Forlì-Cesena, sanità. I sindacati invocano chiarezza sul futuro delle due Ausl

Forlì-Cesena, sanità. I sindacati invocano chiarezza sul futuro delle due Ausl

Forlì-Cesena, sanità. I sindacati invocano chiarezza sul futuro delle due Ausl

FORLI' - Più dialogo con il territorio e un appello a Regione ed enti locali: "esplicitino con maggiore chiarezza, quale futuro intendono prospettare per le due Aziende di Forlì e Cesena". E' questa la sintesi della posizione unitaria espressa da Cgil, Cisl e Uil di Forlì a proposito del futuro del sistema sanitario romagnolo. I tre sindacati confederali richiamano le istituzioni locali al rispetto degli accordi di Area Vasta, così come descritti nei nei protocolli d'intesa firmati con i Sindaci e con i Direttori Generali di Area Vasta il 24 luglio 2006 ed il 2 aprile 2007.

 

Cgil, Cisl e Uil, attraverso i segretari generali Enzo Santolini, Antonio Amoroso e Luigi Foschi, sostengono che il rispetto dei criteri condivisi "sia sato scarsamente utilizzato. E' quindi assolutamente necessario riprendere un confronto fra Istituzioni, Direzioni Generali e sindacati che, garantendo a tutti i cittadini dei territori equità di accesso, gamma completa dei servizi, risposte qualitativamente efficaci, prenda in considerazione anche il contributo di idee, di conoscenze di tutti gli operatori che vivono con la loro esperienza diretta le ripercussioni operative delle scelte organizzative, coinvolgendo a tal fine le Organizzazioni Sindacali di Categoria e le RSU".

 

 

I sindacati sono convinti che "mettere insieme i punti di vista di tutti coloro che sono titolati, consentirebbe alla politica di fare scelte più giuste per i cittadini e per gli operatori, realizzando nel contempo un vero controllo sociale sulle determinazioni che vengono assunte migliorando anche il clima aziendale".

 

I tre sindacati fanno notare anche che "le politiche locali devono affrontare le oggettive difficoltà collegate alle scelte effettuate dal Governo Centrale che, attraverso una politica di tagli e di depotenziamento delle risorse, siano esse economiche che umane, riduce drasticamente la capacità delle strutture pubbliche di "prendersi in carico" i livelli essenziali di assistenza da garantire alla cittadinanza, nel concetto di universalismo richiamato dalla nostra Costituzione".

 

Si richiamano nuovamente i protocolli già sottoscritti affinchè di fronte agli investimenti strutturali che dovessero essere necessari per accelerare sul fronte delle integrazioni, "questi vengano proporzionalmente ripartiti, in una logica di equità, fra tutte le aziende partecipanti; analogamente il costo di funzionamento e l'onere delle prestazioni riconducibile all'attività messa in comune, si ritiene debba essere ripartito secondo le stesse modalità, evitando problemi di equilibrio finanziario, riconducibili al progetto, all'Azienda dove il progetto insiste".

 

"E come non ricondurre la questione del precariato - domandano polemicamente le organizzazioni sindacali -, più volte sollevata dai giornali locali, alle disposizioni previste dalle manovre economiche del Governo e del ministro Brunetta, alle norme capestro che confondono la razionalizzazione, con il taglio dei servizi e con la riduzione del ruolo del Pubblico nell'assolvimento delle proprie funzioni?".

 

I sindacati riconoscono anche che la Regione "negli ultimi anni ha sottovalutato la richiesta più volte avanzata dalla Direzione dell'Azienda Sanitaria di Forlì di adeguamento delle dotazioni organiche, richiesta legata al trasferimento di tutto il Presidio nel nuovo Ospedale".

 

I sindacati invocano la riapertura di "una discussione, allo scopo di aprire un confronto chiaro, per un'interlocuzione vera e dove si abbia chiara la consapevolezza dell'importanza delle scelte che si è chiamati a fare per mantenere alti i Nostri livelli di qualità e di risposta alle esigenze delle persone".  

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    Non si puo' essere che d'accordo con la proposta che viene avanzata.Speriamo che qualcuno la ascolti.Qualche dubbio lo nutro.

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