Forlì-Cesena, numeri positivi per l'industria manifatturiera

Forlì-Cesena, numeri positivi per l'industria manifatturiera

Forlì-Cesena, numeri positivi per l'industria manifatturiera

Tiene l'industria manifatturiera nella provincia di Forlì-Cesena, in particolar modo grazie ai settori calzature, legno e alimentare. Continua anche nel secondo trimestre 2008, infatti, il buon andamento del comparto: tutti i settori analizzati presentano risultati positivi. Tuttavia i settori nella maggior parte dei casi presentano andamenti di poco al di sotto di quelli registrati a fine marzo. Aumentano produzione (+4,6%), fatturato (+7,2%) e occupazione (+1,6%).


In sintesi la crescita produttiva ha interessato in varia misura praticamente tutte le dimensioni aziendali ad eccezione delle imprese più piccole che presentano una contrazione produttiva, un incremento di fatturato e di ordinativi più contenuto ed una sostanziale stazionarietà occupazionale. Le imprese coinvolte dalla crescita tuttavia stanno diminuendo: infatti, circa il 49% ha dichiarato aumento della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, contro un 33% che ha indicato la diminuzione. L'occupazione è cresciuta anche in questo trimestre. Aspettative non buone per il terzo trimestre.


"Dopo il secondo trimestre - ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio Tiziano Alessandrini - la situazione economica provinciale appare ancora decisamente migliore di quella che viene registrata sul piano nazionale. Il nostro territorio, grazie alla sua operosità ed al buon livello di qualità della vita raggiunto, mantiene i suoi livelli produttivi e continua a sostenere i consumi. Va segnalata positivamente la ripresa delle esportazioni ma il 25,8% delle vendite all'estero sul fatturato complessivo resta una quota decisamente inferiore alla media regionale. E' anche per questo che la Camera dovrà cimentarsi sul tema dell'internazionalizzazione ponendolo tra le priorità delle sue azioni."

Alla rilevazione, di tipo congiuntale, hanno partecipato 188 unità locali che a fine trimestre occupavano 18.042 addetti. Con un grado di copertura di circa il 25% delle imprese e del 56% degli addetti, il campione può considerarsi largamente rappresentativo delle imprese con dimensione aziendale di 10 addetti e oltre; sono invece escluse dall'indagine le piccolissime imprese (da 1 a 9 addetti).

 


RISULTATI RISPETTO AL TRIMESTRE PRECEDENTE


Gli ultimi tre mesi hanno segnato un ulteriore miglioramento dei ritmi lavorativi: rispetto a quello precedente, il secondo trimestre ha infatti registrato una crescita sia del volume fisico della produzione (+4,6%) sia del fatturato (+7,2% a valori correnti). La domanda è risultata in crescita contenuta sia nella componente degli ordinativi dall'interno (+2,7%) che di quelli dall'estero (+1,5%). Nel corso di questo trimestre il numero degli addetti occupati ha registrato una crescita dell'1,6% rispetto al trimestre precedente.


Sul dato occupazione hanno influito positivamente i settori "alimentare", "metalmeccanico" e "calzature" mentre sono stati negativi i saldi per le "confezioni" e le "altre industrie".

 


RISULTATI RISPETTO ALLO STESSO TRIMESTRE DELLO SCORSO ANNO


Gli andamenti evidenziati dal complesso delle imprese intervistate rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno appaiono tutti positivi; la produzione è aumentata del 6,0% ed il fatturato, a valori correnti, del 6,5%; gli ordinativi raccolti sul mercato italiano (+2,8%) hanno segnato un incremento più contenuto rispetto a quello delle commissioni estere (+4,8%). Nell'arco degli ultimi 12 mesi il numero degli occupati ha registrato una crescita del 2,5%.

 


RISULTATI DELLA MEDIA DEGLI ULTIMI 12 MESI RISPETTO AI 12 MESI PRECEDENTI


Su base annuale (media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti), gli indicatori si attestano prevalentemente su livelli un po' più bassi rispetto a quelli segnalati tre mesi fa: all'aumento della produzione del 5,8% si accompagna quello del fatturato (a valori correnti) del 6,1%. Il tasso di crescita della domanda italiana (+4,3%) è inferiore a quello delle commesse estere (+5,9%); la percentuale media delle vendite effettuate al di fuori dell'Italia si è attestata al 25,8% del fatturato complessivo. Il risultato occupazionale è apparso in rialzo (+1,5%).


L'occupazione ha avuto ancora la sua componente positiva prevalentemente nel settore delle "calzature" e, in misura più contenuta, in quello dell' "alimentare" e della "chimica e materie plastiche"; è risultato di poco minore di zero il saldo occupazionale del "legno e mobili" e decisamente negativo quello delle "confezioni".


Dal punto di vista territoriale il settore industriale comprensorio cesenate, ancora trainato dagli elevati ritmi produttivi del calzaturiero e dell'alimentare, ha segnato una crescita produttiva del 5,9%, di poco superiore a quella del forlivese (+5,8%).


Analizzando i dati secondo la classe di addetti dell'impresa si evidenzia che tutte le classi considerate hanno registrato risultati produttivi positivi fra l'1 e il 10%; la più debole si è dimostrata la classe "da 10 a 19 addetti" che ha segnato i risultati più deludenti anche per fatturato, ordini interni ed occupazione.

 


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Le prospettive espresse dagli intervistati per il terzo trimestre del 2008 rispetto al secondo sono più pessimistiche rispetto a quelle raccolte un anno fa; le aspettative per i livelli produttivi e per il fatturato sono negative; positive, ma molto contenute, le attese per gli ordinativi sia interni che esteri mentre sono stazionarie per l'occupazione.

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