Forlì-Cesena, Stati generali sulla montagna: se ne parla con l'ex ministro De Castro

Forlì-Cesena, Stati generali sulla montagna: se ne parla con l'ex ministro De Castro

Forlì-Cesena, Stati generali sulla montagna: se ne parla con l'ex ministro De Castro

FORLI' - Venerdì si tiene in Provincia la Conferenza per la Montagna, che rientra in un percorso di lavoro, già avviato dalla Provincia di Forlì-Cesena, che ha come presupposto la programmazione dal basso nel governo del territorio montano. Con la Conferenza si intendono mettere a fuoco gli obiettivi strategici per lo sviluppo delle aree montane per i prossimi anni, ma non solo: si tracciano anche i programmi più operativi per il prossimo biennio.

 

Alla conferenza parteciperanno anche Simonetta Saliera, vice-presidente della Regione, che ha la delega ai problemi della montagna, ma anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. "Una delle principali istituzioni che sostengono ed erogano fondi a favore dei territori montani", mette in rilievo il presidente della Provincia Massimo Bulbi.

 

Sui problemi che ancora attanagliano le zone montuose si sofferma lo stesso Bulbi: "La chiusura di un frutta e verdura o di una pompa di benzina possono essere drammatici in montagna, senza contare la mancanza di servizi quali l'Adsl,. Lo dico da cittadino della montagna: a casa mia, a Roncofreddo, non prende neppure il cellulare". Ma molto, sottolinea il presidente della Provincia è stato anche fatto: "Se penso come era la Bidentina alcuni anni fa, una strada che non era neppure sotto la competenza della Provincia e entro la fine dell'anno quattro Comuni saranno raggiunti dall'Adsl".

 

In ogni caso, Bulbi dà lo stop alla provincia bipolare: "Non ci sono cittadini di serie A e di serie B, ma la provincia integrata dal mare alla montagna. E proprio i cittadini della montagna sono i primi tutori e sostenitori dei loro territori". Sulla stessa lunghezza d'onda Alberto Zambianchi, presidente della Camera di Commercio: "Odio sentir parlare di campanili e di provincia bipolare". Conferma, quindi, Zambianchi: "Per le imprese in montagna è più difficile competere: dobbiamo fare di tutto per aumentare la competitività".

 

Entra nel dettaglio l'assessore all'Agricoltura Gian Luca Bagnara :"L'attuale sistema economico della montagna della Provincia di Forlì-Cesena è basato su una rete di micro e piccole-medie imprese focalizzate sul mercato nazionale o locale, le quali hanno risentito meno della crisi economica ma nello stesso tempo hanno maggiori difficoltà ad intercettare una ripresa e il successivo sviluppo, sempre più legato ai mercati internazionali e ai processi di internazionalizzazione. La ripresa è trainata dalle economie forti della Cina, India, etc., le quali sono orizzonti lontani per le nostre PMI".

 

E continua: "L'altra faccia dello sviluppo potrebbe essere rappresentato dalle grandi imprese, seppur rare nel territorio romagnolo, le quali hanno sofferto maggiormente della crisi, ma che sono anche più in grado di affacciarsi ai mercati internazionali per agganciare i processi di crescita delle economie trainanti. Dall'altra parte, però, queste imprese, lavorano per processi di sub-fornitura e delocalizzazione per cui non sempre trasferiscono la loro crescita nell'indotto della rete di micro-imprese nazionali o locali. In sintesi, la ripresa, che deriva dalle economie asiatiche o sud-americane, può essere agganciata dalle imprese di maggiore dimensione ma difficilmente o, almeno con forte ritardo e con flussi deboli, può essere trasferita ai sistemi economici locali del nostro territorio".

 

I progetti in itinere sono diversi, con diversi obiettivi. Contro il problema dello scarso valore aggiunto dentro le imprese, si sta lavorando al miglioramento della loro competitività; per lo scarso valore aggiunto del sistema ambientale-territorio i progetti in cui è impegnata la Provincia vanno nella direzione del miglioramento del territorio rurale e montano. Infine la terza direzione è far fronte alle minori opportunità di reddito per le famiglie con la diversificazione dell'economia rurale e migliorando la qualità della vita.

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