Forlì-Cesena: Sapro coi conti in equilibrio, ma resta il maxi-debito

Forlì-Cesena: Sapro coi conti in equilibrio, ma resta il maxi-debito

Forlì-Cesena: Sapro coi conti in equilibrio, ma resta il maxi-debito

FORLI' - Non è risolto il problema del maxi-debito di Sapro, la società pubblica per l'insediamento industriale, che chiuderà l'anno con un conto economico in equilibrio (ci sarà con un probabile segno passivo di poche decine di migliaia di euro), ma mantenendo intatto il suo indebitamento, che ammonta a circa 90 milioni di euro. Sarà il risultato di fine anno, che una società di consulenza cercherà di ribaltare nel 2010, con piano industriale che è allo studio.

 

Nel corso dell'ultimo consiglio comunale il sindaco Roberto Balzani aveva definito "gravi" le condizioni della società. Ad entrare nel dettaglio della "gravità" è Vittorio Croci, presidente della società, che dice: "Abbiamo venduto beni per 9 milioni di euro, siamo in attesa di alcune stipule che potranno ulteriormente cambiare la cifra, ma dipenderà se l'acquirente preferisce completare l'acquisto ora o nel prossimo anno". Se queste cessioni di aree edificabili industriali sono servite per tenere in equilibrio i conti societari correnti, tuttavia non vanno a toccare l'indebitamento.

 

Resta di fatto inalterata la situazione di inizio anno, con esposizioni con le banche per circa 90 milioni di euro e terreni edificabili industriali e non,per un valore di 105 milioni. Debito e patrimonio non "comunicano" per la difficoltà del mercato, ma anche perché Sapro ha in portafoglio terreni evidentemente poco appetibili nel territorio: "Vedremo come proporli fuori provincia", spiega Croci, riferendosi ad aree di Villa Selva e nella zona Foro Boario di Forlì (ex Consorzio agrario).

 

"Uno dei prossimi aspetti che dovremo affrontare è eventualmente scindere le due componenti della società", spiega il presidente di Sapro (detenuta al 33% dal Comune di Forlì, 33% Comune di Cesena, 16% Provincia e altre quote minori a Comuni minori e camera di commercio). Una soluzione sul tavolo, infatti, è quella di scorporare i beni meno vendibili in un'altra società che si occupi a tempo pieno di smerciarli, mentre Sapro tornerebbe alla sua funzione primaria di agevolazione dell'insediamento industriale.

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Gabrin
    Gabrin

    è sempre stata uno scandalo. Fin dall'inizio. Non è mai servita a niente se non a distribuire ai partiti e stipendi scandalosi agli amministratori

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Sapro fu creata un decennio fa per agevolare la messa sul mercato di aree produttive,calmierandone i prezzi ed evitando le speculazioni. In questi anni ha fatto l'esatto opposto, spesso comportandosi come la più spregiudicata delle società immobiliari. Il risultato sono un enorme debito a carico dei cittadini. Dati alla mano Sapro dovrebbe essere chiusa ed i dirigenti responsabili (rimossi poco più di un anno fa) resi partecipi in solido delle perdite.

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Però, con quella cifra quanti alberi di Natale si risparmierebbero! Un'intera foresta amazzonica!

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