Forlì-Cesena: settore suinicolo in crisi, la ricetta di Gianluca Bagnara

Forlì-Cesena: settore suinicolo in crisi, la ricetta di Gianluca Bagnara

CESENA - Il settore suinicolo della provincia di Forlì-Cesena sta vivendo una nuova fase di crisi. "E' una situazione ciclica che si ripete nel corso degli anni quella della crisi dei prezzi nel settore dei suini", spiega Gian Luca Bagnara, assessore provinciale alle Politiche Agroalimentari. "Nel 1999-2000 la situazione era ancora più pesante dal punto di vista dei prezzi finali (non della marginalità). Il 2007 ha presentato prezzi inferiori del 6,6% rispetto alla media degli ultimi 8 anni. Nel 2008 si è invece registrata una ripresa del 9%, la quale però non ha portato ad un miglioramento della situazione economica in quanto annullato dall'aumento dei costi di produzione".

 

Nel territorio di Forlì-Cesena sono allevati circa 140 mila capi suini con una produzione agricola di circa 17 mila tonnellate. Nel 2007 si è raggiunto un prezzo medio del vivo di circa 1140 Euro/tonn., per una produzione vendibile di circa 19 milioni di Euro.

Occorre poi tener presente che i nostri allevamenti sono prevalentemente inseriti nel disciplinare di produzione  del prosciutto di Parma e del prosciutto San Daniele: si tratta cioè di una zootecnia di nicchia di qualità.

Tuttavia lo scenario di riferimento presenta tinte abbastanza fosche che presuppongono un piano di ristrutturazione del debito stimabile dai circa 30 ai 40 milioni di Euro.

 

Nella relazione che alleghiamo, l'assessore Gian Luca Bagnara tenta di disegnare le possibili strategie attivabili a breve e medio termine, a livello locale e nazionale.

Tra le azioni a breve a livello locale, è necessaria la ristrutturazione del debito delle imprese, cioè da breve a lungo, che rappresenta un aspetto fondamentale nei momenti di crisi; la messa a punto della procedura per la fornitura della ristorazione collettiva locale (mense scolastiche, ospedali, ecc.) con prodotto DOP; riduzione dei costi  per la gestione delle autorizzazioni ambientali. Tra le azioni locali di medio periodo, Bagnara ricorda l'organizzazione di una filiera integrata di prodotti freschi e stagionali a certificazione DOP; lo sviluppo di una filiera di salumi tipici di qualità e l'organizzazione di una filiera energetica con i sottoprodotti dell'allevamento per ridurre i costi di gestione e migliorare la sostenibilità ambientale degli allevamenti.

 

A livello nazionale, secondo lo studio dell'assessorato alle politiche agroalimentari della Provincia di Forlì-Cesena, nel breve periodo si potrebbero prevedere agevolazioni nei contributi previdenziali, nelle rate creditizie e sull'IVA con trattenuta sul versamento; l'acquisto da parte di AGEA di prodotto certificato DOP per fornire le mense sociali italiane ed in aiuto agli indigenti nella Comunità.

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Sul medio periodo, si potrebbe agire sul versante assicurativo per coprire i danni dovuti ad epizoozie; l'integrazione della filiera corta con suini di 130 Kg per segmentare il circuito "DOP"; attivare una politica di maggior attenzione verso il prodotto importato, sia per aspetti produttivi ambientali sia sanitari, al fine di realizzare una migliore tutela del consumatore italiano; rivedere il "decreto salumi" per gli interventi non consentiti in ambito DOP, come il congelamento delle cosce preventivamente alla stagionatura, siringatura dei prosciutti cotti fino al raddoppio del peso originale solo su carne giovane; predisporre, infine, norme più rigorose per i consorzi di tutela DOP in materia di stagionatura e differenziazione dei relativi ambiti.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -