Forlì-Cesena, stabile il numero di imprese attive nel terzo trimestre 2010

Forlì-Cesena, stabile il numero di imprese attive nel terzo trimestre 2010

Forlì-Cesena, stabile il numero di imprese attive nel terzo trimestre 2010

FORLI'-CESENA - Le dinamiche anagrafiche delle imprese, relative al terzo trimestre 2010, evidenziano che la consistenza delle imprese attive, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si è mantenuta stabile, nonostante il ridimensionamento in atto in settori importanti come il manifatturiero, i trasporti e l'agricoltura. I dati indicano che nella provincia di Forlì-Cesena le imprese registrate al 30/9/2010 sono complessivamente 44.920, delle quali 40.656 attive.

 

Nel corso del trimestre si sono iscritte in provincia di Forlì-Cesena 543 imprese e ne sono cessate 469, con una differenza di + 74 unità. Le informazioni sono fornite da Movimprese, la banca dati di Infocamere, che fornisce alle Camere di Commercio statistiche relative alle movimentazioni delle aziende. Rispetto al terzo trimestre 2009, il saldo è migliorato, infatti nel terzo trimestre dell'anno precedente il saldo rilevato era stato pari a +41.


I tassi di crescita provinciale, relativi al trimestre, calcolati sulle imprese registrate al netto delle cancellazioni d'ufficio, comprendendo l'agricoltura, sono positivi per tutti i livelli territoriali: +0,26% per la provincia, leggermente inferiore sia a quello regionale, che presenta un +0,34%, che a quello nazionale (+0,49%); questo dato rileva un atteggiamento di cautela del tessuto imprenditoriale, peraltro in linea con le altre province della regione, ad eccezione di Rimini che presenta un tasso di crescita superiore sia alla media regionale che nazionale :+0,61%%. Nella graduatoria decrescente nazionale dei tassi di crescita la nostra provincia si è posizionata al 92° posto.


Le imprese attive hanno fatto rilevare una flessione, rispetto ad analogo periodo 2009, pari al-0,3%; in regione la flessione è stata del -0,4%, a livello nazionale pari a -0,1%. Le variazioni al netto del settore agricolo mostrano però una situazione di stabilità per la nostra provincia (+0,1%), situazione quasi analoga anche a livello regionale (-0,1%), in leggera crescita il dato nazionale(+0,3%). 


Considerando i settori più significativi, al netto dell'agricoltura, per numerosità delle imprese attive, si nota una certa stabilità del "commercio" (+0,2%), che costituisce il 27,1% delle imprese attive. In leggerissimo calo le "costruzioni" (-0,2%) - che rappresentano il 21% - e, con il calo maggiore fra i settori più significativi, il settore manifatturiero (-2,5%, incidenza del 12,5%)


Seguono per incidenza i settori "alloggio e ristorazione" (crescita +1,1%, incidenza dell'8,2% sul totale), le "attività immobiliari" (+1,1%, incidenza del 7,8%), "trasporti e magazzinaggio" (-4%, incidenza del 5,1%).


Nell'area dei servizi si possono individuare due raggruppamenti principali, secondo la classificazione Istat ATECO 2007 che, rispetto alla precedente versione 2002, individua nuovi settori dando maggior rilievo ai servizi avanzati alle imprese, ai servizi alla persona e alle varie attività professionali e creative. Il primo gruppo, quello delle "attività professionali, scientifiche e tecniche" (comprendente attività legali, di contabilità e di progettazione), rispetto al terzo trimestre 2009, registra un aumento del 5,3% (incidenza del 3,7%). Il secondo, definito "Altre attività di servizi" (comprendente specialmente servizi alla persona, quali lavanderie e parrucchieri), evidenzia una crescita dell'1,2% (incidenza del 5,4%).


Prosegue il calo delle imprese del settore agricolo con un tasso del -2% rispetto al terzo trimestre 2009, calo che in regione è stato pari al -2,3% e a livello nazionale a -2,2%.


Riguardo alla forma giuridica, esclusa l'agricoltura, si nota il costante aumento delle società di capitali (+4,3%) che rappresentano il 17,3% delle imprese non agricole. La crescita è superiore a quella rilevata nelle imprese della regione (+2%) e anche a quella relativa al territorio nazionale (+2,8%); rimane inferiore, tuttavia, l'incidenza di questa forma giuridica a livello provinciale rispetto a quella registrata in ambito regionale (21,1%) e nazionale (20,7%). Sono diminuite dell'1,1% le ditte individuali, che rappresentano il 55,1% delle imprese non agricole della provincia, a fronte di un valore pari al 54,4% per l'Emilia-Romagna e al 57,4% per l'Italia. Le società di persone, pari al 25,1% del totale (22,2% in regione, 19,4% in Italia), sono diminuite dello 0,2%.


"La situazione che emerge dalla lettura dei dati, nel complesso - dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Dott. Alberto Zambianchi - è ancora difficile, anche se qualche segnale positivo si intravede. La crisi non è certamente superata, ma il nostro tessuto produttivo sta reagendo, pur con prudenza. E' compito delle istituzioni, in momenti di così fragili equilibri,supportare il sistema imprenditoriale con azioni che, oltre a concorrere alla semplificazione amministrativa e allo snellimento delle procedure, favoriscano l'accesso al credito, sostengano e qualifichino l'occupazione, nonché incrementino i processi innovativi e di internazionalizzazione"

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -