Forlì-Cesena, sono 35mila gli stranieri residenti in provincia

Forlì-Cesena, sono 35mila gli stranieri residenti in provincia

Forlì-Cesena, sono 35mila gli stranieri residenti in provincia

FORLI' - Il fenomeno dell'immigrazione nella provincia di Forlì-Cesena è una realtà sempre più consistente.  I cittadini stranieri residenti nell'intero territorio provinciale al 1 gennaio 2009 hanno fatto registrare una presenza pari a  35.001 unità, raggiungendo una percentuale del 9% sulla complessiva popolazione residente. Si tratta di un fenomeno molto radicato e che viene reso noto dalla Provincia attraverso i dati rilevati dall'osservatorio universitario.

 

Di questo si discuterà mercoledì 11 novembre a partire dalle ore 9 in Provincia con il convegno dal titolo ""I dati e l'evoluzione del processo di integrazione" che coincide con la presentazione del report sulla presenza dei cittadini stranieri al 1° gennaio 2009, ancora una volta curato dall'Osservatorio Immigrazione e realizzato dai ricercatori della Facoltà di Scienze Politiche del Polo Scientifico Didattico di Forlì dell'Università di Bologna, coordinati dal professor Alessandro Martelli.

 

"Oggi non è possibile pensare alle politiche di Welfare senza gli immigrati, perché la loro è una presenza ormai "strutturale" sui nostri territori. Non c'è più nessun comune della provincia che non sia interessato dal forte intreccio tra etnie", afferma il vice presidente e assessore al Welfare e Sviluppo Economico della Provincia di Forlì-Cesena,Guglielmo Russo.

 

"Per governare questo grande processo sociale - prosegue Guglielmo Russo - abbiamo  cercato di strutturare percorsi il più possibile organici, multisettoriali, in stretta collaborazione con i referenti del Coordinamento Tecnico Provinciale Immigrazione. Partiamo innanzitutto dalla convinzione che l'innesto dell'immigrazione vada gestito conoscendolo nelle sue peculiarità territoriali: questo report, in continuità con il recente passato, risponde a questa primaria esigenza di capire quanto sta avvenendo e cosa potrà avvenire in futuro".

 

L'acquisizione e l'analisi dei dati (demografici, del lavoro, dell'accesso all'abitazione, della formazione professionale), è strumento indispensabile per la corretta interpretazione del fenomeno e impostazione di base fondamentale per programmare e attuare politiche mirate di accoglienza e di integrazione sociale.

 

Per realizzare, infatti, politiche efficaci nel campo dell'immigrazione è necessario avere un flusso informativo costante sulla evoluzione dei bisogni su cui si vuole e si deve intervenire.

Il crescente inserimento di lavoratori stranieri nel tessuto produttivo, l'aumento dei ricongiungimenti familiari e la corrispondente necessità di adeguare l'offerta dei servizi alle esigenze della nuova utenza straniera richiedono di fatto una continua osservazione, documentazione, monitoraggio del fenomeno migratorio locale in un'ottica di messa in rete dei diversi attori istituzionali e sociali presenti nel territorio. Rete che crediamo vada messa in sinergia anche con le altre strutture di osservazione esistenti a livello regionale, nazionale ed europeo.

 

Dunque, conoscere per capire, per meglio comprendere e   per meglio amministrare.

La conseguente gestione del fenomeno riteniamo debba sempre più strutturarsi intorno al fondamentale equilibrio tra sicurezza, accoglienza, rispetto pieno dei diritti e dei doveri, integrazione.

 

Due le questioni fondamentali che vogliamo sottolineare in merito.

In primo luogo il contrasto alle situazioni di irregolarità che deve rispondere sia alla difesa delle norme dello Stato, ma anche perché l'irregolarità è occasione di sfruttamento e abuso dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie. Infatti produce emarginazione, devianza e dunque più insicurezza per tutti. La vera sicurezza la si costruisce non aumentano le pene, le procedure e le carceri, ma garantendo agli immigrati una permanenza in condizioni di regolarità

 

"Dalla primaria esigenza di conoscenza della nostra lingua come delle nostre leggi e il loro pieno rispetto, alla sanità, ai servizi, alla scuola, al lavoro, alla formazione, ai diritti di cittadinanza: la coesione sociale la si costruisce su questi terreni, sperimentando e costruendo forme di convivenza fondate non solo sulla tolleranza, ma sulla partecipazione e il pieno coinvolgimento di tutti. Gli immigrati vengono tra noi per un futuro per loro migliore, vengono perché sono chiamati da noi, dalle nostre imprese come dalle nostre famiglie. Vengono per restare. L'inclusione resta la vera  grande sfida dell'oggi e del futuro" , conclude Guglielmo Russo.

Commenti (17)

  • Avatar anonimo di Pace
    Pace

    Vorrei solo far presente che il citato "aumento" delle percentuali di cittadini stranieri in Italia rispetto agli altri paesi europei dipende dal fatto che in italia è molto diffcilie e lungo ottenere la cittadinanza (10 anni teorici, 12-13 reali), mentre nella stragrande maggioranza degli altri paesi europei ci vogliono 5 anni. Per cui gli stranieri che vivono in Francia o in Svezia sono ormai francesei e svedesi; in Italia continuano ad essere stranieri. Altro dato: gli immigrati in Italia sono il 7,2% della popolazione (dati Caritas) e contribuiscono al Pil nazionale per il 9,7% (dati unioncamere). Per rimanere nel nostro "piccolo" tante fabbriche, Amadori in testa chiuderebbero senza i lavoratori immigrati; e le nostre buone pesche nettarine e le fragole non le andrebbe a raccogliere nessuno e marcirebbero sugli alberi. Non apriamo poi il doloroso capitolo degli affitti esosi in nero che è un cancro qui a Cesena, e che frutta migliaia di euro a proprietari senza scrupoli sulla pelle proprio dei tanto vituperati immigrati.

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    @ Sam Anche io continuo a rileggere le sue "stupidaggini" (l'articolo parla di stranieri, tra i quali ci sono anche extracomunitari, che non è una parolaccia o un'offesa, bensì un modo per definire persone che provengona da paesi non comunitari) e non vedo dati certi rispetto ai miei (ps. non frequento bar). Si legga questo allora: https://coordinamento.mininterno.it/pubblicazioni/emilia.htm Le assicuro che per mandarmi in tilt ci vuole ben altro che spocchiose affermazione populiste derivate appunto dalla cultura dell'odio. P.s. Essere elettore di centrodx non significa essere discepolo del suo leader, come votare il centro sx non significa essere discepolo di Bersani. Cambiate musica una volta per tutte, sempre che il Vs. deserto Ve lo permetta!

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    Sam

    @Gim leggo e rileggo il tuo intervento ma non ne capisco il senso. tu dici che "Nella provincia di Forlì-Cesena di extracomunitari non in regola e che delinquono ce ne sono tanti" per affermare che dico stupidaggini. allora per favore tira fuori qualche dato numerico più consistente (visto che si parla di 35.000 persone nell'articolo) perchè altrimenti la chiacchera da bar/resto del carlino/rete4/comizio della lega non è accettabile come critica. la frase "Se crede che il modello di legalità sia basato su individui, anziche dalla costituzione Le consiglio dismettere di leggere Chi o letture affini." è veramente incommentabile... in generale comunque, la cosa più triste è che gli elettori del centrodx (che nel resto d'europa sono in genere persone borghesi di idee liberali culturalmente preparate e di vedute più o meno ampie), al minimo scontro dialettico vanno in tilt e reagiscono con una serie di balbuzie e battute da oratorio... questo credo sia, inevitabilmente, il deserto cerebrale voluto da papi e dalla sua oleosa telecrazia...

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    @L'uomo qualunque la tua piccola e modesta esperienza è tanto falsa quanto inconsistente. inoltre a) a Forlì-Cesena non "circolano clandestini che delinquono più o meno continuamente". queste sono frasi gravi che vanno corredate da dati CERTI, altrimenti si sta zitti. b) bravo, tutti rispettano le leggi. che bello, praticamente all'estero è il paradiso della legalità e qua invece è tutto mafia-camorra-lavoro nero... certo c'è del vero ma mi sembra un giudizio un po' "qualunque" da "uomo qualunque" appunto. comunque se il primo cittadino (premier) ha diverse condanne e processi in corso evidentemente in italia, da lui in giù, non esiste una grande cultura della legalità... cosa possiamo insegnare ad un straniero? che modello gli proponiamo con il nostro sistema di valori? Papi pedofilo? Marrazzo coca&trans? Fabrizio Corona?? i condannati che siedono in parlamento? c) le risorse per il welfare favoriscono i cittadini, giusto. peccato che in europa gli immigrati ottengano la cittadinanza molto prima che in italia, anzi in italia non la ottengono proprio, quindi??? Beh Sam, quando si scrivono stupidaggini è normale attirare ironia e polemica... Di vero hai scritto solo che abbiamo un presidente del consiglio pluri indagato e condannato e un presidente di regione che si diverte con droga e transessuali, il resto sono stupidaggini appunto. 1) Nella provincia di Forlì-Cesena di extracomunitari non in regola e che delinquono ce ne sono tanti e che vengono giornalmente denunciati dai cittadini. 2) Se crede che il modello di legalità sia basato su individui, anziche dalla costituzione Le consiglio dismettere di leggere Chi o letture affini. 3) In Europa solo in Francia, Spagna, Inghilterra, Germania e Portogallo i tempi per ottenere la cittadinanza sono più brevi rispetto a quelli italiani. Ciò non toglie che si può migliorare, ma anche che Lei ha scritto una cosa non vera.

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    Sam

    @stefano quindi stranieri = criminali vero? forlivesi e cesenati attenti! 35.000 criminali sporchi e cattivi girano per le città! e vai così! bravo stefano!

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    @ Pierpa74 tutto qua? con queste "battute" non passi neanche il provino per il bagaglino... riprova dai!

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Oggi finalmente un gruppo di Romeni, dediti a furti ed accattonaggio e che da 5 anni bivacca in condizioni di massimo degrado sotto un ponte a Cesena, ha subito dal Prefetto il decreto di espulsione dall'Italia. Ci sono voluti 2 anni di pubbliche denunce per arrivare a questo risultato.

  • Avatar anonimo di benni
    benni

    In Italia l'immigrazione è stata subita e non è stata regolata per troppo tempo. Ora che simo in crisi e pieni di debiti è finito il Paese di bengodi ... chi pagherà le spese sociali e sanitarie agli extracomunitari (l'Italia è l'unico paese al mondo che garantisce assistenza sanitaria gratuita e completa a chiunque sia sul nostro territorio (e comunque credo che questa sia una conquista di civiltà ma che ha generato enormi spese aggiuntive maggiori dei vantaggi . es 1 lavoratore extracomunitario ha spesso 5-6 persone a carico: anziani e donne che non lavorano) .. senza parlare dei criteri di assegnazione delle case, di pensioni e provvidenze varie a scapito di tanti italiani poveri e sempre più in difficoltà che non riescono ad avere gli aiuti dei nostri enti locali e dello Stato perchè prima vengono extracomunitari ancora più poveri (che spesse volte si approfittano della nostra generosità ndr lo farebbe chiunque : vieni in italia ti danno la casa puoi tranquillamente non lavorare molto e se ti va bene mandi anche qualche soldino al tuo paese ??? E' evidente che la cosa non è più sostenibile.. cosa facciamo ? Valorizziamo i tanti extracomunitari onesti e lavoratori ma soprattutto educhiamo i giovani (italiani ed extracomunitari) ad avere a cuore lo sviluppo della nostra società, la nostra cultura ed il grado di benessere raggiunto grazie all'impegno dei nostri genitroi e nonni (anche loro emigranti) rispediamo al mittente i delinquenti e chi si ne approfitta della situazione, tuteliamo ed aiutiamo maggiormente gli italiani più poveri anche con maggiori controlli e criteri di accesso agli aiuti Poi le ricerche della provincia possono essere utili solo se mettono in moto un meccanismo virtuoso , altrimenti continuiamo pure le chiacchere .. e le prese di posizione ideologiche

  • Avatar anonimo di Pierpa74
    Pierpa74

    per Gim : l'essere che hai evocato si chiama "sam" : lui ha sempre la verità per tutti, lui è la luce,il farò,lui sa com'è il mondo,lui sa tutto e tutto dispensa. Peccato che noi rimaniamo nella nostra ignoranza...meno male che c'è lui ! Assomiglierà più a Nanni Moretti o a Franceschini ? Ah ! Ah ! Ah ! Avrà la 127 rossa ? ? ?

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    @Sam La mia esperienza in merito di paesi europei, come avevo premesso, è modesta ma che sia falsa ed inconsistente è una affermazione che trovo completamente priva di significato. Il fatto che a Forlì-Cesena (ed anche a Ravenna e Rimini) "circolano clandestini che delinquono più o meno continuamente" è certo ed è molto semplice da appurare, basta leggere la cronaca quotidiana del sito che ci ospita e la stampa locale e credo che ciascuno potrà, liberamente, farsi facilmente un'idea. Il concetto che qui si può dire solo quello che è corredato da dati certi, "altrimenti si sta zitti" lo trovo un poco autoritario, cosa che credo confligga con quella che dovrebbe essere la tua natura di persona democratica e libertaria, in fondo questo è uno spazio libero dove ciascuno dovrebbe poter esprimere il proprio pensiero, liberamente, giusto o sbagliato che esso sia. Circa il rispetto delle leggi e la cultura della legalità espressa dai cittadini e dai soggiornanti di ogni tipo credo sia evidentissimo quanto siamo indietro e quanto siamo diversi, in peggio, rispetto ad ogni altro paese europeo. Uno straniero (svizzero o senegalese che sia), per qualsiasi motivo si trovi in Italia, dovrebbe capire che ci sono leggi che devono essere rispettate e che egli ha diritti certi ma anche doveri che deve assolvere, pena il suo non accoglimento nel consesso civile di questo paese; il sistema di (dis)valori che citi tu e le problematiche, gravi, connesse riguardano aspetti morali che non credo siano valutati o valutabili appieno dagli immigrati. Circa il fatto che da noi gli immigrati non ottengano la cittadinanza direi che non è così, forse andrebbe corretto il modo con il quale si diventa cittadini, ci vorrebbero tempi più brevi ma anche prove di effettiva integrazione quali conoscenza della lingua italiana, conoscenza della costituzione, ecc. anche se capisco che queste stesse cose, in realtà, non le conoscono molti che cittadini italiani lo sono dalla nascita.

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    @L'uomo qualunque la tua piccola e modesta esperienza è tanto falsa quanto inconsistente. inoltre a) a Forlì-Cesena non "circolano clandestini che delinquono più o meno continuamente". queste sono frasi gravi che vanno corredate da dati CERTI, altrimenti si sta zitti. b) bravo, tutti rispettano le leggi. che bello, praticamente all'estero è il paradiso della legalità e qua invece è tutto mafia-camorra-lavoro nero... certo c'è del vero ma mi sembra un giudizio un po' "qualunque" da "uomo qualunque" appunto. comunque se il primo cittadino (premier) ha diverse condanne e processi in corso evidentemente in italia, da lui in giù, non esiste una grande cultura della legalità... cosa possiamo insegnare ad un straniero? che modello gli proponiamo con il nostro sistema di valori? Papi pedofilo? Marrazzo coca&trans? Fabrizio Corona?? i condannati che siedono in parlamento? c) le risorse per il welfare favoriscono i cittadini, giusto. peccato che in europa gli immigrati ottengano la cittadinanza molto prima che in italia, anzi in italia non la ottengono proprio, quindi???

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    @ maximilian Io in Germania ci ho vissuto diversi mesi per lavoro ed in Francia ho trascorso molto tempo sia per motivi di studio che di vacanza, quindi per la mia piccola e modesta esperienza posso dire quanto segue: a) in piccole città paragonabili a Forlì o Cesena, salvo casi eccezionali, non esiste che circolino clandestini che delinquono più o meno continuamente e non avviene che gli stranieri siano il 10% della popolazione, o più, come avviene da noi. b) tutti, stranieri per primi, lavorano e rispettano leggi, usanze e costumi dei luoghi in cui si trovano a vivere, senza ricevere sussidi di sorta, case popolari, assistenza sanitaria gratuita, ecc. chi non lavora e delinque soggiorna in galera o viene rispedito, definitivamente a casa sua e se rientra finisce immancabilmente in carcere. c) le risorse disponibili per il welfare, in quei paesi, sono distribuite con il criterio di favorire prima i propri cittadini e poi, se resta qualcosa, gli stranieri...... l'esatto contrario di quanto avviene da noi.

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Grazie Maximilian del consiglio...provaci tu a trasferirti e lavorare negli Stati Uniti o in Inghilterra o in Germania, poi mi dirai!;-) P.s. Consiglio: Portati dietro la paidina e riga dritto altrimenti sono c....volatili per diabetici.

  • Avatar anonimo di maximilian
    maximilian

    consiglio ai signori cosi istruiti nelle loro considerazionii di fare magari vacanze nei posti di cui parlano nei loro commenti (e non solo quelli) e vedere che l italia è il paese dove gli stranieri son decisamente meno degli altri..vedi inghilterra , francia , germania....consiglio anche stati uniti, australia o altro...è bello vi divertirete anche senza piadina...sù un pò di buona volonta:)

  • Avatar anonimo di isem
    isem

    Il razzismo non centra....Il problema è che ci sono extracomunitari e italiani che non lavorano e in più hanno la casa gratis dal comune.....Non credo sia giusto!!!

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Preparati uomo qualunque, ora arriverà qualche cattocomunista a dirti che sei brutto, cattivo e razzista! P.s. Condivido in pieno ciò che hai scritto.

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    Ed il buon Russo (nomen omen) crede di poter "governare questo grande processo sociale" con l'analisi di quattro dati raccolti da qualche povero cristo costretto al mestiere di ricercatore sottopagato? Lor signori credono davvero che la futura convivenza sarà fondata sulla tolleranza e l'inclusione? Per ora il termine che con maggiore efficacia si può associare all'immigrazione smodata ed assolutamente non utile dal punto di vista economico e sociale, avvenuta nelle nostre terre, è uno solo e cioè illegalità. L'immigrazione deve essere utile non già al "migrante", come oggi viene amorevolmente definito dai media ogni clandestino, ma al paese che deve farsi carico di ospitarlo. Altrimenti non riesco a comprendere per quale motivo tanti utilissimi stranieri, risorsa imperdibile a quanto si sente dire dai soloni della nostra sinistra, non ci vengano letteralmente strappati di mano dalle nazioni più evolute quali Francia e Germania, ovviamente ben più bisognose di noi di cotanta ricchezza. Non comprendo come mai così tanti "migranti" scelgono di restare nel nostro paese e nelle nostre città, invece di migrare in zone ben più ricche dell'Europa, dove il welfare state funziona certamente megliio ed è più generoso. O forse l'arcano mistero è spiegabile con il fatto che qui da noi, soprattutto nelle zone governate dai "liberal chic della piadina e della tagliatella", queste genti possono fare quel che vogliono e godono di tanti aiuti e sostegni, altrimenti negati loro altrove.

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