di Cesena, Aeca (Associazione emiliano-romagnola di centri autonomi di formazione professionale) di Bologna, la Provincia di Forlì-Cesena, l'impresa Chia Lab Srl di Bologna, l'impresa Compositori industrie grafiche Srl di Bologna, l'Associazione poligrafici modenesi di Modena, Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Faenza, Isre (Istituto superiore internazionale salesiano di ricerca educativa) di Mestre (Venezia).

 

Soggetti pubblici, aziende ed enti della formazione in partnership per fornire un'offerta formativa innovativa, che mira a garantire alle imprese figure tecniche con una preparazione di alto livello e ai giovani studenti del territorio opportunità di impiego concrete perché già collegate con il mondo del lavoro.

 

Introdotti nell'ordinamento nazionale nel 2008, gli Istituti tecnici superiori costituiscono un percorso alternativo e non concorrenziale all'università, a cui accedere con un diploma di istruzione secondaria superiore attinente. I percorsi durano quattro semestri per circa 1800-2000 ore e consentono di acquisire il diploma di Tecnico superiore, con l'indicazione specifica dell'area tecnologica di specializzazione. I tirocini devono costituire almeno il 30% del monte ore complessivo, i docenti potranno provenire anche dalle imprese purché con esperienza specifica quinquennale. Per la prima annualità sono a disposizione un milione e 700 mila euro di risorse statali per tutto il territorio regionale.

 

In provincia di Forlì-Cesena le prime lezioni prenderanno avvio con l'inizio del prossimo anno scolastico, nel settembre 2011. La programmazione delle attività didattiche, proprio per stare al passo con le evoluzioni del mercato del lavoro, è triennale. La fondazione, fin dalle finalità indicate nell'atto costitutivo, non si dovrà solo occupare dell'offerta formativa del nascente ITS, ma vede riconosciuti ulteriori spazi di intervento: in particolare dovrà garantire l'innovazione e il trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese, contribuire alla diffusione della cultura tecnico-scientifica, favorire l'orientamento dei giovani e fungere da raccordo con i fondi inter-professionali per la formazione degli occupati.

 

Con la costituzione dei primi ITS, la Regione dà attuazione al "Piano triennale regionale dell'offerta di formazione alta, specialistica e superiore 2008-2010", con cui aveva stabilito gli ambiti settoriali specifici oggetto della formazione superiore e aveva suddiviso gli indirizzi sulla base delle vocazioni delle diverse province. La collocazione delle fondazioni ha dunque sede provinciale, ma in una logica di sistema regionale, in cui ciascun ITS dovrà saper rispondere ai fabbisogni formativi di tutte le imprese che in un determinato settore di riferimento operano sul territorio regionale.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Il percorso di studio mi sembra interessante, ma al tempo stesso mi pare una emorragia di risorse. Mi spiego: per molti laureati oggi è ancora difficile trovare un lavoro, anche con lauree pesanti, come quella informatica, forse per colpa della concorrenza estera. E spesso i primi stipendi non sono eccelsi. Creare un profilo professionale inferiore rispetto a quello universitario mi sembra una concorrenza al ribasso. Secondo me, e lo dico da forlivese che pensa al bene di Cesena (!!!) avrebbe avuto più senso coinvolgere la locale facoltà di informatica, creare un piccolo consorzio per gestire solo l'aspetto finanziario, e caricare la didattica sul corpo docente che già c'è e che, mi dicono, è di prim'ordine. In questo modo: meno costi (si usano le stesse aule), meno personale (si fanno fare gli straordinari a Professori oppure si reclutano, da subito, i migliori neolaureati -questa seconda cosa è molto meglio!-), e si amplia l'offerta didattica con un percorso biennale / triennale / quello che è. Il diplomato, in più, potrà dire, che so, "Diplomato all'istituto tecnico XY e specializzato in informatica all'Università di Cesena" "Piuttosto che diplomato all'istittio tecnico di XY e "specializzato all'istituto tecnico superiore di Cesena". Lo so, è marketing (anzi marketting !) però c'è anche quello. Ad ogni modo, va bene anche così ...

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