Forlì-Cesena, sanità. Pasini (Udc): "Basta tagli sulle fasce deboli"

Forlì-Cesena, sanità. Pasini (Udc): "Basta tagli sulle fasce deboli"

FORLI' - "Sui possibili tagli alla sanità forlivese siamo di fronte a contraddizioni talmente eclatanti, tanto da sospettare che esista un piano malcostruito, messo in piedi più per distruggere che per costruire": è il grido d'allarme che lancia il segretario provinciale UDC Andrea Pasini a fronte di una situazione che "presenta ogni giorno punti interrogativi, sempre più inquietanti".

 

"Pensiamo, per esempio, ai 33 posti in convezione presso la RSA di Dovadola: - ribadisce Pasini - sembra che il Comitato di Distretto, composto dai referenti di tutti i Comuni, abbia deciso di eliminarli, perché mancano 500.000 euro per integrare il Fondo della non autosufficienza. Mi chiedo come sia possibile liquidare quei posti perché non ci sono le risorse: bisognerà, piuttosto verificare se servono o meno! Qualcuno, poi, ha affermato, come giustificativo ai tagli, che la percentuale di posti letto sul totale degli ultrasettantacinquenni, attualmente al 3,75%, è superiore alla media regionale ancorata al 3,1%: siamo di fronte ad affermazioni prive di senso, visto che il parametro regionale è del 4%. Il problema è ben altro. Non si può ragionare con tecnicismi freddi sulla pelle delle persone, specie quelle più deboli: dobbiamo chiederci se quei posti servono, se siamo di fronte a possibili sprechi o se, come è più probabile, così facendo abbassiamo il livello dell'assistenza".

 

Gli sprechi vanno invece ricercati dove sono: per esempio a Forlimpopoli dove il presidente della Conferenza socio-sanitaria si vanta del fatto che, fino a che ci sarà lui, la struttura non verrà toccata. "Non mi sembra - tuona Pasini - un'affermazione costruttiva e lungimirante, ma un malcelato campanilismo di paese, specialmente se ricordiamo che c'era l'impegno, non appena fosse stato avviato il Nucleo di Cure Primarie, di chiudere il Punto di Primo Intervento. A quanto mi risulta di questa chiusura non ce n'è traccia nel piano di rientro, per cui questa sovrapposizione è uno spreco bello e buono. Mi spiego: oggi se un forlimpopolese necessita di cure sanitarie "pesanti" è necessario che si rivolga ad un Pronto soccorso attrezzato (Forlì o Cesena), mentre se il suo bisogno è a livello di "codice bianco" può rivolgersi al Nucleo di Cure Primarie, per cui il Pronto Intervento è totalmente inutile".

 

Ci sono forti analogie anche per quanto concerne il nuovo reparto di Medicina (sempre a Forlimpopoli), che, nato da un progetto condiviso dalla Conferenza socio-sanitaria per l'assistenza e la cura agli ammalati non ancora stabilizzati del circondario, sembra invece stia diventando la Medicina "privata" a uso esclusivo dei cittadini forlimpopolesi: Insomma un altro spreco".

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    Mi permetto di rispondere piu' per la innata libertà che ho dentro di me che non per convenienza.Già su queste pagine,qualche tempo fa,approvai cio' che Pasini diceva sulla nostra Sanità.Anche oggi dice alcune cose vere ed altre non del tutto.Nei tre punti che definisce: - corretta la richiesta di verificare i bisogni ma è anche vero che bisogna valutare se ci sono risorse per andare incontro a determinati bisogni e se si possono dare altre risposte a quei bisogni.Mi spiego: puo' essere che si possa ovviare ai quei letti,che ospitano prevalentemente persone non della vallata,con altre idee che ,nella stessa vallata,alcuni stannosingolarmente mettendo in campo: ad esempio una Casa della Salute ,dico una e non 4,fatta cosi come deve essere fatta e che vada a soddisfare i bisogni di cure primarie dei cittadini che abitano da Castrocaro al Muraglione,per questo sarebbe una buona cosa che i sindaci della vallata si mettessero d'accordo per costruire qualcosa di comune. -Casa della Salute che va,e l'ho fatto,proposta anche a Forlimpopoli proprio in sostituzione del Punto di Primo intervento sul quale mi sono espresso anche in sede di discussione budget(e di cui quindi si è parlato ) e sull'utilità del quale mi trovo d'accordo con Pasini -Non mi risulta ,e lo dico da Direttore di Dipartimento di Medicina post acuzie e riabilitazione,che la Medicina di Forlimpopoli sia una "medicina privata" di qualcuno in quanto ospita residenti in tutto il territorio aziendale,ma ,mi permetto,che anche se fosse una medicina post acuzie rivolta prevalentemente ad una risposta ai bisogni della popolazione locale(Forlimpopoli,Bertinoro ,zona est di Forli e Meldola) cio' non sarebbe una stortura perchè andrebbe a rispondere al concetto di ospedale di contiguità e sarebbe una buona risposta alle esigenze sanitarie e sociali dei cittadini residenti e porrebbe le basi del concetto di medicina di comunità che anche gli Stati Uniti stanno cercando di applicare sperimentalmente in alcuni Stati.Ovvero una risposta sanitaria per pazienti non acuti o convalescenti o da riabilitare il piu' vicino possibile al luogo di residenza ,lasciando all'Ospedale Morgagni Pierantoni la prerogativa di gestire con appropriatezza le patologie maggiormente acute.

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