Forlì-Cesena, tutti segni meno per i primi sei mesi dell'anno per le piccole imprese

Forlì-Cesena, tutti segni meno per i primi sei mesi dell'anno per le piccole imprese

Forlì-Cesena, tutti segni meno per i primi sei mesi dell'anno per le piccole imprese

FORLI' - Prosegue l'attività dell'Osservatorio congiunturale sull'artigianato e la piccola impresa in Emilia Romagna, l'indagine che coinvolge un campione di oltre 900 imprese della regione, tra cui un centinaio della provincia di Forlì-Cesena, con l'obiettivo di monitorare lo "stato di salute" delle piccole imprese, attraverso l'analisi di indicatori quali fatturato, ordini, occupazione e investimenti e sulla base dei giudizi espressi direttamente dagli imprenditori, aggiornata al 25 giugno 2010.

 

Le dinamiche prendono in considerazione i quattro settori tipici manifatturiero, edilizia/costruzioni, servizi alle imprese e servizi alle persone. Dalle interviste realizzate emerge che nella nostra provincia, nel primi 6 mesi del 2010, i saldi di opinione relativi all'andamento della domanda, del fatturato, degli ordini e dell'occupazione siano negativi (-11%, -11%, -16,3% e -4,2%), esprimendo ancora le difficoltà incontrate nella prima parte dell'anno.

 

In sensibile aumento è la quota delle imprese investitrici (+20,6%), dato che induce un cauto ottimismo sulla fine della crisi. L'andamento tendenziale evidenzia una condizione di parziale criticità: gli indicatori macroeconomici mostrano saldi ancora negativi, eccezion fatta per l'occupazione che appare in progresso col saldo del +5,2%. Le previsioni per i prossimi sei mesi sono comunque positive e proiettano la provincia tra quelle con maggiori possibilità di sviluppo nel breve periodo: s'ipotizza infatti un andamento di crescita per produzione e fatturato (+13,7% e +19%), ordini (+9%), occupazione (+8,6%); per gli investimenti si prospetta invece un trend più negativo rispetto al semestre precedente (+7,9% programmati e +4,5% possibili).

 

L'indagine mostra che, nell'artigianato, le flessioni della produzione e del fatturato risultano entrambi superiori ai due punti percentuali, con contrazioni più contenute rispetto a quelle registrate nel semestre precedente, ma che riflettono ancora il protrarsi di una situazione economica ancora negativa. Per quanto riguarda i prezzi dei fornitori si assiste invece ad una moderata crescita dei livelli (+2,4%), mentre il calo dell'occupazione risulta rilevante (-4,7%).

 

Le variazioni tendenziali confermano le difficoltà del comparto artigiano, con perdite di produzione e fatturato più ampie di quelle registrate a livello congiunturale (rispettivamente -3,2% e -3,1%). A livello occupazionale invece la flessione di addetti su base annua risulta meno accentuata di quella congiunturale (-2,3%), mentre la crescita dei prezzi supera i tre punti percentuali. Nella prima parte del 2010 gli investimenti risultano leggermente al di sotto della media e, nel prossimo semestre, tale propensione potrebbe ridimensionarsi ulteriormente, nonostante sia prevista una leggera ripresa nella produzione (+0,9%) e nel fatturato (+0,8%) e a una sostanziale stabilità del dato occupazionale (-0,5%).

 

La piccola impresa segna un andamento migliore rispetto all'artigianato nella prima parte del 2010 con ridimensionamenti più contenuti nella produzione (-1,3%) e nel fatturato (-1,2%). Qualche flessione si registra nell'occupazione (-0,4%), mentre la quota di investitori si mantiene in linea a quella del semestre precedente (15,6%). A livello tendenziale gli andamenti della produzione/domanda e del fatturato rivelano una sostanziale conferma di quanto avvenuto nella prima parte del 2009 (rispettivamente -0,1% e +0,1%), mentre il trend occupazionale evidenzia una perdita superiore ai due punti percentuali.

 

Le previsioni per il prossimo semestre mostrano una moderata ripresa per la produzione/domanda (+0,8%) che però non viene accompagnata da un'analoga crescita del fatturato (-0,2%). Stabile dovrebbe risultare il livello dei prezzi (+0,3%) e dell'occupazione (-0,4%), mentre potrebbe aumentare la quota di investitori (9,7% investimenti programmati; 9,1% investimenti possibili). Gli imprenditori ribadiscono la mancanza di un intervento forte da parte delle istituzioni locali per ridare slancio all'intero sistema economico, solo il 10% degli intervistati ritiene, infatti, adeguate le azioni intraprese dalle istituzioni.

 

I più critici in questo senso sono gli addetti delle aziende edili e quelli dei servizi alle imprese, le aziende ritengono prioritario un intervento che semplifichi la macchina pubblica rendendola maggiormente efficiente. In seconda battuta sono auspicati provvedimenti per migliorare l'accesso al credito, necessario per sostenere la liquidità aziendale, richiedendo anche interventi a sostegno del reddito delle famiglie e dell'occupazione. Meno urgente, ma ugualmente importante, il sostegno agli investimenti, mentre il potenziamento delle infrastrutture viarie, logistiche e tecnologiche può essere rinviato alla fase di pianificazione strategica.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -