Forlì-Cesena, un'impresa ogni dieci abitanti

Forlì-Cesena, un'impresa ogni dieci abitanti

Forlì-Cesena, un'impresa ogni dieci abitanti

FORLI' - La provincia di Forlì-Cesena si caratterizza per un'impresa attiva ogni 9,7 abitanti, dato che si concretizza con la presenza, praticamente in ogni famiglia del territorio, di un componente occupato, a vario titolo, in una piccola impresa locale. Proprio la diffusione capillare della piccola impresa la rende il motore produttivo della nostra provincia, tuttavia di frequente la sopravvivenza di queste realtà è resa ardua da una molteplicità di fattori che affliggono da sempre il sistema italiano.

 

In primo luogo l'eccesso di burocrazia e i numerosi vincoli normativi che, dati alla mano, vengono stimati per le imprese del manifatturiero, costruzioni e servizi con almeno un dipendente, in 12.334 euro annui. Senza dimenticare che, in ambito fiscale, solo quattro adempimenti - 770,  dichiarazione Iva, comunicazione annuale e rimborsi Iva - costano, di pura burocrazia, al sistema delle imprese italiane oltre 2,7 miliardi di euro.

 

Spiega il presidente Giorgio Grazioso "meno regole con maggiore certezza nell'applicazione è l'obiettivo a cui tendere, applicando anche un reale principio di gradualità per dimensione d‘impresa e per settore di attività. Da tempo ribadiamo la necessità di adottare lo Small Business Act e il principio "think small first" che lo anima, per dare alle imprese italiane l'opportunità di competere ad armi pari con le altre realtà europee. Non è possibile confrontare i 257 giorni necessari a un imprenditore italiano per ottenere un permesso di costruzione, con i 100 di un'impresa tedesca, senza dimenticare i 76 adempimenti burocratici che deve rispettare chi decide di aprire un'officina meccanica, i 73 per un'impresa edile o i 68 per una lavanderia. Tempi e incombenze tali da aver fatto conseguire al nostro Paese il poco lusinghiero 78° posto nella classifica redatta dalla Banca Mondiale relativa al "fare impresa" (Doing Business), penultima tra le trenta economie avanzate, sopravanzando unicamente la Grecia."

 

Altro elemento che frena la competitività della sistema imprenditoriale italiano in Europa sono i tempi di pagamento da parte dei fornitori di cui l'Italia detiene un record negativo, chiarisce il segretario Roberto Faggiotto "negli ultimi due anni i tempi nel nostro Paese si sono allungati, mentre in Europa si sono ridotti. La lentezza dei pagamenti da parte della committenza costituisce un pesante fardello per la maggior parte delle imprese, con livelli estremamente preoccupanti registrati soprattutto nel settore edile. L'osservatorio Confartigianato ha stimato che negli ultimi 12 mesi per la clientela privata, i tempi di pagamento si aggirano intorno a 70 giorni: da un minimo di 27,5 giorni per le imprese dei servizi alla persona agli oltre tre mesi, circa 99 giorni, delle aziende dell'edilizia. La situazione si aggrava quando la committenza è pubblica: il cliente pubblico paga in media dopo tre mesi, con una differenza di circa venticinque giorni rispetto ai privati. Tale gap risulta più marcato nelle aziende dell'edilizia con tempi di riscossione che si allungano fino a oltre 156 giorni rispetto ai 99 riscontrati con i privati. Nel Nord Europa, la pubblica amministrazione 'dà il buon esempio', con tempi di pagamento bassi e perfettamente in linea con quelli delle imprese private, mentre in Italia le amministrazioni pubbliche impongono tempi doppi rispetti a quelli, peraltro già lunghi, pagati alle imprese subfornitrici."

 

Riprende Grazioso "Confartigianato di Forlì, nel suo ruolo di partner dell'impresa ricerca risposte che siano realmente efficaci e per fare questo non esita a ricercare sinergie e collaborazioni che superino l'ambito territoriale: dall'internazionalizzazione all'innovazione, passando attraverso la promozione di reti tra aziende, per partecipare a bandi e concorrere alla riscossione di contributi, sempre più spesso rivolti a una dimensione più ampia dell'ambito provinciale. Ma soprattutto pensiamo al rapporto con gli istituti di credito, spesso sordi alle esigenze delle piccole imprese. Per questo Forlì ha aderito a Unifidi, la cooperativa di garanzia nata dalla fusione per incorporazione della quasi totalità delle cooperative di garanzia di Confartigianato e tutte quelle di Cna della regione Emilia Romagna." Ben 17 cooperative di garanzia territoriali, tra cui quelle di Confartigianato Bologna, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Rimini e Confartigianato di Forlì, con una base sociale di 69mila imprese, un capitale sociale di 28,5 milioni  di euro e un patrimonio di 62milioni di euro. Conclude il presidente "la scelta di rinunciare alla nostra cooperativa di garanzia, non condivisa a livello provinciale, è nata dalla consapevolezza che insieme agli altri avremmo raggiunto una massa critica tale da poter garantire migliori garanzie alle nostre imprese che avessero avuto necessità di prestiti bancari o di altre forme di finanziamento. Abbiamo condiviso risorse finanziarie e capitale umano, con alcuni nostri collaboratori oggi attivi in Unifidi, mettendo da parte protagonismi e particolarismi, credendo nella validità del progetto. Il nostro obiettivo è garantire la migliore qualità a coloro che si affidano a noi."

 

Chi sceglie Confartigianato di Forlì entra a far parte di un sistema che si pone come priorità la vicinanza agli imprenditori, ai collaboratori e alle loro famiglie. Priorità che viene ulteriormente rafforzata dalla percezione che, oggi, i cittadini necessitano in maniera crescente di servizi che lo stato e gli enti locali non sono più in grado di dare, sia in tema di welfare, sia in tema di sanità.

 

Il vicepresidente Oriano Rimini sintetizza "una certezza per tutti è che l'ente pubblico, in futuro, avrà minori disponibilità economiche e che, per mantenere inalterata la qualità dei servizi, nel nostro territorio molto elevata, dovrà intervenire, sempre più di frequente, il privato. Il concetto di sussidiarietà assume una connotazione precisa e diviene un'occasione per valorizzare il ruolo del privato, anche nei servizi fino a oggi appannaggio del pubblico e nel welfare. Non a caso stiamo investendo in professionalità per sviluppare Confartigianato Persone, l'area dell'Associazione dedicata al sociale e ai bisogni personali dell'imprenditore e di coloro che ruotano attorno all'impresa, collaboratori e dipendenti, senza dimenticare le loro famiglie."

 

Con sette sedi mandamentali aperte dal lunedì al sabato e i cinque recapiti attivi per due giorni a settimana, Confartigianato Forlì vuole garantire massima vicinanza all'imprenditore che sceglie di installare e mantenere la sede della propria attività nel territorio in cui vive e di cui è parte come membro della comunità.

 

Per il vicepresidente Luca Morigi "la vicinanza anche fisica, alle imprese e al territorio, per noi è una priorità, con la consapevolezza che la piccola impresa sia elemento chiave non solo del sistema produttivo locale, ma della comunità all'interno della quale opera. Una ricchezza che vogliamo sostenere con la nostra presenza capillare, attraverso sedi e recapiti in grado di coadiuvare l'imprenditore nella sua quotidianità. Una determinazione che non si fonda di certo sulle convenienze economiche, bensì sulla certezza che occorra valorizzare un territorio che rappresenta il 70,97% della nostra provincia, prevalentemente costituita proprio da aree montane e collinari, risorse chiave dal punto di vista ambientale, culturale, turistico ed economico. Un territorio che necessita di progetti di investimento di rilievo per continuare a garantire un'economia locale competitiva ed efficiente, nel rispetto dell'ambiente e degli oltre 75mila residenti (61.482 vivono in collina e 14.083 in montagna), su un totale di 395.121 abitanti dell'intera Forlì-Cesena. La forte identità e l'attaccamento al territorio rappresentano le motivazioni alla base della volontà di numerose imprese di investire in queste zone, tuttavia le difficoltà quotidiane legate alle carenze infrastrutturali o agli insufficienti collegamenti viari possono spingere gli imprenditori a preferire insediamenti produttivi meglio serviti, privando di opportunità la montagna." In quest'ottica anche nel corso del mandato 2011-2015 verrà rafforzato il rapporto con gli imprenditori che operano nelle diverse aree del forlivese, anche grazie al prezioso contributo dei cinque comitati zonali che rappresentano il trait d'union tra la direzione dell'associazione e le duemilasettecento imprese che ne costituiscono l'essenza.

 

  

L'impegno di Confartigianato Forlì

 

Nel corso della tornata elettorale e del recente congresso che ha portato alla nomina del presidente Giorgio Grazioso e dei vice Luca Morigi e Oriano Rimini, Confartigianato di Forlì ha presentato ai propri associati le linee guida per il prossimo quadriennio con l'obiettivo di ridare slancio all'economia locale.

 

Il primo punto è la ricerca delle sinergie e delle alleanze: unire le forze con soggetti del territorio - ma non solo - che condividono gli stessi scopi, così da rendere più agevole il raggiungimento del risultato.

Personalismi e sterili difese campanilistiche non sono parte del dna dell'associazione, Confartigianato di Forlì è disposta a sacrificare la propria autonomia in nome di una visione comune, che tuttavia non implica la rinuncia alla propria identità.

Il secondo punto è l'attenzione al territorio: la vicinanza alle imprese per sostenere chi sceglie di investire in collina, in montagna e nei luoghi in cui vive ed è cresciuto, contribuendo alla valorizzazione dell'intero territorio forlivese e non solo delle aree meglio dotate dal punto di vista infrastrutturale.

 

Punto chiave dell'attività sarà, inoltre, l'attenzione al credito. A inizio 2011 lo stock dei finanziamenti concessi alle imprese è in crescita del 2,7% rispetto a fine giugno del 2010. Tutte le regioni mostrano aumenti, in testa si collocano Umbria con il 4,8% ed Emilia-Romagna con il 4,6% mentre a livello di dimensione d'impresa ben il 19% del totale dei finanziamenti è erogato a favore di imprese con meno di 20 addetti. Appare evidente che gli imprenditori hanno bisogno di liquidità per riagganciare la ripresa, l'impegno di Confartigianato di Forlì, anche per il futuro, sarà di mettere in campo tutte le azioni possibili per migliorare il rapporto tra banche e imprese, nell'ottica di una proficua collaborazione tra le parti.

Altro elemento fondamentale è l'attenzione all'imprenditore come soggetto parte di una comunità, quindi non solo agli aspetti economici ma anche alle esigenze familiari degli associati e, più generale, al sociale, con il rafforzamento degli ambiti di intervento di Confartigianato Persone.

 

Ultimo punto su cui sarà concentrata l'attenzione nei prossimi mesi è l'innovazione della modalità di assistenza alle imprese, chi sceglie di associarsi deve essere consapevole di ricevere non soltanto un servizio di qualità per la tenuta della contabilità, o per la consulenza del lavoro o per il disbrigo delle pratiche richieste dai molteplici enti preposti ai controlli, ma di potersi giovare dell'assistenza sindacale e della rete capillare di consulenti operanti su tutto il territorio nazionale. Confartigianato, infatti, è una rete in grado di dare risposte a 360° su ogni problematica dell'imprenditore e porta avanti politiche sindacali a sostegno del fare impresa, con un'attività di confronto costante con le istituzioni a tutti i livelli, dal locale al nazionale, senza soluzione di continuità.

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