Forlì-Cesena, si apre la partita della presidenza della Camera di commercio

Forlì-Cesena, si apre la partita della presidenza della Camera di commercio

Tiziano Alessandrini-7

FORLI' - Con l'elezione di Tiziano Alessandrini in Assemblea legislativa nella fila del Pd si riapre, a distanza di un anno e otto mesi dalla sua elezione, la partita della presidenza della Camera di commercio di Forlì-Cesena. Le parti economiche, che molto faticosamente trovarono un accordo dopo mesi di trattative saranno chiamate a risolvere il "vuoto" di potere in tempi molto rapidi. Se lo augura Stefano Bernacci, segretario di Federimpresa Confartigianato Forlì-Cesena.

 

Dice Bernacci: "Mi auguro che questa volta faremo un ragionamento più semplificato e veloce, in questa fase economica la priorità è stare vicini all'impresa e la Camera di commercio svolge un ruolo delicato in questo, non possiamo permetterci di dividerci". Bernacci si appella alla "collegialità della decisione", mettendo ben in chiaro che "la Confartigianato non ha un suo candidato ed è palese che si parta dall'attuale vice-presidente".

 

Candidato dato largamente per scontato alla successione di Alessandrini è, infatti, Alberto Zambianchi, "storico" direttore della Confindustria di Forlì-Cesena, e attualmente presidente vicario. Dal punto di vista formale, il nuovo presidente sarà scelto tra i 26 componenti del consiglio della Camera di commercio, ma solo dopo le dimissioni di Alessandrini, che possono arrivare entro trenta giorni dal decreto di nomina in consiglio regionale, vale a dire circa due mesi e mezzo.

 

"Ma si può anche arrivare ad una soluzione in tempi più rapidi", spiega il segretario della Camera di commercio Antonio Nannini, chiaramente se ci sarà accordo in consiglio. "Serve un presidente e una giunta camerale in piena operatività", continua Nannini, che ricorda la scadenza, entro aprile, della convocazione del consiglio per l'approvazione del bilancio.

 

Zambianchi sarebbe favorito da un accordo, ma non siglato da tutte le associazione economiche, che stabiliva che Alessandrini, espresso dall'artigianato, al termine del suo mandato avrebbe dovuto cedere il passo agli industriali. Il quesito, ora, è se l'anticipazione di quell'accordo comporti il suo esaurimento o se gli industriali abbiano a richiedere poi una sorta di "bis".

 

Cambiano, inoltre, alcuni equilibri con la scelta di Zambianchi, uomo della grande impresa, al posto di Alessandrini, espressione della piccola impresa. E tra i "piccoli", sia artigiani che commercianti, si chiede attenzione ad un "riequilibrio". Nel consiglio, inoltre, dovrà arrivare un nuovo rappresentante nominato dalla Cna, al posto del seggio che lascerà libero Alessandrini.

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