Forlì: Claudia Conforti all’Artista Caffè spiega la bellezza nell'Architettura

Forlì: Claudia Conforti all’Artista Caffè spiega la bellezza nell'Architettura

FORLI' - La bellezza architettonica non vive nei singoli edifici, ma nelle relazioni e nei rapporti che questi intrattengono tra loro, generando una città bella. Con questa premessa si apre l'incontro con Claudia Conforti, docente di Storia dell'Architettura alla Facoltà di Ingegneria di Roma, protagonista nel foyer del teatro Fabbri sabato 31 gennaio alle ore 17.

La relatrice ci anticipa alcuni dei temi che tratterà a Forlì.

Dopo Erri De Luca, applaudito protagonista della prima conversazione sulla bellezza del 2009 all'Artista Caffè, nel foyer del teatro Diego Fabbri (ingresso da via Dall'Aste 10) arriva Claudia Conforti, professore ordinario di Storia dell'architettura alla Facoltà di Ingegneria di Roma Tor Vergata. L'appuntamento, aperto a tutti ad ingresso libero, è per sabato 31 gennaio alle ore 17, dal titolo "Nell'architettura la bellezza delle città".

«La bellezza architettonica - afferma Conforti - non vive nei singoli edifici, ma sta nelle relazioni e nei rapporti che questi intrattengono tra loro, generando in questo modo una città bella. Questo concetto - prosegue - era molto chiaro in epoca barocca: lo stesso Bernini diceva che "gli oggetti nello spazio non sono né belli né brutti, lo diventano solo in rapporto a ciò che hanno intorno". L'idea di unità architettonica e urbanistica era meno chira in epoca rinascimentale, in cui troviamo palazzi spesso intesi come entità uniche e solitarie». 

E in età neoclassica?
«È fondamentale distinguere tra neoclassicismo italiano, declinabile come classicismo barocco, ed altre espressioni di questo stile in Francia, Spagna, Russia. In Italia il Neoclassicismo tende a distanziare l'edificio da ciò che è diverso, a volte separandolo dal contesto anche attraverso un rialzamento o un podio. In altre aree, come ad esempio a San Pietroburgo, si sviluppa invece un linguaggio classico molto semplificato che finisce per imporsi su ciò che ha intorno, anche grazie ai riflessi sull'acqua che avvicinano tra loro le architetture».

E l'architettura contemporanea? Unisce o divide i propri manufatti dal contesto urbano?
«L'architettura oggi attraversa una fase di grande vitalità. Solo tra Rinascimento e Barocco c'è stata la stessa voglia di sperimentazione. Il problema è che nei momenti in cui le avanguardie sperimentano, le retroguardie danno il peggio di loro. In Italia siamo ancora arretrati rispetto ad altre nazioni ma io sono comunque ottimista: da qui a 20 anni cambierà l'edilizia urbana, trasformando le città in teatri di forme e colori, con nuove e avanzate tecniche costruttive. E sarà sempre più fondamentale - conclude Conforti - curare le rifiniture, i bordi, i marciapiedi, i contesti. Si dice che Dio sta nei dettagli; non so se è così. Di certo l'estetica ci si è annidata molto».

Nella sua relazione Claudia Conforti prenderà in esame anche il caso dell'Ara Pacis a Roma, antico manufatto conservato all'interno di un manufatto contemporaneo, con l'intento di sviscerarne i molteplici significati, storici e urbanistici.

L'incontro, introdotto da Paolo Rambelli, fa parte del ciclo di "Otto conversazioni sulla Bellezza" ospitato dall'Artista Caffé, ricca rassegna organizzata dalla cooperativa Tre Civette di Forlì.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -