Forlì-Cesena: per Sapro un piano di ristrutturazione da 60 milioni

Forlì-Cesena: per Sapro un piano di ristrutturazione da 60 milioni

Forlì-Cesena: per Sapro un piano di ristrutturazione da 60 milioni

FORLI' - Le parole d'ordine sono "cedere" e "vendere", ma non sarà facile per Sapro, con l'attuale andamento del mercato immobiliare, piazzare le proprie aree all'esterno della società, smaltendo così l'enorme indebitamento e un patrimonio immobiliare da troppo tempo invenduto. Come intende ristrutturarsi Sapro, bloccata in un debito in continua crescita stimato tra i 93 e i 100 milioni di euro? Ecco i contenuti del più recente accordo di ristrutturazione, aggiornato in aprile.

 

Sono settimane convulse per la società pubblica che si occupa dell'insediamento produttivo nella provincia di Forlì-Cesena: nei propositi, tutti gli accordi di salvataggio dovranno essere chiusi entro il 18 maggio, data della prossima udienza al tribunale fallimentare di Forlì, scongiurando così la procedura innescata dalla Procura della Repubblica, che rischierebbe di bloccare l'insediamento di nuove attività imprenditoriali in tutta la provincia.

 

Cambi di destinazione d'uso per dare più valore alle aree

Sapro ha un patrimonio di 29 aree, di cui solo 19 destinate al comparto produttivo: 7 sono quelle maggiormente gravate di debiti, i nodi da risolvere con priorità. Il documento è composto da tre azioni, e la prima, di tipo urbanistico, riguarda proprio gli enti soci. I Comuni, in particolare, dovranno "valutare eventuali opportunità sia per una diversa distribuzione delle destinazioni d'uso, sia per cogliere spazi di ulteriore valorizzazione oggi non previsti", recita il piano di ristrutturazione.

 

Insomma, bisognerà cambiare i piani regolatori per le aree che non si riescono a piazzare, in modo che "risulteranno più appetibili in un'ottica di alienazione o conferimento a soggetti terzi, facilitando a Sapro il confronto col mercato immobiliare". Sono tre le aree su cui Sapro propone di agire in questo senso: l'area di sviluppo ‘A 14', una grande area agricola lungo l'autostrada per il

valore di 8 milioni di euro tra i Comuni di Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Cesena, indicata come il futuro polmone industriale del territorio. "Si è consci che i tempi di sviluppo di quest'area siano

di medio periodo, però, dato l'oneroso debito gravante su di essa, risulta importante iniziare", mette le mani avanti il documento.

 

Ma la partita maggiore è nel cuore della città di Forlì: Sapro, infatti, chiede di realizzare minor volumetrie direzionali e più residenziale nell'area ‘Pru 1', la vasta zona dell'ex Foro Boario. Stesso discorso per l'adiacente ex area Consorzio agrario, che Sapro propone di trasformare da terziario ad una media superficie commerciale. Per le grandi area industriale ‘Mattei 2' di Forlì, Scalo merci (Villa Selva) e ‘San Giorgio' a Cesena, la società si raccomanda, invece, meno burocrazia e i tempi più brevi possibili per cambi dei piani operativi comunali (Poc) e per l'approvazione dei piani urbanistici attuativi (Pua) in modo tale da iniziare a mettere a reddito le aree.

 

Debiti spalmati su nuove società e fondi immobiliari

Il secondo fronte di intervento è la cessione nel biennio 2010-2011 di diverso suoli edificabili non strategici (residenziali e commerciali) ad un fondo immobiliare da costituire nel gennaio 2011. In questo modo il monte debiti su Sapro diminuirebbe di 22 milioni di euro, con un risparmio sugli interessi di un milione di euro. Nel fondo ci dovrebbero così finire le stesse aree ‘Pru 1' (del valore di 15,6 milioni), ex Consorzio agrario (7,8 milioni) ed ex-Irs, accanto alla piscina comunale di Bagno di Romagna (8,7 milioni). "Sapro acquisirebbe quote all'interno del fondo, eventualmente alienabili nel futuro a privati interessati", prosegue il piano di rientro.

 

La soluzione di una ‘Stu' (società di trasformazione urbana) è l'ipotesi prospettata per "disfarsi", invece, delle aree centro servizi di Villa Selva (7,2 milioni di valore), ‘Mattei 2' (12,5 milioni rivalutati dalla perizia sul patrimonio a 15,1 milioni), ‘Scalo merci' (10,9 milioni). Il Comune di Forlì e Forlimpopoli hanno già dato il via all'operazione con un accordo del 15 marzo. Il Comune di Cesena, infine, comprerà in prima persona un'area secondaria (‘Pru Cesena') con un valore di circa 500 mila euro. Questa seconda partita, nelle aspettative di Sapro, dovrebbe alleggerire il debito di altri 25 milioni, con una riduzione del debito finanziario di circa 1,3 milioni.

 

Prestiti di banche ed enti soci

La terza partita è quella finanziaria: Sapro è indebitata per 93,5 milioni di euro con nove banche, soprattutto con le Carisp del territorio. A loro toccherà il compito di pompare ulteriori 5 milioni

"per far ripartire l'operatività di Sapro", spiega il piano di rientro. Il credito sarà garantito con ulteriori ipoteche sui terreni ancora non ipotecati (il loro valore è di 19,6 milioni). Gli enti

soci, invece, ci metteranno altri 3,4 milioni di euro: saranno formalmente prestiti, per ovviare alle norme sul patto di stabilità, "eventualmente non restituibili", è la formula adottata dal primo ente

che ha approvato il prestito, la Provincia di Forlì-Cesena.

 

Con le banche l'accordo prevede anche la moratoria del debito: i rientri saranno posticipati al 2012. In un secondo tempo, infine servirà "un secondo finanziamento fino a 7-8 milioni di euro, garantito da fideiussioni dei soci". Infine vi è scommessa sulla ripresa del mercato, che il piano di Sapro quantifica in 28 milioni di euro di vendite di lotti edificabili. "Le vendite si configurano come

variabile fondamentale nel processo di ristrutturazione", conclude il piano di rientro.

 

Il piano, in definitiva, conta di diminuire il debito di circa 60 milioni di euro, con una riduzione del magazzino patrimoniale per 63 milioni di euro. Una cura dimagrante che, se andrà in porto, porterà Sapro al dimezzamento del suo volume di affari entro due anni, per ripartire per un nuovo corso.

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di engel
    engel

    vorrei fare un complimento enorme a SEFOSSI vedo che ai trovato una parte dei milioni di euro terre che non valevano niente . ma anche quelle che valgono non so come si possano pagare 1200,00 al mq quando un appartamento ne costa 1800,00 nuovo.

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    Bel piano.....si parte dalla fine e non se ne conosce il principio......spero che qualcuno spieghi ai cittadini contribuenti come mai sapro ha comperato quelle aree, per farne che cosa, e da chi le ha comperate...... immagino che gli acqusti siano stati dettati da strategie ed obiettivi ben precisi. cosa se ne faceva sapro di una area agricola vicino all'autostrada se non era destinata ad insediamenti industriali? sorge spontanea la domanda.....di di era? o meglio...a chi si è fatto fare un affare?

  • Avatar anonimo di engel
    engel

    non vedo pechè ogni fallimento lo si deve addebitare al presidente Silvio Berlusconi ( che un santo non è ) qui vi è il problema di milioni di euro svaniti nel nulla l'area denominata ex mangelli è tutto invenduto , la prossima mossa sara quella di farne case popolari poi io direi basta al sistema a catena , cioè se il comune da un lavoro di 1000 euro , perchè deve passare da 4/5/6 cooperative e diventa 2200,00 oppure ancora peggio usare i fondi della comunità europea per costruire delle casette che non possono essere vendute a quei prezzi ma nel frattempo milioni di euro sono andati a riempire le tasche dei maghi dell'alta finanza .

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    anch'io voglio il cambio di destinazione d'uso per i 200mq. agricoli.

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Tranquillo engel, vedrai che l'amministrazione cattocomunista che da oltre cinquant'anni guida la nostra ridente cittadina e che mai e poi mai ha avuto rapporti con la sopra citata società (o si?), si impegnerà a far rispettare la legalità e la democrazia, senza alcun inutile sperpero del denaro pubblico, al contarrio di berlusconi, l'unico e vero artefice del fallimento della sapro (ovviamente).

  • Avatar anonimo di engel
    engel

    provo vergogna , Sapro una società ove tutti anno mangiato milioni di euro . tutti i Grandi della Politica , delle banche e delle società fantasma e non , costruite società per mangiare soldi pubblici fino a 110 milioni di euro ma presto saranno 165 . un piano di ristrutturazione da 60 milioni di euro per aiutare Sapro , ma se non è oggi è tra 6 mesi il fallimento ci sarà . come mai una azienda che a un ammanco di oltre 110 milioni di euro vogliono salvarla , non è che si vuole far in modo che lo Spett. P.M Dottor Filippo Santangelo col falliemnto vada a vedere chi è diventato ricco . alle istituzioni , un po di vergogna ci vuole . politici , banche , cooperative , ecc come mai le piccole aziende le fate morire senza dare aiuto , come mai un piccolo imprenditore che a problemi per 100,000 mila euro può morire , fallire e perchè non essere condannato . è il vostro mondo costruito nel potere del denaro ma spero che la legge faccia il suo corso .

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