Forlì-Cesena, Sapro. L'economista Ciapetti: "Si faccia un'agenzia per lo sviluppo"

Forlì-Cesena, Sapro. L'economista Ciapetti: "Si faccia un'agenzia per lo sviluppo"

Forlì-Cesena, Sapro. L'economista Ciapetti: "Si faccia un'agenzia per lo sviluppo"

FORLI' - Morta una Sapro se ne può fare un'altra, magari più sana, ma anche più moderna. E' la tesi dell'economista Lorenzo Ciapetti, direttore del centro di ricerche per lo sviluppo locale Antares di Forlì. Ciapetti, sentito da RomagnaOggi.it, guarda già al futuro e coglie le opportunità, sottolineando che, se anche è fallita Sapro, non vengono meno le necessità dello sviluppo economico del territorio, specialmente in questa fase così delicata per l'economia.

 

"In questo momento capisco sia le ragioni di chi teme gli effetti di questo fallimento, sia quelle di chi lo auspicava perché ci sia un passo ulteriore in avanti", spiega l'economista, che precisa di non voler entrare in merito di una vicenda che dalle pagine dell'economia inevitabilmente presto si trasferirà in quelle della cronaca giudiziaria. Cosa accadrà ora? Ci sarà quel disastro economico che in molti esperti del settore paventano? "In generale è una perdita secca di capitale e risorse, che non avvantaggia nessuno in un momento di crisi".

 

Continua Ciapetti: "Il fallimento impatterà sui soci, gli enti pubblici, attualmente già indeboliti. Sulle banche, invece, l'effetto sarà diverso per chi negli ultimi anni si è aperto al capitale esterno. L'effetto sull'economia locale, in generale, potrebbe essere pesante soprattutto perché in coincidenza con una congiuntura dove non c'è crescita economica". Previsioni più circostanziate, al momento, potrebbero essere un azzardo.

 

Ma il direttore di Antares guarda lontano e si domanda: di cosa ha bisogno il territorio per il futuro? "Sapro poteva essere un soggetto moderno quando è stata fondata, ma non ha saputo cogliere la grande trasformazione degli ultimi dieci anni. Non si è adattata alle velocità del cambiamento". E si domanda Ciapetti "Sapro poteva essere un'agenzia per lo sviluppo? Se così era, l'urbanizzazione delle aree industriali è solo una delle necessità, ma non certo quella che esaurisce l'intera mission, dove per esempio ci doveva essere il rapporto tra impresa e università, l'aprirsi a progetti europei. Sapro non ha avuto nel suo Dna l'apertura all'esterno".

 

E secondo l'economista è questo che serve oggi: un'agenzia che si prenda in carico lo sviluppo del territorio a tutto tondo. E' quello che, secondo l'analista, dovrebbe sorgere sulle ceneri di Sapro. "Il salto più grosso è trovare le competenze ad esempio per la progettazione europea, per la capacità di attirare investimenti - continua Ciapetti -, quello che intendo dire che dobbiamo disancorarci dal terreno". Per questi obiettivi ci sono risorse umane adeguate? "Siamo messi piuttosto male", rileva il direttore di Antares, che però cita le esperienze positive di "Cise, Centuria, Rinnova".

 

Che siamo queste le basi di una tale agenzia? E che dimensioni dovrebbe avere? "Anche in questo caso bisogna ragionare: deve rimanere limitata alla provincia di Forlì-Cesena, oppure ampliarsi ad un territorio più ampio, come per esempio la Romagna?", è la domanda che lascia aperta l'economista.

Commenti (9)

  • Avatar anonimo di AlexD
    AlexD

    DORIAN le risorse economiche si catturano anche (e soprattutto) a livello europeo per lo sviluppo locale. Quindi anche se non è un discorso di competenze dell'Euorpa, ma è (come dice lei) un discorso di soldi, è proprio con l'Europa che si fanno i conti per intercettare tali flussi. Forse è bene che anche lei si metta a studiare. Non è mai troppo tardi.

  • Avatar anonimo di AlexD
    AlexD

    La proposta fatta da Ciapetti è una proposta interessante che - per chi capisce qualcosa di sviluppo locale - ha fondamenti ben precisi. Lo sviluppo locale va sostenuto e coordinato. Non si tratta di investire nuove risorse, non si deve sperpreare nulla ma di far funzionare meglio quello che c'è con un buon spirito visionario e con tanta buona volontà. Ma leggendo qualche "commentucolo" sotto, credo che sia sempre più facile e comodo sparare sentenze.

  • Avatar anonimo di Francesco Cingolani
    Francesco Cingolani

    La proposta che viene formulata è estremamente interessante e coglie il cuore del problema Sapro. Il fallimento e le sue responsabilità vanno chiarite e punite, ma resta l'esigenza di fare qualcosa per lo sviluppo di forlì e dintorni. Sapro nasceva con un obiettivo giusto. Ciapetti ha una visione che va oltre i confini di Forlì, che è doverosa seppure ancora di minoranza in una terra dove domina il campanile e il guardarsi la punta delle scarpe.

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Quando ho letto questa proposta non credevo ai miei occhi. Ma allora non la finiranno mai? La politica ha già gli strumenti per coordinare lo sviluppo del territorio, e sono strumenti prettamente politici che, se usati senza clientelismi e favoritismi, sono e possono essere il volano di uno sviluppo armonico del territorio. Non c'è bisogno che questi quattro politicanti rimettano le loro manacce sui soldi. Questo signor Ciapetti conosce gli strumenti urbanistici attualmente vigenti? Ha mai letto il piano di coordinamento provinciale ? Il POC il RUE e compagnia bella? Prima di dire che la nostra classe politica anela allo sviluppo del territorio, ci dica come ciò può avvenire se a monte ci sono norme che ingessano ogni iniziativa. Se si anela allo sviluppo del territorio ci si deve dotare di strumenti semplici e snelli, non si devono mettere in atto forche caudine che scoraggiano e puniscono chi ha iniziative e per realizzarle non ritiene di dover sottostare ai potentati politici. SAPRO, l'ho già detto e lo ripeto, può essere una grande occasione, ma solo per renderci conto che la politica non può fare imprenditoria, e tantomeno con i soldi pubblici, può essere il punto di partenza, non per creare altre SAPRO, ma per rivedere tutte le consociate ancora in essere, che sopravvivono nel sottobosco della nostra politica e dei nostri Enti pubblici, con mille finalità e uno scopo solo, dare una sedia ad un dirigente e quattro segretarie. Signor Ciapetti, i cittadini sono ESASPERATI, perchè da una parte assistono a questo scempio di denaro pubblico, e dall'altra subiscono la mentalità Feudataria di questi amministratori che troppo spesso dimostrano di sentirsi i padroni del territorio.

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    E' un fenomeno questo economista, dottrinale..standardizzato. Nessun rilievo socio-economico inerente alla realtà in cui si opera. Riporta pedissequamente teorie avulse dal contesto, scopiazzate dai testi universitari. Il dramma è che esiste chi ci crede!!!

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    LiberaMente! Leggo dalla sezione Barbanera.it "Un modo semplice e chiaro per comprendere quanto ancora non avevamo compreso sul nostro carattere o su quello delle persone a noi più vicine, ... capire chi evitare e con chi invece avremo un'intesa perfetta." Che faccio, giro in CC ad ANTARES o al curatore fallimentare ? schietto! Guarda che non ci resta, davvero, che prenderla con ironia. La classe dirigente che ha espresso sapro è ancora lì, se ne fai un'altra ne fai un'altra uguale. Ne riparliamo fra 10 anni quando Di Maio, se sarà politicamente consolidato, avrà un partito che gli somiglia di più (auguri, davvero !). Chiaro che gli enti locali debbano (anche) pianificare lo sviluppo del territorio ma un conto è fare l'arbitro, un conto fare il giocatore. Io penso che il comune sia arbitro, forse lo studioso pensa che debba pure essere giocatore, tutto qui. Le linee generali espresse dall'articolo solo "dobbiamo fare cose giuste, evitare di fare cose sbagliate". Sono d'accordo, ma mi sembra Rutelli ... o l'uomo di hARdCORE, scegli tu.

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    Apprezzo che si faccia una proposta, non so valutarla nel dettaglio, ma avverto che è la strada giusta nelle sue linee generali: lo sviluppo va guidato e sorretto. E' pia illusione credere che tutto ciò non serva. I territori più avanzati hanno soggetti in grado di incentivare la crescita Se Sapro ha avuto una classe dirigente mediocre che l'ha portata al fallimento è anche perché probabilmente è nata da un background sociale fatto di scarse competenze (come ammettiamolo è quello di Forlì), fatto di gente che ritiene di risolverla tutta parlando il dialetto oppure buttandola sulla derisione dopo 10 secondi. Tutto simpatico, tutto di pancia. Io preferisco ragionare sulle cose. E come al solito dal ragionamento ne beneficieranno tutti, anche quelli che "so tutto io"

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Uei, a leggere della roba così poi ci credo ch ti viene da piangere. Dice "Sapro poteva essere un soggetto moderno ... ma non ha saputo cogliere la grande trasformazione degli ultimi dieci anni. Non si è adattata alle velocità del cambiamento". "Il salto più grosso è trovare le competenze ad esempio per la progettazione europea". No, puren, un n'è un adscors ad cumpetenzi d'l'evropa. L'è un scors ad baiocc, i mi, i tu, quei ad chi lez 'ste paroli: quei chi ' ia strasiné e quiei che adess un gne piò. T'e capi ? Ades ciapa so l'ANATRES e tot s'tal pug**i e torna a ca' a stugiè va là, ch'a fett men dan. [Mi scuso profondamente e umilmente con i cultori romagnolisti per l'ortografia quantomeno malferma del dialetto, che so parlare ma non so scrivere. Era solo un tentativo un po' rabberciato per rimarcare ed enfatizzare il mio disappunto. Perchè quando ho letto le righe ove suggeriva la costruzione di un'altra sapro .. la mano mi è corsa al revolver ...]

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Beh, la proposta mi sembra davvero seria e meritevole di considerazione, ma forse bisognerebbe anche conoscere, per amore del contraddittorio che tanto va di moda oggi, altri autorevoli punti di vista; tra i pochissimi all'altezza, mi permetto di suggerire la sezione "Astrologia" di Barbanera (www.barbanera.it).

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