Forlì-Cesena, Regione Romagna. L'Udc: "Decidano i romagnoli"

Forlì-Cesena, Regione Romagna. L'Udc: "Decidano i romagnoli"

Forlì-Cesena, Regione Romagna. L'Udc: "Decidano i romagnoli"

Sulla questione della Regione Romagna il dibattito si è riacceso negli ultimi tempi: nel corso della Conferenza programmatica dell'Unione di Centro (svoltasi lo scorso 7 novembre) il sen. Lorenzo Cappelli, presidente del MAR, aveva informato i dirigenti provinciali del Partito, su una comunicazione inviata a tutte le amministrazioni comunali dell'area Romagna, al fine di promuovere la discussione in merito alla questione ed aveva lamentato le scarse risposte ricevute.

 

A questo proposito la direzione provinciale UDC, unitamente al coordinatore PDL, UDC e Lega Nord Alessandro Rondoni (presente all'evento), si è impegnata a predisporre una mozione a sostegno della Regione Romagna in tutti i Comuni dove ha rappresentanti sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di favorire un dibattito con l'obiettivo di avviare la promozione di un referendum (come recita l'art. 132 della Costituzione), che dia la possibilità ai cittadini romagnoli di decidere democraticamente se essere una Regione autonoma o meno.

 

Nel frattempo, è di questi giorni, l'intervento del prof. Capano, preside della Facoltà di Scienze Politiche di Forlì, il quale afferma con decisione che "bisogna avere il coraggio di dire che la Regione Romagna non serve", auspicando invece un accorpamento delle tre province romagnole, come strumento per contare di più in Regione.

 

"La nostra posizione - afferma il segretario provinciale e consigliere comunale Andrea Pasini - è in forte contrasto con il prof. Capano: facciamo nostre, al contrario le motivazioni dell'impegno del M.A.R., che, dati alla mano, sostiene da tempo, che Emilia e Romagna non perseguono lo sviluppo con la medesima velocità, a causa di una politica regionale che privilegia l'asse che va da Bologna a Piacenza, a discapito dell'area romagnola. Questo avviene costantemente in ogni ambito, dallo sviluppo economico alle infrastrutture, dall'ambiente alla cultura, fino alla sanità ed all'Università: per questo sosterremo con forza, come promesso nel corso della nostra conferenza programmatica, l'idea della Regione Romagna, come punto qualificante del nostro programma, anche in vista della prossime elezioni regionali".

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Manù
    Manù

    Sapendo come funzionano le campagne elettorali e quelle referendarie, dove l'informazione data a chi deve esprimere il proprio voto è sempre un tantino "viziata", come facciamo noi cittadini "romagnoli" a sapere esattamente cosa significherebbe staccarsi dall'Emilia in termini economici, politici, sociali ecc? Chi ce lo spiega in termini chiari e diretti? Rischieremmo un voto" di pancia", che potrebbe non giovare alla Romagna

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    che l'Emilia privilegi i propri comuni è innegabile.Sarà per via della rappresentanza,o per tornaconto fatto sta che i conti non tornano.Un referendum sarebbe un'arma decisamente democratica ,dubito molto della volontà dei partiti .Poi concordo con la visione globale di Kelevra ,ma tale logica dovrebbe essere patrimonio generale e non di una sola parte.

  • Avatar anonimo di kelevra
    kelevra

    Concordo sullo strumento referendario...ma diciamo che il quesito rasenta la follia...a parte la pena che provo per quella trasmissione che ogni tanto si vede su videoregione o teleromagna proposta dal Mar,nella quale si evince il provincialismo estremo di certi soggetti,ritornado a logiche a dir poco 4-500esche...Forlì conta meno di Parma,Ferrara più di Ravenna,Rimini meno di Imola...Caterina Sforza è morta da 500anni...datevi una svegliata...siam qua a parlare di unione dei paesi Mediterranei per favorire benessere e commerci,con centinaia di milioni di abitanti e questi fessi da bar,tiran fuori una nuova entità da ben e dico ben 1mln di persone...cavolo...che lungimiranza...pateticiiiii

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Finalmente un gesto sensato e logico. Per fortuna nell'opposizione ci sono anche persone serie come Pasini, se ci si dovesse dar retta alle sparate di Nervegna e della Lega... Un referendum e' la scelta piu' logica e democratica: che siano i cittadini a decidere per loro stessi.

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