Forlì-Cesena, sostanziale stabilità nella crescita delle imprese

Forlì-Cesena, sostanziale stabilità nella crescita delle imprese

Forlì-Cesena, sostanziale stabilità nella crescita delle imprese

Battuta d'arresto nella crescita delle imprese della provincia di Forlì-Cesena nei primi tre mesi del 2010: infatti nel periodo considerato si sono iscritte complessivamente 863 imprese a fronte di 1.116 cessazioni, determinando un saldo negativo pari a -253 unità. Il valore del saldo però, è migliorato rispetto al primo trimestre 2009 quando era pari a -330. Per quanto riguarda i settori, stabile il commercio, mentre sono in calo il manifatturiero, le costruzioni e i trasporti.


I tassi di crescita relativi al trimestre, calcolati sulle imprese registrate al netto delle cancellazioni d'ufficio, comprendendo l'agricoltura, sono negativi per tutti i livelli territoriali: -0,56% per la provincia, -0,51% per l'Emilia-Romagna (per poter operare il confronto, i dati del primo trimestre 2009 relativi all'Emilia-Romagna, sono stati ricalcolati includendo anche i sette Comuni passati nel primo trimestre 2010 dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini), e -0,27% per l'Italia.


Questo è quanto emerge dall'elaborazione, riferita al primo trimestre 2010, effettuata da Movimprese, la banca dati di Infocamere, che fornisce alle Camere di Commercio numeri e statistiche relative alle movimentazioni delle aziende a cadenza trimestrale.


I dati indicano che nella provincia di Forlì-Cesena le imprese registrate al 31/3/2010 sono complessivamente 44.546, delle quali 40.419 attive. Le imprese attive hanno fatto rilevare una flessione, rispetto ad analogo periodo 2009, pari al-0,7%; in regione la flessione è stata del -0,8%, a livello nazionale pari a -0,5%


Considerando i settori più significativi per numerosità delle imprese attive, si nota una sostanziale stabilità del commercio (+0,2%) che costituisce il 27,1% delle imprese attive al netto dell'agricoltura. In calo le costruzioni (-1,2%) - che rappresentano il 20,9% -, il settore manifatturiero (-2,9%, incidenza del 12,7%) e i "trasporti e magazzinaggio" (-4,1%, incidenza del 5,2%). La crescita si registra nei settori "Alloggio e ristorazione" (+1,7%, incidenza dell'8,2%) e "attività immobiliari" (+1,6%, incidenza del 7,7%).


Nell'area dei servizi si possono individuare due raggruppamenti principali, secondo la nuova classificazione Istat ATECO 2007 che, rispetto alla precedente, individua nuovi settori dando maggior rilievo ai servizi avanzati alle imprese, ai servizi alla persona e alle varie attività professionali e creative. Il primo gruppo, quello delle "attività professionali, scientifiche e tecniche" (attività legali, di contabilità e di progettazione), rispetto al primo trimestre 2009, registra un aumento del 2,9% (incidenza del 3,6%). Il secondo, definito "Altre attività di servizi" (comprendente specialmente servizi alla persona, quali lavanderie e parrucchieri), evidenzia una crescita dello 0,7% (incidenza del 5,3%).


Prosegue il calo delle imprese del settore agricolo con un tasso del -2,5% rispetto al primo trimestre 2009; anche in regione il calo è stato pari al -2,5%, a livello nazionale -2,6%.
Riguardo alla forma giuridica, esclusa l'agricoltura, si nota il costante aumento delle società di capitali (+3,9%) che rappresentano il 17% delle imprese non agricole. La crescita è superiore a quella rilevata nelle imprese della regione (+2%) e anche a quella relativa al territorio nazionale (+2,8%); rimane inferiore tuttavia l'incidenza di questa forma giuridica a livello provinciale rispetto a quella registrata in ambito regionale (20,9%) e nazionale (20,5%). Sono diminuite dell'1,1% le ditte individuali, che rappresentano il 55,4% delle imprese non agricole della provincia, a fronte di un valore pari al 54,4% per l'Emilia-Romagna e al 57,5% per l'Italia. Le società di persone, pari al 25% del totale, sono diminuite dell'1%.

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