Forlì-Cesena: per le piccole imprese più difficile l’accesso al credito

Forlì-Cesena: per le piccole imprese più difficile l’accesso al credito

FORLI' - "Chiediamo agli istituti di credito del territorio di sostenere il tessuto produttivo, ora che la crisi fa sentire i suoi effetti sulle piccole imprese con un peggioramento, negli ultimi tre mesi, delle condizioni di accesso al credito".

 

E' quanto chiede il Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Forlì-Cesena.

 
"Una presa di posizione che fa seguito all'indagine condotta da Federimpresa sul rapporto tra istituti di credito locali e le imprese forlivesi e cesenati, che si è venuto a delineare con la crisi finanziaria globale, nella quale emergevano avvisaglie preoccupanti di una stretta creditizia"

 

"Il peggioramento delle condizioni dell'accesso al credito - dicono i Giovani Imprenditori romagnoli - è stato rilevato dall'Osservatorio sull'Imprenditoria Giovanile di Confartigianato sulla base dei risultati in anteprima di un sondaggio condotto a dicembre su un campione di giovani artigiani e titolari di piccole imprese.  Dall'indagine emerge che, nell'ultimo trimestre del 2008, il 26,2% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito, soprattutto per quanto riguarda lo spread e i costi bancari troppo elevati, l'incremento delle garanzie, le richieste di rientro del credito, i tempi lunghi delle procedure".


"La situazione della liquidità aziendale - continuano - viene definita dal 53,4% dei giovani ‘peggiorata' rispetto ai primi sei mesi del 2008. Scende al 24,6% la percentuale di giovani che indica peggiorato l'indebitamento dell'impresa rispetto al primo semestre 2008. L'atteggiamento nei confronti delle banche è molto cauto: nell'ultimo anno soltanto il 15% degli imprenditori ha aumentato la richiesta di prestiti o finanziamenti alle banche e, per i prossimi sei mesi, appena il 5,6% degli intervistati pensa di chiedere nuovi finanziamenti agli istituti di credito. Attualmente il 45,8% dei giovani alla guida delle piccole imprese ha linee di credito attive, che nel 35,4% dei casi consistono in mutui".

 
"I timori per la crisi e le restrizioni sul fronte creditizio non scoraggiano però i giovani ‘capitani' delle piccole imprese italiane. Nel corso dell'ultimo anno, infatti, il 30% ha effettuato investimenti nella propria azienda e soltanto il 12% degli intervistati prevede nei prossimi mesi di ridurre gli investimenti nello sviluppo dell'impresa. La determinazione delle nuove leve della piccola imprenditoria è testimoniata anche dal fatto che il 60% degli imprenditori ha utilizzato risorse proprie per avviare l'attività. Soltanto il 6% ha usufruito di finanziamenti pubblici"

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"Nel nostro territorio - commenta il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Federimpresa Francesco Macori - le piccole imprese non avvertono ancora una reale recessione, bensì mostrano un atteggiamento di attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia. La flessibilità e la capacità di adattarsi alle richieste del mercato hanno permesso alle nostre aziende di sopportare la crisi meglio delle imprese più strutturate. È, quindi, necessario sostenere i piccoli imprenditori con misure che favoriscano l'accesso al credito e contemporaneamente rimuovere costi e vincoli che ne soffocano le potenzialità".

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