Forlì-Cesena, referendum sull'acqua pubblica: le firme sono 9mila in provincia

Forlì-Cesena, referendum sull'acqua pubblica: le firme sono 9mila in provincia

Forlì-Cesena, referendum sull'acqua pubblica: le firme sono 9mila in provincia

FORLI' - Sono state 9.108 le firme raccolte nella sola provincia di Forlì-Cesena dal comitato 'Acqua pubblica' per chiedere il referendum. Si prevedeva di raccoglierne 4.500, ma la raccolta, come in tutt'Italia, è andata sopra le attese: a livello nazionale, infatti le firme raccolte sono state 1.401.432, di cui 108298 in Emilia-Romagna. Il territorio di Forlì ha risposto con 5.007 firme. Palma al Comune di Meldola, con 1.691 firme

 

Spiegano i promotori della raccolta firme per il referendum: "Si può già parlare di una vittoria culturale dei quesiti referendari fra la cittadinanza. Sull'acqua si sta costruendo una nuova "narrazione sociale". Il segnale di questo cambiamento culturale si può misurare dal fatto che, chi 16/17 anni fa diceva privato è bello e proponeva nettamente questa scelta di campo, ora magari persegue lo stesso obbiettivo, ma nega di voler privatizzare, evita questo termine perché ha capito che è cambiata la cultura nella società e dice che sta liberalizzando l'acqua".

 

"Liberalizzazione e privatizzazione sono due parole molto diverse, ma in realtà quando qualcuno dice che sta liberalizzando l'acqua in verità la sta privatizzando. Il privato se interviene lo fa solo per avere una remunerazione economica e, non a caso, ha un guadagno garantito dalle nostre bollette con l'aumento delle tariffe. L'acqua ha un unico acquedotto, è un monopolio naturale".

 

Il Comitato forlivese è impegnato per far presentare ed approvare l'ordine del giorno nei consigli comunali "acqua bene comune" a tutti i comuni del Comprensorio, approvato dai comuni di Tredozio, Predappio e dalla Provincia Firkì-Cesena.

 

Il Comitato organizzerà banchetti informativi durante il mese di novembre e dicembre in P.zza Saffi, davanti ai diversi supermercati della città ed al mercato del lunedì e venerdì mattina.

Il 18 novembre alle 20.30 presso la Sala Brodolini - CGIL Via Pelacano, 7 Forlì - ci sarà una iniziativa pubblica con Marco Bersani del Forum Nazionale Movimenti per l'Acqua Pubblica.

Il 4 dicembre manifestazione regionale a Bologna. Da Forlì si organizzano pullman con partenza dalla Fiera ore 13.30.

 

Hanno aderito al Comitato: Arci, wwf, clandestino, anpi, associazioni medici per l'ambiente - isde forlì, pronatura, pax cristi, associazione per la sinistra, comitato val bidente, destinazione forli', federazione dei verdi di forlì, giovani democratici di forlì, federazione della sinistra di forlì, la sinistra di forlimpopoli, sinistra ecologia e liberta', popolo viola forlì-cesena, movimento sinistra popolare, partito marxista leninista. Il Comitato"Acqua Pubblica Forlì" è aperto ad accogliere qualsiasi associazione, organizzazione o gruppo politico e religioso e invita all'adesione quanti ancora non hanno preso una posizione.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    Certo che è fuori luogo affermare che "pubblico è Bello" contrapposto a "Privato è bello". Non è vero che"persino le infrastrutture realizzate a proprie spese da eventuali gestori privati vengono restituite gratuitamente...) vengono pagate nel capitale e con una aggiuta della renumerazione del 7% (non è poco di questi tempi) Le reti non sono demaniali. da noi sono comunali (tramite UNICA reti) ma da altre parti vi sono già reti private. Romaga Acque ad es. è una SPA.

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Se era fuori luogo chi, per partito preso, diceva "privato è bello", altrettanto lo è chi dice a priori che "pubblico è bello". L'acqua, così come le infrastrutture, sono di proprietà del demanio, quindi pubbliche; persino le infrastrutture realizzate a proprie spese da eventuali gestori privati vengono restituite gratuitamente agli enti pubblici quando scade la concessione. Sfido chiunque, codici alla mano, a smentire la proprietà demaniale dell'acqua e delle reti idriche, ovvero a negare che l'acqua sia pubblica, ora e in futuro. Il cosiddetto "decreto Ronchi" prevede semplicemente che il servizio di distribuzione idrica venga assegnato tramite gara, a cui possono partecipare aziende pubbliche e aziende private; se l'azienda pubblica mostrerà di essere migliore di quella privata, si aggiudicherà la gara. Se poi, come si dice, dovessero esservi condizioni peggiorative per gli utenti, immagino che la responsabilità sarebbe dell'ente pubblico che non ha inserito nel bando di gara l'obbligo di mantenere determinati standard, pena la revoca della concessione. E' colpa di referendum inutili come questo (che, cosa grave, è anche fuorviante al limite della mala fede) se l'unico strumento che il popolo ha in mano per intervenire direttamente in materie che lo riguardano viene giustamente snobbato da 15 anni (nelle consultazioni in cui è necessario il quorum, esso non è superato dal 1995).

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