Forlì-Cesena, taglio degli insegnanti: scuola di montagna a rischio

Forlì-Cesena, taglio degli insegnanti: scuola di montagna a rischio

Forlì-Cesena, taglio degli insegnanti: scuola di montagna a rischio

FORLI' - Si batterà fino all'ultimo per mantenere le scuole di montagna. Lo promette Bruna Baravelli, assessore provinciale all'istruzione. "I paesi di montagna sopravvivono se hanno la scuola, la scuola è il fulcro di questi centri", spiega Baravelli, ribadendo quanto aveva già detto martedì alla conferenza scolastica regionale. Insomma, la Provincia e l'ufficio scolastico provinciale "faranno di tutto per mantenerle, quelle scuole ci stanno molto a cuore", ribadisce Baravelli.

 

I numeri ufficiali non ci sono ancora in Provincia, neppure l'ufficio scolastico provinciale, contattato, ne ha comunicati. Tuttavia, a quanto pare, i plessi scolastici che potrebbero essere più a rischio, quelli più piccoli e con un peggior rapporto studenti/insegnanti, sarebbero quelli di Tredozio, Balze, Alfero e Cusercoli, tutti piccoli centri della collina e montagna sia forlivese che cesenate.

 

Ora, spiega Baravelli, "si attende l'assegnazione degli organici in base alla popolazione studentesca". Non sarebbero, per altro, solo questi gli effetti del taglio degli organici: in forse ci sono anche nove sezioni di tempo pieno richieste dalla scuola elementare, e altre otto sezioni di scuola materna in tutta la provincia.

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di pm
    pm

    @passatore Le favole di cui Lei parla sono purtroppo la triste realtà, in questo caso i viaggi nei paradisi tropicali c'entrano come i cavoli a merenda. prima di dare degli allocchi a chi è evidentemente più informato di Lei, dovrebbe sapere che nella scuola pubblica a stabilire i finanziamenti e gli organici non sono gli enti locali, ma il ministero del tesoro (taglio di oltre 7 miliardi di euro in 3 anni), il ministero della pubblica istruzione ed il consiglio dei ministri (taglio di 140 mila docenti e non doc. in 3 anni, mentre gli studenti aumentano). Comuni e province mettono a disposizione i fabbricati e spese relative, non il personale, che rappresenta la spesa più rilevante. Una riforma era necessaria, ma qui si è proceduto con la politica dei tagli indiscriminati all�istruzione, mascherati da riforme modernizzatici,non c'è alcuna logica di cambiamento organizzativo, didattico e di programmi.

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Sarei curioso di sapere quanti alunni ospitano queste scuole e dove questi alunni verrebbero trasferiti.

  • Avatar anonimo di simy
    simy

    la vissione del passatore sembra un pà troppo semplificata...magari prendere in considerazione le direttive dall'alto...ma dopo diventerebbe troppo difficile..

  • Avatar anonimo di passatore
    passatore

    Se gli amici di Errani non si mangiassero i soldi dei contribuenti Romagnoli in viaggi nei paradisi tropicali con amanti varie e senza contare i soldi che fanno sparire di cui non siamo venuti ancora a conoscenza, e la smettessero di dare la colpa ad altri del loro malgoverno facendo il solito scaricabarile, sicuramente resterebbero aperte tutte le scuole senza problemi...solo che i soliti allocchi continuano a credere alle favole che raccontano i gestori della regione ...o forse non si sforzano neanche ad aprire gli occhi per vedere la realtà delle cose, allora chi è causa del suo mal pianga se stesso... solo che in democrazia ci rimettiamo tutti...saluti!

  • Avatar anonimo di pm
    pm

    Dove sono finite le promesse del ministro Gelmini? ...non ci saranno tagli....saranno esaudite tutte le richieste..... Anche le sue bugie hanno le gambe corte.

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