Forlì-Cesena, tassi di interesse troppo alti: imprese insoddisfatte

Forlì-Cesena, tassi di interesse troppo alti: imprese insoddisfatte

Forlì-Cesena, tassi di interesse troppo alti: imprese insoddisfatte

FORLI' - L'accesso al credito e le condizioni che connotano il rapporto banca e impresa sono aspetti ritenuti strategici per la crescita del sistema economico e sociale territoriale. ""In questo difficile contesto di crisi - dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio -il rapporto tra banche e imprese negli ultimi sei mesi è risultato sostanzialmente soddisfacente". Da segnalare l'insoddisfazione degli imprenditori locali in relazione ai tassi d'interesse.

 

su questi temi si appunta l'attenzione del Sistema camerale regionale che, all'interno dell'attività informativa statistica, aggiorna uno strumento qualificante e distintivo come l'Osservatorio regionale sul credito, nell'ambito del quale, nel corso del 2010, sono state effettuate due indagini specifiche per osservare la qualità del rapporto banca e impresa. Le indagini svolte su base provinciale e a livello regionale presentano evidenti vantaggi informativi, fra i quali la possibilità di confronti territoriali, e di efficacia nelle modalità operative.

 

Dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena: "Tuttavia alcuni aspetti meritano di essere considerati e valutati in modo da venire incontro adeguatamente alle richieste degli imprenditori alle prese con difficoltà oggettive; è il caso, ad esempio, dei costi e delle commissioni applicate ai fidi, o dell'inasprimento dei tassi d'interesse. L'analisi dei dati, proposti dall'Osservatorio regionale del credito, consente una riflessione che è anche occasione per una migliore conoscenza della realtà e, di conseguenza, per l'adozione degli strumenti più adatti a sostegno del tessuto produttivo locale"all'interno del quale sono soprattutto le piccole imprese a mostrare i maggiori disagi".

 

Le analisi riportate di seguito si soffermano sull'evoluzione del rapporto tra imprese e sistema bancario con la finalità di evidenziare punti di forza e criticità della provincia di Forlì-Cesena rispetto alla media regionale. Il principale canale di reperimento delle risorse "esterne alla sfera aziendale" al quale hanno fatto ricorso quasi la metà degli imprenditori locali sono i finanziamenti bancari (43,2%) analogamente a quanto si riscontra a livello regionale. Forme meno tradizionali di finanziamento (emissione di titoli di debito o venture capital), pur essendo stati utilizzati dalle imprese provinciali con maggiore frequenza rispetto alla media regionale, restano poco diffuse a livello locale

 

In merito alla tipologia di partner bancari di riferimento, nella nostra provincia le banche con operatività locale rappresentano l'interlocutore principale per il reperimento di risorse finanziarie nel 74,2% dei casi e tale percentuale è la più elevata della regione. Nel 2010 un'elevata percentuale di imprenditori locali ha utilizzato i Confidi: le imprese della provincia vi hanno fatto ricorso in misura maggiore rispetto a tutte le altre province dell'Emilia-Romagna (rispettivamente 34,4% e 27,9% dei casi)

 

L'incidenza di imprese locali che hanno una linea di credito ha subito un pesante assestamento: era superiore alla media regionale ad inizio anno mentre alla fine dell'anno si è attestata al di sotto. Tra le possibili cause, oltre ad una maggiore prudenza negli investimenti dovuta alla difficile congiuntura, va considerato l'aumento delle richieste di rientro sui fidi nella nostra provincia a differenza delle altre. Da sottolineare però che nel corso del 2010, la percentuale degli affidati che hanno subito una richiesta di rientro è comunque inferiore a quella relativa all'Emilia-Romagna

 

 

 

In merito ai motivi dell'attuale mancato possesso di una linea di credito, la percentuale di imprenditori che dichiara di non avere necessità di risorse finanziarie aggiuntive è superiore a quella regionale, ma si rileva anche che l'incidenza dei casi nei quali la situazione finanziaria e patrimoniale non consente l'indebitamento (7,9%) è più alta rispetto al profilo medio regionale (7%). Non emergono particolari criticità connesse all'onerosità dei costi per la concessione di credito bancario e non si registrano casi rilevanti di diniego all'apertura di linee di credito; pare quindi che non siano in atto fenomeni diffusi di razionamento del credito, tanto in provincia di Forlì-Cesena quanto in Emilia-Romagna

 

In riferimento all'ammontare del credito concesso, le imprese rilevano una lieve tendenza degli istituti di credito ad aumentare il monte fidi che sembrerebbe confermare che non è in atto in provincia un credit crunch. La contrazione del numero di imprese che possiedono una linea di credito è causata soprattutto dalla scarsa propensione all'investimento delle stesse, nonché dal peggioramento dei tassi e dei costi applicati

 

In merito al livello di garanzie richieste sui fidi, i giudizi della maggior parte degli imprenditori si orientano prevalentemente sulla stabilità, tanto in provincia di Forlì-Cesena quanto in Emilia-Romagna. Durante l'anno la quota di imprese che ha visto aumentare il livello di garanzie richieste è diminuita soprattutto in provincia di Forlì-Cesena dove è , passata dal 20,2% di aprile al 9,7% di novembre. Tuttavia, secondo le aziende contattate, gli istituti di credito hanno dimostrato nel corso del 2010 un atteggiamento maggiormente selettivo nei confronti di una minoranza di imprese

 

Sempre in termini di condizioni operative è da segnalare l'insoddisfazione degli imprenditori locali in relazione ai tassi d'interesse. La maggior parte orienta il proprio giudizio sulla stabilità, in linea con il profilo medio regionale, tuttavia, già nella prima parte dell'anno, l'incidenza delle imprese che hanno segnalato un inasprimento dei tassi d'interesse è quasi raddoppiata nel corso del 2010 (35,4%) ed è risultata tra le più elevate a livello regionale; inoltre l'incidenza delle imprese che segnalano un incremento dei tassi d'interesse è stata particolarmente significativa ed è aumentata tra aprile e novembre di oltre 16 punti percentuali a fronte dei 7,5 relativi alla regione

 

La maggior parte delle imprese ritiene che non vi siano criticità e segnala che le condizioni applicate dagli istituti di credito sono sostanzialmente soddisfacenti, sia a livello locale che regionale (rispettivamente 61,9% e 64,1%). Nella nostra provincia in linea generale su 100 imprese il 12,4% delle imprese segnala però un aumento dei costi e delle commissioni, il 9,7% un aumento delle garanzie richieste e il 7,1% del tasso applicato.

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